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Cassano. Un convegno sulla pastorale e ... San Giovanni Bosco

convegno.jpegIeri sera nella bella cattedrale-basilica di Cassano, mons. Francesco Savino ha organizzato un interessante incontro "di riflessione" sul tema:  “Una pastorale generativa per le parrocchie, oggi, nel cambiamento d’epoca”. La relazione pronunciata da don Edoardo SCOGNAMIGLIO,  teologo della Diocesi di Caserta è stata particolarmente ricca di contenuti sicuramente di alto valore sia teologico che pratico e altrettanto valido è stato l'intervento finale del vescovo, come di solito del resto, il quale alla fine ha "consegnato" al folto uditorio due parole su cui dovranno meditare tutti i fedeli ma soprattutto coloro che in prima persona hanno scelto il compito  di diffondere il "VERBO", Presbiteri, diaconi, religiosi/e, catechisti, comunità parrocchiali e le varie Associazioni Cattoliche.

ESODO e  MISTICA questi i termini su cui mons. Savino ha invitato a riflettere.

A cosa alludeva l'invito del presule? Dal punto di vista biblico l'ESODO ricorda l'uscita degli Ebrei dall'Egitto sotto la guida di Mosè, argomento dell'omonimo libro della Bibbia, secondo del Pentateuco, ma il nostro don Ciccio, come ha argomentato, intendeva significare come la Chiesa debba stare oggi in uscita, non restare più confinata negli angusti spazi di un cattolicesino quasi d'elite, ma stare fra la gente, ascoltare e lasciare il messaggio evangelico. Tutto ciò non può avvenire in modo distaccato, ma vivendo la vita quotidiana come esperienza spirituale rigenerante e rigeneratrice soffusa di autentico misticismo.

Oggi, sembra una semplice casualità, si commemora San Giovanni Bosco, non vi pare, cari amici che seguite il nostro blog che questo grande Santo abbia fatte proprie nella sua vita le due "paroline" che mons. Savino ci ha consegnato? Ma c'è anche un'altra notevole "coincidenza", ieri era l'anniversario dell'uccisione di Gandhi, uno che, pur non cristiano, di Esodo e di Mistica se ne intendeva e parecchio. Nel ricordo di questi due grandi personaggi che hanno lasciato un'impronta indelebile sul mondo e accostando ai loro insegnamenti le due "paroline" vi lascio e vi invito a meditarci sopra e ad approfondire, magari facendo una passeggiata in un luogo ameno e tranquillo, osservando la "bellezza" del creato che ci ospita, ringraziando "Colui che Tutto Può" per il regalo che ci ha fatto.

Antonio Michele Cavallaro

san giovanni bosco.jpgDal web una breve nota sul Santo di oggi

Oggi si commemora San GIOVANNI BOSCO, un uomo, un prete, un Santo, dal quale si può trarre ispirazione, ancora oggi, per diffondere l'Evangelo in modo semplice, con l'ascolto prima e con l'azione dopo.

Questo nome popolarissimo e tanto venerato ricorda un'istituzione grandiosa e benefica che da anni assiste ed educa cristianamente la gioventù, raccolta in centinaia di case sparse in tutto il mondo.
Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815 ai Becchi, frazione di Murialdo presso Castelnuovo d'Asti, da una povera famiglia di agricoltori. Sua mamma, Margherita, era una santa donna tutta dedita al lavoro ed ai suoi doveri di cristiana: infondere nei suoi figliuoli il santo timore di Dio. Del babbo non potè gustare il sorriso e la carezza, perchè se ne volò al cielo quando Giovanni era ancora in tenerissima età.

Fin da fanciullo ebbe il dono di attirare a sè le anime dei fanciulli con i suoi giochi di prestigio e con la sua pietà, che gli cattivava l'animo di tutti.

A prezzo di privazioni di ogni genere, in mezzo alle contrarietà degli stessi familiari, riuscì a compiere gli studi ecclesiastici e nel 1 841 fu ordinato sacerdote. Da questo punto comincia la sua missione speciale: « l'educazione dei giovani ».

Lo aveva difatti profondamente colpito il fatto di vedere per le vie di Torino tanti giovanetti malvestiti, male educati, abbandonati, esposti ad ogni pericolo per l'anima e per il corpo, molti già precocemente viziosi e destinati alla galera... Il cuore del giovane sacerdote sanguina: prega e pensa: e la Vergine Benedetta, che lo aveva scelto, gli ispira l'istituzione degli Oratori.

Dopo mille difficoltà e persecuzioni, gli riuscì di comperare a Valdocco (allora fuori Torino) un po' di terreno con una casa ed una tettoia a cui aggiunse una cappella; ebbe così un luogo stabile e sicuro dove poter radunare i suoi « birichini ».

Non aveva un centesimo : unica sua risorsa una fede illimitata nella Divina Provvidenza.

In pochissimo tempo i poveri giovani ricoverati diventarono più numerosi; l'opera cresceva e bisognava pensare al futuro. La benedizione di Dio era visibile. E Don Bosco fonda una nuova congregazione religiosa, la Pia Società di S. Francesco di Sales, detta comunemente dei Salesiani, composta di sacerdoti e laici, che poco alla volta aprirono oratori festivi, collegi per studenti, ospizi per artigiani, scuole diurne e serali, missioni fra gli infedeli in tutte le parti del mondo.

Per le fanciulle delle stesse condizioni, D. Bosco istituì le Suore di Maria Ausiliatrice, le quali, come i Salesiani, sono sparse in tutto il mondo, ed affiancano l'opera dei sacerdoti.

Per il popolo D. Bosco scrisse libretti pieni di sapienza celeste, dal titolo « Letture cattoliche » in contrapposizione a quelle protestanti.

Fino all'ultimo la sua vita fu spesa a vantaggio del prossimo, con sacrificio continuo, eroico. Il Signore lo chiamò a sè il 31 gennaio 1888 e fu canonizzato da Pio XI nella Pasqua del 1934.


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