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Vangelo di Domenica 13 Gennaio 2019

battesimo gesu - preti.jpg(Mattia Preti - Battesimo di Cristo. Chiesa di Santa Barbara a Taverna - CZ) Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 3,15-16.21-22.

Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.
Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto».

BATTESIMO DEL SIGNORE - C

13 gennaio 2019

La festa del Battesimo del Signore segna la conclusione del Tempo di Natale e l’inizio della prima parte del Tempo Ordinario.

Nella pagina del Vangelo Gesù non ci viene più presentato come il bambino, nato a Betlemme e adorato dai pastori e dai Magi, ma ormai come un uomo adulto.

Eppure, la pagina del Vangelo è ancora un testo “natalizio” e di “epifania”; la voce dal cielo, infatti, dichiara esattamente l’identità di Gesù: Egli è il figlio prediletto nel quale il Padre si compiace!

Per quanti hanno poca o nessuna conoscenza della Bibbia probabilmente tali parole dicono poco o nulla, ma chi la conosce almeno un po’ troverà l’eco di alcune pagine dell’Antico Testamento, che aiutano a comprendere l’identità di Gesù di Nazaret.

Il riferimento è, in particolare, all’episodio di Isacco, figlio prediletto/amato di Abramo, che viene sacrificato dal padre sul monte e alla profezia del servo sofferente di YHWH, descritto dal profeta Isaia nei seguenti termini: “Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità” (Is 42, 1-3).

Dal momento del battesimo, Gesù si manifesterà al mondo, con le sue parole, con i suoi gesti, con le sue scelte, come il figlio amato, nel quale il Padre si è compiaciuto.

Allo stesso tempo Gesù, con le sue parole, con i suoi gesti, con le sue scelte, rivelerà al mondo anche il Volto del Padre, il Volto della Misericordia!

Ancora, Gesù – “figlio prediletto nel quale il Padre si compiace” – con le sue parole, con i suoi gesti, con le sue scelte, rivelerà l’uomo all’uomo, seguendolo, vivendo secondo i suoi insegnamenti, ponendo gesti e facendo scelte ispirati ai gesti e alle scelte di Gesù l’uomo diventa pienamente umano!

In Gesù il cielo finalmente si apre, si realizza cioè quella profonda comunione tra cielo e terra invocata dai profeti, che la Chiesa ripete in particolare durante il Tempo d’Avvento: “Se tu squarciassi i cieli e scendessi”!

Per l’Evangelista Luca il cielo si apre quando Gesù “stava in preghiera”!

Dalla preghiera autentica, infatti, derivano gesti e scelte che mettono “in comunione” il cielo e la terra, gesti e scelte capaci di orientare il mondo secondo la volontà di Dio.

Così, anche i nostri gesti e le nostre scelte rivelano l’autenticità della nostra preghiera!

Se vogliamo “verificare” la qualità della nostra preghiera proviamo ad esaminare le nostre parole, i nostri gesti e le nostre scelte per riscontrare se in esse è possibile trovare eco delle parole, dei gesti e delle scelte di Gesù!

Ancora una volta, contemplando in Gesù la manifestazione della bontà di Dio e il suo amore per noi uomini, siamo invitati a lasciarci contagiare dalla sua misericordia, rinnegando l’empietà e i desideri mondani e vivendo con sobrietà, giustizia e pietà!

Nel nostro battesimo siamo stati immersi nell’oceano sconfinato dell’amore e della misericordia di Dio e siamo chiamati a diventarne l’irradiazione in questo nostro tempo!

In Gesù il cielo si è aperto, la comunione di Dio con gli uomini si è pienamente realizzata: oggi per ciascuno di noi il Padre torna a ripetere le parole che manifestano l’identità di Gesù: siamo chiamati a diventare ciò che siamo, figli amati nei quali Dio si compiace, facendo germogliare in questo nostro mondo sobrietà, giustizia e pietà.

Amen.

Don Michele Munno

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