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Festa della donna: Attenzione alle Zuleiche, maschietti arrapati

Giuseppe e Zuleica.jpg8 Marzo festa della donna. Giorni fa mi sono recato a Cosenza dove nell’imponente storico Palazzo "Arnone” è stata organizzata una mostra di incisioni di Rembrandt. Interessanti tutte le opere che da ogni angolo d’Europa sono confluite a Cosenza per permettere a noi, poveracci di periferia, di ammirare il genio del grande pittore e incisore belga. Una fra tutte mi ha incuriosito particolarmente ed ho pensato che la storia legata a quella immagine poteva essere indicata da raccontare nel giorno dedicato alla “donna”. L’incisione di Rembrandt (nella foto a lato) si riferisce ad un episodio biblico narrato nel capitolo 39 della Genesi in particolare nei versetti 7 – 11.

Il capitolo è dedicato a Giuseppe (uno dei patriarchi dell’Antico Testamento), il quale venduto come schiavo in Egitto fu acquistato da un importante funzionario del regno, un certo Putifarre, che aveva per moglie una donna bellissima, ma molto più giovane di lui. Nella Bibbia non è citato il suo nome, ma in seguito intorno al secolo ottavo le fu appioppato il nome di Zuleica (in arabo pare significhi “bella”, “cicciottella, “grassottella” – secondo i gusti dei musulmani … e non solo) che io continuerò ad usare nel mio scritto. La giovin signora aveva adocchiato Giuseppe che era un bel ragazzo e tentò a più riprese di portarselo a letto, senza riuscirvi. Un giorno, però, si trovarono soli in casa e Zuleica, seminuda, lo attirò a sé sull’alcova tirandolo per la veste. Giuseppe non accettò la “profferta d’amore” riuscì a divincolarsi e fuggì via, lasciando però in mano alla donna il suo indumento. Ecco com’è raccontato il fatto nella Bibbia:

39, 11 Or avvenne che un giorno egli entrò in casa per fare il suo lavoro; e non c’era quivi alcuno della gente di casa;

39, 12 ed essa lo afferrò per la veste, e gli disse: "Giaciti meco". Ma egli le lasciò in mano la veste e fuggì fuori.

Giuseppe-e-la-moglie-di-Putifar-guercino.jpg(dipinto del Guercino) Questa scena ha ispirato numerosi pittori, tra cui Rembrandt che ne ha tratto l’incisione presente a Cosenza e che ho fotografato e che potete ammirare nel testo insieme ad altri dipinti di autori diversi reperiti sul web.

Ma continuiamo il raccontino non molto edificante e che la dice lunga su certe tendenze di “certe donne”.

Zuleica vistasi rifiutare, cominciò a gridare, così accorsero i famigli della casa ai quali raccontò di essere stata aggredita da Giuseppe, che vista la sua resistenza era poi scappato e lei era riuscita a strappargli la veste che stringeva in pugno a dimostrazione della veridicità del suo racconto.

Questo raccontino non vi ricorda certe denunce fasulle per stalking o, peggio ancora, per stupro, con le quali “certe donne” tentano di vendicarsi di uomini poco compiacenti nei loro confronti?

Giuseppe per quanto fosse protetto dal Signore, finì in carcere, da dove comunque uscì, per intervento divino, riabilitato.

tintoretto-giuseppe-e-la-moglie-di-putifarre.jpg(dipinto del Tintoretto) Ma quanti poveri “Giuseppe” finiscono nelle grinfie della giustizia per accuse che hanno solo l’odore della vendetta, e quando con difficoltà ne escono, rimane appiccicato loro addosso per sempre il sospetto di satiro affamato di sesso?

Ora non è che voglia affermare che tutte le donne siano delle fedifraghe assatanate e vendicative, come non tutti gli uomini sono dei satiri aggressivi e violenti, quindi, per favore, facciamola finita con “feste di questo o di quel sesso”, se parità deve essere, facciamoci reciprocamente “’na bella festa” e godiamo finalmente l’uno dell’altra senza tabù e “minchiate” da bacchettoni puritani o da pervertiti assatanati, con calma, dolcezza e tanta, ma tanta generosità….

Comunque ora e sempre VIVA LE DONNE!!!! Come faremmo senza … e viceversa?

Antonio M.Cavallaro

(Dipinto di Giovanni Lanfranco)

 

 

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