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AMENDOLARA. In preghiera per Ilaria

Ilaria con noi.webp.jpgIlaria è con noi. Domani il terzo incontro del Gruppo di Preghiera voluto e dedicato al compianto assessore comunale alla pubblica istruzione, cultura e famiglia, Ilaria Gentile, deceduta a 33 anni lo scorso 18 Dicembre a causa di un male incurabile. L'appuntamento del neonato Gruppo, ufficialmente riconosciuto dalla Diocesi di Cassano e dal suo Vescovo Mons. Francesco Savino, è previsto per le ore 21 all'interno della Parrocchia dedicata alla Madonna della Salute di Amendolara marina. Il ricordo della donna resta ben custodito nel cuore di tanti giovani e anche di molti anziani,  provenienti anche da altri paesi limitrofi, che ogni mese, dopo cena, si ritrovano a pregare  insieme. Forte è il desiderio di restare fedeli alla volontà della giovane Ilaria, che presagendo il suo passaggio alla “casa del Padre”, con sorriso ironico, ma con uno sguardo composto, ha lasciato un piccolo testamento al suo confessore «se il Signore dovesse chiamarmi, non voglio strade o edifici che portano il mio nome, ma piuttosto, dite a tutti i miei amici, che se vogliono rendermi felice, formassero un gruppo di preghiere». Così la ricorda il suo parroco don Nicola Arcuri. La giovane catechista parrocchiale, ben sapeva che i gruppi di preghiera, in una comunità, sono grandi motori di spiritualità all’interno della Chiesa per mantenere vivo, soprattutto in tempi difficilissimi come quello attuale, lo spirito della preghiera, il gusto dell’orazione e l’educazione alla vita spirituale. Un gruppo di preghiera è chiamato sempre, in ogni tempo, a sfidare le stagioni delle ideologie e quelle del materialismo, per tramandare senza ambizione alcuna, la genuina tradizione cristiana. Non sono e non possono essere considerati una «Chiesa nella Chiesa - diceva Ilaria - se sono curati da una guida pastorale». I gruppi di preghiera, infatti, possono diventare vere fucine di fedeltà al magistero e di amore verso la Chiesa, senza ostacolare l’azione dello Spirito, né mai tentare di organizzare i “liberi soffi dello Spirito Santo”, con decisioni cadute dall’alto, e magari con poca o mediocre fede. È lo Spirito che soffia dove vuole, e il più delle volte il Suo alito parte proprio dal basso, per intervenire lì dove la preghiera è carente, raggiungendo quelle crepe lasciate dalla nostra aridità, attraversando quelle fessure rimaste aperte che gli permettono di portare la Sua Luce ai nostri cuori. Ecco perché Ilaria ha “seminato” la nascita di un Gruppo di preghiera. Che sta portando in Chiesa tanti suoi coetanei ed amici, non solo amendolaresi, pronti a pregare davanti al Sacramento. «Se Dio vorrà-  riferiva spesso Ilaria a don Nicola nelle sue confessioni rese pubbliche dal presule-  cercherò con  le poche forze che mi restano, di collaborare come amministratrice comunale, per  restituire un fiume di anime alla parrocchia, perché in essa  confluiscano misteriosamente quelle pecore smarrite che in Chiesa non vengono mai, che non si confessano da anni, che vengono dalla strada e dai vizi». Il Signore per lei ha scelto la strada del Paradiso, resta però il Gruppo che ha come unico scopo la preghiera, dove regna l’affetto di persone dal volto umano, che scalda il cuore di ognuno. Come Ilaria voleva.

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