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Consigli gratuiti, mai bene accetti, salvo eccezioni

1 Carmelo Rocca.jpgCONSIGLI, QUESTI SCONOSCIUTI? GIULIO ANDREOTTI. MENZOGNE ED OMISSIONI SUL 3° MEGALOTTO ANAS.

Pitigrilli diceva: «Non datemi consigli, so sbagliare da me.».

Negli anni passati ho sempre seguito una regola: dare consigli solo se richiesti, ed offrirli, anche se non sollecitati, solo per questioni di bene comune.

La seconda parte della norma scaturisce da motivi egoistici: il bene comune riguarda tutti, quindi anche me.

Dico subito, per esperienza diretta, che, spesso, chi chiede un parere lo fa soltanto per avere conferma di un'idea che già possiede, e che applicherà indipendentemente dall'eventuale suggerimento contrario.

Ciò non toglie che ho sempre dato buoni consigli, anche a soggetti antipatici, per i quali avrei desiderato lo scatenarsi di disastrosi eventi: diciamo che sono un buon consulente a prescindere.

Colsero questo mio positivo talento poche persone, alcune già citate in altri miei precedenti articoli (Giovanni Paolo II, Antonio Di Pietro ecc.), ma oggi ne voglio ricordare una in particolare: lo stimato amico Giulio Andreotti.

Stima che ricambiava quando, presentandomi a qualcuno, mi definiva "uomo di grande qualità". Questa valutazione suscitava sempre grande rispetto. Aggiungo che i suoi lasciapassare erano sempre indirizzati a sostenere una mia battaglia civile, in genere legata a questioni inerenti la salvaguardia del nostro patrimonio culturale.

Carmelo Rocca,(Nella foto in alto) all'epoca potente Segretario Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dopo avere riportato, quasi incredulo, le rare parole con cui Giulio aveva sollecitato un nostro incontro, mi disse, indicando con un ampio gesto la sala di dimensioni pari alla totalità del mio appartamento: «Tutto questo mio ufficio è a sua completa disposizione: mi dica.».

E, tanto, sempre l'amico Giulio, apprezzava i miei suggerimenti, che ne seguì uno, tanto fondamentale ed efficace, che gli permise di evitare l'onta, e l'ingiustizia, di una condanna per questioni di mafia.

Sullo stesso argomento gli avevo anche prospettato, in precedenza, la mia ipotesi circa le manovre truffaldine messe in piedi dai mafiosi per farlo sembrare coinvolto nei loro loschi affari. Lui si disse convinto dalla mia logica analisi ricostruttiva, anche se, dovette concludere, di quelle "messinscene" era impossibile una dimostrazione in giudizio.

2 Giulio Andreotti.jpgNon manca chi, invece, sentendosi proporre un consiglio legato ad un bene comune del territorio, risponde con inspiegabile (sic) arroganza oppositiva.

È il caso, ad esempio, del Governatore della Calabria, Oliverio, e dell'ex Sindaco di Cassano (Comune ora commissariato per infiltrazioni mafiose), Papasso.

Il primo, Oliverio, il quale, dopo aver assistito a Rende ad una mia conferenza con cui evidenziavo il vero sito di giacitura della Sybaris arcaica e, contestualmente, il possibile scempio del progettato tracciato del 3° Megalotto Anas previsto passante proprio sulle sue preziose vestigia, ed essersi vivamente congratulato promettendo la divulgazione della mia pubblicazione nelle scuole della provincia (allora ne era Presidente), una volta diventato Governatore si sbraccia scompostamente, tra un pellegrinaggio e l'altro a piatire ginocchioni il controllo della "ricca" (soprattutto di debiti fatti da quelli come lui) sanità regionale, proprio per l'attuazione di quel disastroso, ma anch'esso "ricco", tracciato.

Il secondo, Papasso, che, dopo aver sostenuto un mio presunto ed indimostrabile interesse "terriero", malgrado gli abbia fatto notare che la mia localizzazione della città arcaica dista oltre trenta chilometri dai succitati presunti terreni (di altri), e che l'eventuale semplice spostamento in basso del tracciato in quel punto, a scavallare le vestigia della città, nulla sortirebbe sui destini di terreni posti a quella grande distanza, ed avergli chiarito anche che studi del genere richiedono anni e quindi sono a datare da prima che l'Anas pubblicasse il progetto del tracciato del 3° Megalotto (e pur tralasciando di evidenziargli l'assurdità, e l'insulto diffamatorio, che uno studioso del mio livello possa condurre la formazione di una falsa ricerca del genere per motivi inesistenti), si permette di vantarsi d'insistere nella sua palese menzogna, per la quale, come in genere tutti quelli che mentono, avrà le sue "ricche, buone" ragioni.

Poi, sempre sulla stessa linea di arrampicata sugli specchi, ha anche ventilato l'esistenza di fumosi, anonimi e silenziosi (mai letto niente) studiosi "locali" che si sarebbero dichiarati scettici sui risultati di uno studioso di "eccellente sapienza" (come sono stato da lui stesso definito).

Questi umili (così, sempre da lui, definiti) "studiosi locali", sarebbero quindi in disaccordo, oltre che con l'eccellente, anche con tutti, dico tutti, gli antichi studiosi, che riportano la fondazione di Thurii (per bocca degli stessi fondatori) a sei chilometri di distanza dalla vecchia città di Sybaris sconfitta dai Crotoniati (come anche riportato chiaramente dall'Enciclopedia Treccani).
Ne discende, ovviamente, che la Sybaris arcaica può essere cercata ovunque, e forse, per assurdo, molto assurdo, non dove ho indicato io, ma sicuramente non dove dicono di averla trovata, cioè sotto Thurii (dove era presente "solo" la zona decentrata portuale della città arcaica).

Resto comunque in trepida, e forse eterna, attesa di contestazioni sugli infiniti elementi della mia dimostrazione presenti nella relativa pubblicazione: Sibari, questa sconosciuta? (edita da Rotary Club Corigliano - Rossano, Pro Loco di Trabisacce e Sybaris Tour).

 

 Pubblicazione che, a differenza di altri, pagati, nel migliore dei casi, per non fare nulla, ho di fatto donato alla Calabria, avendo rinunciato a qualsiasi diritto editoriale.

Aggiungo, con un certo disgusto di stomaco, che alcune testate on line hanno ricevuto telefonate che, con argomenti "molto convincenti", venivano invitate a non pubblicare miei articoli. Alcuni si sono fatti convinti, altri no.

Non finisce qui: avendogli contestato, al Papasso, (cosa che vale anche per Oliverio), di non aver proceduto, nemmeno in via prudenziale, a sondaggi esplorativi sul sito da me indicato, mi sono sentito rispondere, a giustificazione, con una presunta mancanza di risorse.

Detta, questa sciocchezza, in una fase di progresso tecnologico che permetterebbe l'eventuale ritrovamento della Sybaris arcaica con il noleggio a costo irrisorio di un apparecchio georadar (Ground Penetrating Radar GPR). Se non, addirittura, a costo zero, visto che tali apparecchiature, a disposizione dell'ARPACAL, sono state utilizzate per andare a cercare a vanvera un'inesistente (come da me pronosticato) terza nave di Caligola nel lago di Nemi.

Certo, meglio cercare l'Araba Fenice sulla Luna, che non un sito archeologico di valenza internazionale, che potrebbe creare un rilancio economico turistico e storico dell'Alto Jonio e della Calabria, molto più ricco e costante dei quattro soldi previsti in ricaduta locale dalla realizzazione di una strada inutile, dannosa e "stranamente" costosa come quella del 3° Megalotto Anas.

4 Maurizio-schema-alternativo.pngMa, va da sé, che il nostro Papasso, pervaso dal delirio di convinzione incernieratosi su di un Papa accorso a Cassano per omaggiare lui, geometra di Dio, e poi, oggi, da un'intera Repubblica protesa in complotto a cacciarlo dalla casa comunale (?!), resta impavido ad affrontare la morte contro tutti: martire del nulla cosmico.
Aggiungo che in qualità, questa volta, di architetto storico urbanista, ho anche proposto uno schema alternativo, e molto più economico, al devastante 3° Megalotto Anas, con il quale indico, sia i tratti di semplice raddoppio dell'esistente già parzialmente ammodernata nuova 106 (tra l'altro molto più svantaggioso per gli "interessi terrieri" nel cuore di un uliveto, del semplice sfioro a monte previsto dall'Anas), sia i tratti in galleria per Amendolara e Trebisacce, e sia, come si vede, un nuovo tracciato a quattro corsie a sud di Sibari, che scavallerebbe sia l'arcaica città, sia gli scavi di Thurii, attualmente ancora scempiati dal passaggio della precedente nuova 106.

Insomma, tutta in salita la strada dei buoni consigli. Soprattutto se disinteressati.

 

 

Maurizio Silenzi Viselli

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