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"Laghi di Sibari" con l'acqua alla gola

 scava e getta stombi.jpgI Laghi di Sibari, ancora una volta, in pericolo di allagamento totale. Non siamo proprio sott’acqua, ma poco ci manca. Osservazioni come queste che di seguito vi propongo si susseguono da circa 30 anni con centinaia di migliaia di euro finiti in mare. Gli ultimi sono stati quelli spesi dall’amministrazione comunale l’estate appena trascorsa per permettere ai natanti di utilizzare il canale degli Stombi e uscire in mare aperto. Sembrava che ormai la situazione si sarebbe normalizzata con l’arrivo della draga che avrebbe garantito il deflusso delle acque del canale e, nello stesso tempo, mantenuto il livello delle acque interne del bacino. Purtroppo la draga è rimasta inoperosa e alla prima mareggiata la sabbia ha nuovamente ostruito lo sbocco a mare con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Ma quello che posso pensare e dire io, non avendo proprietà all’interno dei “Laghi”, può lasciare il tempo che trova, anche se come semplice cittadino di questo territorio trovo quantomeno inopportuno che questo continuo stillicidio di danaro pubblico vada a finire fra i gorghi dello Ionio senza soluzione di continuità e senza che ciò valga a far baluginare la benché minima idea risolutiva del problema.

In questi giorni il Consorzio di Bonifica ha messo in azione un escavatore che con la sua benna sul ciglio dello sbarramento asporta sabbia che poi con un movimento rotatorio di un paio di metri scarica di nuovo a mare, come si può intuire dalle foto che mostriamo; insomma attività inutile e forse anche pericolosa per il manovratore, che ha lavorato “finanche il giorno dell’Immacolata”.

Riporto di seguito alcune considerazioni di utenti-proprietari d’immobili dei Laghi di Sibari pescate sul web.

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7 dicembre - Oggi come già si poteva prevedere, il canale si è ostruito nuovamente. Di conseguenza le darsene dei Laghi, con i suoi pontili e banchine, sono nuovamente sotto il livello dell'acqua.

Oramai si sa, quando si ostruisce il canale e quando il Consorzio di Bonifica mette in funzione le idrovore, sia il moto ondoso delle mareggiate che l'onda di piena delle acque di scolo dei canali di bonifica invadono ed allagano le nostre darsene.

Questo fenomeno è del tutto trascurato dagli Enti preposti, inconsapevoli del grave danno che si va a sommare alla mancata navigabilità, mettendo in serio pericolo di allagamento tutte le abitazioni del villaggio. Inoltre, è causa anche di un altro grave e trascurato danno ambientale all'ecosistema lagunare. Ma di questi particolari sembra che agli Enti preposti non interessi niente!

Tutti sembrano fare a gara a complicare il più possibile le procedure, con nuovi pareri necessari tirati fuori dal cilindro da qualche "genio guastatore" ed avallatati da uffici che soffrono atavicamente un complesso di colpa, con la filosofia che è meglio un documento in più per non sbagliare ed evitare qualsiasi problema penale. Oltre al danno la beffa! 

Intanto la natura fa il suo corso...e nessuno si adegua ai suoi tempi! È questo il vero grande danno che si perpetra nei confronti del centro nautico dei Laghi di Sibari!!

A nostro parere, se non si cambia modalità e, soprattutto, mentalità, non si riuscirà mai a risolvere l'atavico problema che affligge la vitalità del nostro villaggio!

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Ieri sono venuto ai Laghi e ho potuto constatare di persona la drammaticità della situazione. Consentitemi qualche valutazione/suggerimento. Io e la mia famiglia abbiamo iniziato a frequentare i Laghi nel lontano1982 quando il livello dell'acqua nelle darsene era più basso di almeno 60/70 cm. se non di più (correggetemi se sbaglio) e i mutamenti climatici erano ancora lontani dal manifestarsi  così violentemente. Ieri il livello dell'acqua era più basso del livello della mia darsena di soli 15 cm., darsena che io ho elevato 15 anni fa di circa 60 cm. Ieri sono andato alla foce dello Stombi e lo spettacolo che si è presentato era davvero desolante: al centro della foce, quasi interamente ostruita, operava unicamente un piccolo escavatore che riusciva solo a spostare la sabbia da un lato all'altro, lasciandola ovviamente ricadere  in acqua. I  lavori di dragaggio della foce e  del canale per i quali lo scorso anno, per svariate settimane, sono stati impiegati due escavatori, tre camion ed un bulldozer sono stati completamente cancellati e con essi sono stati bruciati i soldi pubblici che li hanno finanziati. Lungo il molo dei cantieri già da due stagioni è tristemente e, passatemi il termine, tragicamente ormeggiata  la tanto agognata draga, anch'essa, mi pare, acquistata con soldi pubblici. In tutto ciò due o tre anni fa  lo Stombi è stato qualificato, ope legis, porto-canale di quarta categoria. Mi chiedo: ci sarà pure qualcuno responsabile di questo disastro? Ormai le parole sono a zero. Qui non si tratta più del rischio che possa saltare ancora una volta una stagione nautica: ormai sono decisamente a rischio la maggior parte delle abitazioni costruite lungo le darsene all'interno dei Laghi o meglio credo che si possa dire che sia a rischio l'intero insediamento: sull'acqua le barche galleggiano, le nostre case no! Penso che sia giunto il momento di passare dalle parole a fatti concreti: Ritengo che l'Associazione, la LNI, i condomìni , i proprietari  o almeno una parte di essi debbano rivolgersi alla Magistratura, non solo per accertare le responsabilità, se esistenti, ma soprattutto affinché si intervenga a salvaguardia e tutela delle nostre abitazioni e dei nostri amati Laghi. Io sono pronto. Vi ringrazio di cuore del tempo dedicatomi e dell'impegno che la Lega Navale ha profuso in questi anni.

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Il Comune insiste pervicacemente a far giocare il Consorzio con i castelli di sabbia che crollano in mare poco dopo averli costruiti pensando forse che facendoli più grandi non crolleranno. 

Putroppo crolleranno consolidando solo la base su cui poggiano rendendone più difficile la sua rimozione. 

È la fotocopia dello scempio degli anni immediatamente precedenti al 2019.

Di tutto ciò nonostante le dettagliate descrizioni contenute nei documenti e nei progetti che hanno portato al dissequestro del 2019. Ora tutte le autorità competenti sanno perché si produce il fenomeno e come deve essere gestito anche in situazioni di emergenza. 

Non esiste alcuna ragionevole giustificazione per questo comportamento. 

I ritardi ad adempiere gli obblighi sottoscritti con la Convenzione e concernenti la consegna del galleggiante  con la pompa aspirante refluente alla Associazione si stanno rivelando palesemente voluti.  Trovo veramente Inaudita la spudoratezza con cui ci si vanta di questi interventi farlocchi del Consorzio.

Altrettanto inaudita è la disinvoltura con cui si gioca con il termine "garantire il deflusso delle acque". alludendo alla officiosità idraulica Qualcuno dovrebbe dire al signor  Sindaco che la officiosità idraulica è ben altra cosa e va garantita PRIMA dell’onda di piena e non dopo, ad allagamento ed esondazione avvenuta. QUESTO PROPRIO PERCHÉ SERVE AD EVITARLA!!!

BASTA CON QUESTI RAGLI CONSORTILI.

L 'OFFICIOSITA IDRAULICA È Il LIBERO DEFLUSSO Delle acque nella sezione idraulica di progetto e in condizioni Di MASSIMA PIENA e di mare in contrasto. 

La grattatina profonda alcuni centimetri e larga meno di un quarto della foce del canale facendo defluire acqua in eccesso in condizioni di calma non è garantire la officiosità idraulica. È una presa per i fondelli. 

Tutto ciò è stato ampiamente discusso e condiviso con le autorità regionali e la  CP nei tavoli tecnici tenuti i in Regione con il RUP la Associazione e Lega Navale!!

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No!

Vergogna. Siamo alle solite soluzioni tampone in stile Consorzio che hanno prodotto i risultati del 2018. Accumulare la sabbia sul lato sud del molo sud, consente un deflusso parziale solo in situazione di calma. Alla prima mareggiata la collina frana in mare occludendo nuovamente in poche ore, come sanno anche i bambini che costruiscono i castelli di sabbia vicino alla riva!! 

L'unico modo corretto per intervenire è riportare la sabbia a nord del molo nord, ma questo lo si può fare solo con il sistema idraulico della pompa aspirante refluente  montato sulla draga.

Ma sulla draga tutto è fermo e il Comune non ha consegnato alla CP i documenti necessari per la consegna formale del mezzo alla Associazione. 

Si dice che per portare la sabbia, così come necessario, sull'altro lato non si può fare fino a quando non si completa la procedura valutativa della V.Inc.A (valutazione di incidenza Ambientale) perché manca  l’autorizzazione.  In realtà l’autorizzazione esiste ed è contenuta nel decreto dirigenziale del 2019. Questo decreto non è stato annullato dalla Regione. E’ stata solo avviata  una procedura volgarmente detta in 

"sanatoria" per integrare quel provvedimento con una valutazione che avrebbe dovuto essere formulata da un ufficio diverso da quello che ha firmato il decreto ma che comunque non intaccherebbe la sostanza tecnica dell' intervento. 

La prudenza nell'agire nelle more della emissione di quella valutazione è comprensibile, ma non in situazione di emergenza o di comprovato pericolo che giustifica, invece, un’ordinanza sindacale. 

Se si vuole essere sicuri di non essere oggetto di sanzioni basta formulare una richiesta scritta di chiarimento alla direzione generale del dipartimento ambiente prima di emettere l'ordinanza spiegando tecnicamente la consistenza del pericolo e la necessità di agire in modo corretto chiedendo se la procedura in corso sia o non sia ostativa all'intervento richiesto. 

Sono convinto che con una richiesta correttamente formulata la risposta non potrebbe essere negativa.

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Ultimamente il Comune ha agito autonomamente,  diluendo i tempi di definizione delle procedure.

Purtroppo la natura non va di pari passo con le procedure e con le lungaggini amministrative, venendosi, purtroppo, ad annullare  i lavori effettuati nella scorsa estate.

Di conseguenza il ripristino dell'officiosita' idraulica del canale e, quindi, della vitalità del centro nautico deve ripartire da capo.

Mi auguro che nel prossimo incontro previsto col Comune, dove si parlerà della consegna e della operatività del pontone dragante a cura dell'AssoLaghi e dei nuovi lavori di dragaggio da attuare a cura del Comune, sarà condiviso e definito unanimamente.

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Credo che le giuste osservazioni di alcuni proprietari d'immobili che ho riportato diano una corretta visione della situazione di allarme in cui si dibatte il complesso nautico “Laghi di Sibari”, ex-fiore all’occhiello del territorio.

Apprendiamo solo ora che per oggi, 11 dicembre alle ore 18,00, il sindaco di Cassano Ionio ha convocato l’Associazione “Laghi di Sibari”, la Lega Navale, il Consorzio di Bonifica e tutte le altre associazioni e organizzazioni che a vario titolo hanno interessi nel centro nautico per “comunicazioni e determinazioni circa la situazione e le attività in essere e da intraprendere per il canale degli Stombi”

Fussa ca fussa la vorta bbona?

Antonio M.Cavallaro

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