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Sibaritide: si paventa una discarica privata

discarica_mini.jpg(foto d'archivio: l'area della discarica di contrada Silva) Da qualche giorno circola una notizia che si spera sia senza fondamento. Si tratta dell'idea di aprire una nuova buca nella discarica in contrada Silva di Cassano dove ben 5 enormi buche sono state riempite in pochissimi anni. Non sappiamo se quanto paventato dalla sen.ce Silvana Abate del M5S, in una nota diffusa oggi, sia collegabile con il "rumor" che abbiamo sentito da alcuni cittadini allarmati. Si parla di inceneritori a tutto spiano e qualcuno li sta proponendo come fosse l'unica soluzione per lo smaltimento dei rifiuti, senza riflettere sulle gravi conseguenze che possono avere sulla saluta di noi cittadini. Intanto Cassano è uno dei pochi comuni dove la differenziata non è iniziata e qualcuno prima o poi ce ne dovrebbe spiegare i motivi.

Abate, M5S Senato – Commissione Agricoltura: «impedire la costruzione di un impianto di gestione dei rifiuti nel distretto agroalimentare di Sibari».

«L’iniziativa di un privato – spiega la senatrice Rosa Silvana Abate – di voler portare all’interno di una delle zone più fertili della Calabria una discarica va contro ogni logica. Nel distretto agroalimentare di Sibari lavorano qualcosa come quattromila-cinquemila persone e al suo interno si vorrebbe portare una piattaforma per il trattamento di rifiuti non solo calabresi ma, soprattutto, campani, pugliesi e lucani. Fosse settiche, fanghi di ogni tipo, scarti di macelleria – e quant’altro – potrebbero essere smaltiti nella Sibaritide, cuore pulsante della Calabria nel campo dell’agricoltura di qualità. Una operazione di cui si parla almeno dal 2017 e sulla quale il Governo regionale continua a tacere nonostante le ultime denunce di questi giorni». «Concordo con i colleghi deputati M5s Paolo Parentela e Giuseppe d'Ippolito – continua la senatrice pentastellata. Come hanno spiegato loro in una nota stampa pubblicata qualche giorno fa, Mario Oliverio continua a gestire i rifiuti con ordinanze abusive, come ha chiarito il Ministero dell'Ambiente. Intanto gli impianti di trattamento pubblici sono fermi e i privati lucrano ogni giorno. Nel contempo, il presidente della Regione si nasconde dietro la burocrazia e lascia che vadano avanti i permessi amministrativi per questa opera folle, che, se autorizzata dagli uffici, distruggerà il Distretto agroalimentare di qualità di Sibari, sorto, va ricordato, in seguito a una legge regionale nata dal basso e non certo dalla vecchia politica delle poltrone, di cui il governatore è oggi l'emblema». «La situazione è seria – continua Abate – se si dovesse realizzare questa piattaforma sarebbe un colpo durissimo per il distretto agroalimentare e dal quale sarebbe difficilissimo rialzarsi. Verrebbe messo in crisi l’unico comparto produttivo fiorente di tutta l’area. Questo va assolutamente impedito. Speriamo che la responsabile del settore ambiente della Regione Calabria, Orsola Reillo, che ora ha in carico la richiesta di valutazione di impatto ambientale, prenda in considerazione le osservazioni inviate da tutte le associazioni che si sono interessate alla vicenda e, in particolare, alle istanze presentate dal Presidente internazionale dell’Isde, l’Associazione Medici per l'Ambiente, Ferdinando Laghi».

«Anche io – chiude la Abate – segnalerò le gravi anomalie al ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, e al collega per l'Agricoltura, Gian Marco Centinaio, ma non solo. Essendo in commissione Agricoltura, porterò la questione direttamente all’attenzione dei miei colleghi per vedere come bloccare questo progetto che provocherebbe danni non solo ad un tipo di agricoltura di qualità ma a tutto l’indotto economico e lavorativo che da esso ne deriva. Proprio in commissione agricoltura stiamo discutendo di tutela delle eccellenze agroalimentari sarebbe una contraddizione se Oliverio autorizzasse la costruzione di una discarica che andrebbe invece a distruggerle e a mettere a rischio quasi cinquemila posti di lavoro. Le idee del Governo del Cambiamento sono altre e sono per la sostenibilità ambientale».

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