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Vangelo di Domenica 22 Gennaio 2017

pescatori di uomini.jpgDal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 4,12-23.   In quel tempo, avendo saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata.
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini».
Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò.
Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono. Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

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Parrocchia “S. Giuseppe” Sibari  - Viale magna grecia, 1 – 87011 Cassano all’Ionio (CS) – Tel. 098174014

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“in-formati”

Foglio settimanale parrocchiale

di formazione e informazione

22 – 29 gennaio 2017

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camminando insieme

Continuo a proporre, in questa rubrica, il “Progetto Pastorale” che il nostro vescovo Francesco ha consegnato alle Comunità cristiane della Diocesi di Cassano all’Jonio per i prossimi quattro anni.

LA GIOIA DEL VANGELO (8)

L’anno liturgico

Il primo ‘luogo formativo’ nella vita della Chiesa è proprio l’Anno liturgico. I Vescovi italiani, negli anni ’70, scrivevano: «L’anno liturgico ha mantenuto, nel suo ritmo sacramentale, la struttura dell’antica istituzione del catecumenato: la Quaresima ne costituisce il tempo forte e la Pasqua il culmine. È questo l’itinerario catecumenale proprio dell’intera comunità, e adatto a tutte le età della vita umana».

E negli anni ’80: «L’anno liturgico costituisce, in questo orizzonte, il grande itinerario di fede del popolo di Dio: l’intera comunità, soprattutto nei tempi forti, è chiamata a riscoprire, a celebrare e a vivere il dono della salvezza. Mediante la pedagogia dei riti e delle preghiere, tutti insieme siamo guidati all’esperienza del mistero pasquale di Cristo, che ha il suo culmine nell’eucaristia e a noi è comunicato con la Parola e i sacramenti».

Negli Orientamenti pastorali dello scorso decennio, si legge: «Perché la parola e l’opera di Dio e la risposta dell’uomo si tramandino lungo la storia, è assolutamente indispensabile che vi siano tempi e spazi precisi nella nostra vita dedicati all’incontro con il Signore [...] Di qui l’urgenza di esplicitare la rilevanza della liturgia quale luogo educativo e rivelativo, facendone emergere la dignità e l’orientamento verso l’edificazione del Regno».

L’anno liturgico traccia le dimensioni permanenti di un’autentica personalità cristiana e di una vera comunità credente. La Liturgia sia vissuta come strumento di evangelizzazione, nei tempi e nelle forme che le sono propri. Sia curata e, soprattutto, sia ben vissuta, nel rispetto dei suoi ritmi, dei suoi riti e dei suoi simboli.

Essa è lo “spazio” e il “tempo” in cui non solo si misura la “vera spiritualità”, ma si manifesta anche – come annotano i Vescovi negli attuali Orientamenti pastorali – il metodo per «formare alla vita secondo lo Spirito».

Una volta rigenerati dal grembo battesimale, una volta segnati dal sigillo dello Spirito, nutriti dal pane e dal vino della Pasqua, la via sacramentale, mistagogica ed esperienziale, che ci fa seguire il Maestro e ci fa essere evangelizzati da Lui, è l’Anno liturgico. Di esso occorre che rivalutiamo soprattutto la ‘centralità della Domenica’, momento generativo e celebrativo della nostra fede e, ugualmente, il giorno in cui la Comunità, nel suo insieme, si ritrova unanime e si riconosce unita in quella esperienza sorgiva.

La dimensione “educativa” della Domenica va presa in considerazione, particolarmente dove si corre il rischio di ‘frantumare’ la comunità con celebrazioni di più Celebrazioni Eucaristiche domenicali. Occorre far sì che l’Eucaristia domenicale, ben preparata e ben celebrata, diventi momento significativo di evangelizzazione.

Interessante la nota di Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose: “L’osservanza del sabato ha preservato Israele dall’assimilazione, cioè dallo scomparire fra le genti. La coscienza della centralità e della basilarità del sabato nella fede giudaica è tale che si è potuto arrivare ad affermare “Non è tanto Israele che ha custodito il sabato, ma è il sabato che ha custodito Israele”. La grande attenzione che Israele ha posto sul sabato ci insegna che l’osservanza del giorno del Signore è elemento determinante per sfuggire alla mondanizzazione e per conservare e trasmettere la fede”.

Custodiamoci nella preghiera reciproca! Buona domenica a tutti!

                                               don Michele

Riflettiamo “insieme” sulla Parola di Dio della Domenica

22 Gennaio 2017

III Domenica del Tempo Ordinario – A

(Is 8,23b - 9,3; Sal 26; 1Cor 1,10-13.17; Mt 4,12-23)

L’Evangelista Matteo presenta l’inizio del ministero, dell’attività pubblica di Gesù, dopo che Giovanni Battista fu arrestato.

Il servizio, il ministero del precursore/educatore si è, in un certo senso, compiuto. Ora, al centro della narrazione c’è e resta l’unico Protagonista del Vangelo: Gesù.

Gesù decide di “abitare” sulla riva del mare. Questa, che potrebbe sembrare una semplice indicazione geografica, tra l’altro impropria, perché si trattava di un laghetto più che di mare, è in realtà un “luogo teologico”, poiché il “mare” richiama ciò che ostacola, impedisce, crea barriera. Il “mare” dice che c’è una “strada interrotta”, che c’è una realtà impossibile, che fa prendere consapevolezza della propria impotenza!

L’umanità è lungo il mare, è immersa nelle tenebre, vive in terra tenebrosa! Gesù sceglie di compromettersi, di “sporcarsi”, di abitare proprio lì dove l’uomo fa esperienza del proprio limite e si offre come “grande luce”, come opportunità di salvezza: Gesù è il Figlio che intraprende il viaggio, che va oltre il limite, Egli è il solo che può attraversare il mare!

All’umanità, prigioniera della morte, Gesù apre una strada che va oltre il mare, oltre la morte. L’umanità può andare oltre la morte, può oltrepassare il limite, il mare, se si “converte”: Gesù ha aperto la strada per ritornare alla pienezza della vita.

Noi abbiamo bisogno di “imparare a vivere” e Gesù ci “educa alla vita”. Noi, abituati a vivere in una condizione di chiusura nell’orizzonte della morte, in un “adattamento infernale” alla morte, possiamo fare esperienza della vita vera! Gesù è l’abbraccio di Dio che si offre a noi perché possiamo realmente imparare a vivere, egli ci rivela che siamo “figli”, che siamo “fratelli”.

Noi, come i pescatori del Vangelo, siamo arenati sulla spiaggia, siamo confinati a riva, siamo come dei “detriti”, rinchiusi nella ristrettezza dei nostri orizzonti, dei nostri interessi. Ma lo sguardo di Gesù ci rivela ciò che siamo realmente: figli e fratelli! Figli e fratelli, sotto il Suo Sguardo, perché è il Suo Sguardo che conferisce “fraternità” ai “detriti”!

Egli dice a ciascuno: seguitemi e, insieme, attraverseremo il mare! Il Vangelo è lo sguardo di Gesù, capace di trasformarci da detriti, da relitti, in fratelli! Basta seguirLo!

Ma la sequela è una decisione che non si dà una volta per tutte, è una decisione che deve rinnovarsi in ogni istante! Se ciò non dovesse avvenire – come di fatto ci accade – ritorniamo ad arenarci, ad essere detriti, relitti! È ciò che Paolo, subito dopo il saluto iniziale, che abbiamo ascoltato domenica scorsa, rimprovera alla Comunità di Corinto: tra voi vi sono discordie! Lasciamoci esortare anche noi: «Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire».

Poiché proprio questa “unanimità”, questa “fraternità”, rivela se stiamo aderendo al Regno dei cieli, a questo abbraccio di Dio, se sta avvenendo la nostra conversione, se stiamo davvero seguendo Gesù! Amen.

AVVISI

- MARTEDÌ 24 GENNAIO, ALLE ORE 19:00, PRESSO LA CHIESA “SAN GIUSEPPE”: INCONTRO CATECHISTE. SI PREGA DI NON MANCARE.

- OGNI GIOVEDÌ, NELLA CHIESA “SAN GIUSEPPE”, ALLA CELEBRAZIONE DELLA S. MESSA SEGUE L’ADORAZIONE EUCARISTICA.

- VENERDÌ 27 GENNAIO, ALLE ORE 19:00, PRESSO LA CHIESA “SANT’EUSEBIO”: INCONTRO CONSIGLIO PASTORALE E CONSIGLIO AFFARI ECONOMICI.

- OGNI VENERDÌ, PRESSO LA CHIESA “SAN GIUSEPPE”, ALLE ORE 15:00, SI CELEBRA L’ORA SANTA DELLA MISERICORDIA: CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA, VIA CRUCIS.


DOMENICA 22 GENNAIO verde

Ë III DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Liturgia delle ore terza settimana

Is 8,23b - 9,3; Sal 26; 1Cor 1,10-13.17; Mt 4,12-23

Il Signore è mia luce e mia salvezza

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Francesco

ORE 11,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Pro populo e Battesimo

ORE 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Rachele

LUNEDI’ 23 GENNAIO verde

Liturgia delle ore terza settimana

Eb 9,15.24-28; Sal 97; Mc 3,22-30

Cantate al Signore un canto nuovo,

perché ha compiuto meraviglie

Ore 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Giovanni

MARTEDI’ 24 GENNAIO bianco

Liturgia delle ore terza settimana

S. Francesco di Sales - memoria

Eb 10,1-10; Sal 39; Mc 3,31-35

Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà

Ore 17,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Cinzia

Ore 19,00 – “S. Giuseppe”:

INCONTRO CATECHISTE

MERCOLEDI’ 25 GENNAIO bianco

CONVERSIONE DI SAN PAOLO APOSTOLO
Festa - Liturgia delle ore propria

At 22,3-16 opp. At 9,1-22; Sal 116; Mc 16,15-18

Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo

Ore 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Cecilia (1° anniversario)

GIOVEDI’ 26 GENNAIO bianco

Liturgia delle ore propria

Ss. Timoteo e Tito - memoria

2Tm 1,1-8 o Tt 1,1-5; Sal 95; Lc 10,1-9

Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore

Ore 15,30 in poi – “S. Giuseppe”: CATECHISMO

Ore 17,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Giuseppe

Ore 18,00 – Chiesa “S. Giuseppe”:

ADORAZIONE EUCARISTICA

VENERDI’ 27 GENNAIO verde

Liturgia delle ore terza settimana

Eb 10,32-39; Sal 36; Mc 4,26-34

La salvezza dei giusti viene dal Signore

Ore 15,00 – Chiesa “S. Giuseppe”:

PREGHIERA NELL’ORA DELLA MISERICORDIA

Ore 15,30 in poi – “S. Giuseppe”: CATECHISMO

Ore 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Rosa

Ore 19,00 – “S. EUSEBIO”:

CPP e CAEP

SABATO 28 GENNAIO bianco

Liturgia delle ore terza settimana

S. Tommaso d’Aquino - memoria

Eb 11,1-2.8-19; Cant. Lc 1,68-75; Mc 4,35-41

Benedetto il Signore, Dio d’Israele,

perché ha visitato e redento il suo popolo

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Giovanni, Giuseppina, Riccardo, Ida

Ore 15,30 in poi – “S. Giuseppe”: CATECHISMO

Ore 17,30 in poi – “S. Giuseppe”:

GIOVANISSIMI E GIOVANI

DOMENICA 29 GENNAIO verde

Ë IV DOMENICA TEMPO ORDINARIO

Liturgia delle ore quarta settimana

Sof 2,3; 3,12-13; Sal 145; 1Cor 1,26-31 – Mt 5,1-12a

Beati i poveri in spirito

Ore 8,30 – Chiesa “S. Giuseppe”: S. MESSA

Def. Saverio, Angelina, Francesco, Giulia

ORE 11,00 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Pro populo

ORE 17,30 – CHIESA “S. EUSEBIO”: S. MESSA

Def. Emilio, Rosina

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