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Sibari. Il fiore della legalità spunta timido ma forte

Senza-Stato-Moll.jpgLa sala Dionisio del Minerva Club Resort di Sibari, ierisera, era stracolma; circa 500 i presenti che hanno indossato la pettorina offerta dal padrone di casa ing. Luigi Sauve con l’impressum “#senzastatomollo” a dimostrazione che i cittadini sono stufi di atti intimidatori, di vessazioni, di prevaricazioni di ogni tipo a cui sono soggetti in qualsiasi attività svolgano. La manifestazione fortemente voluta dal titolare di una delle più grandi strutture turistico-ricettive della nazione, vittima di ben due gravi incendi dolosi in poco più di una settimana, ha avuto l’approvazione di una larghissima parte della cittadinanza e delle massime autorità locali della giustizia, della politica e della religione. La presenza del Prefetto di Cosenza dott.ssa Galeone, del procuratore della Repubblica di Castrovillari dott. Facciolla, del vescovo della diocesi di Cassano mons. Savino, del presidente della commissione antimafia prof. Morra, del consigliere regionale dott. Bova e di molti sindaci della Sibaritide, è stata la dimostrazione di quanto alta sia l’attenzione verso i fatti criminosi che si susseguono con sconcertante cadenza nel nostro territorio come, purtroppo, in tutta la Calabria.

La sottoscrizione del “Patto della legalità per la Sibaritide” che ierisera è stata lanciata ed accolta deve segnare l’inizio di un percorso per l’inversione di tendenza comportamentale soprattutto dei cittadini che devono essere più collaborativi, come ha auspicato il dott. Eugenio Facciolla, in quanto anche loro stessi rappresentano lo Stato, non solo i funzionari dei vari pubblici uffici. Ha posto l’accento sul fatto che “bisogna cominciare a pensare che non c’è solo la ndrangheta e la mafia che spara, c’è un sommerso che deve venire a galla” …. Non abbiamo bisogno di eroi, ma di cittadini che s’impegnino….”

Ha affermato che le istituzioni dello Stato ci sono sempre state, anche se, purtroppo, alcuni suoi rappresentanti non hanno fatto bene il loro dovere ma “ora stiamo dando un segnale di tendenza completamente opposto ed oggi diamo un messaggio alla collettività: Fidatevi delle istituzioni, della magistratura e delle forze dell’ordine”.

Negli ultimi decenni, di proclami per la legalità se ne sono sentiti di “tutti i colori”, spesso, guarda caso, da chi la legalità se l’è messa sotto i piedi e ne ha fatto una parola vuota di significato, buttata lì giusto per fare un po’ di sana retorica. Agli astanti, ierisera, è sembrato che ci sia veramente la voglia di cambiare atteggiamento e di mettere con le spalle al muro quel “governo ombra”, più volte citato dall’ing. Sauve, che rende difficile la vita a imprenditori, professionisti, amministratori pubblici e semplici lavoratori. Molto intenso l’intervento del presule mons. Savino che ha ribadito in modo netto e deciso che “la Chiesa sta contro ogni forma di caporalato e di sfruttamento”, ma particolarmente duro il suo riferimento al “matrimonio tra mafie e massonerie deviate” che è quasi tangibile in molti gangli della burocrazia. Non ha tralasciato di lanciare un monito anche a quegli imprenditori che non rispettano le regole salariali e, noi ci sentiamo di ribadire, che laddove non c’è lavoro remunerato in modo dignitoso si annida il germe dell’odio che spesso coincide con le subdole macchinazioni delle organizzazioni malavitose per destabilizzare, corrompere e quindi integrare nelle loro file persone apparentemente insospettabili ma che rappresentano poi la lunga mano di chi opera nell’ombra per il male.

Anche il sen. Del M5S Nicola Morra, presidente della Commissione antimafia, ha ribadito che “in primis gli imprenditori e i cittadini devono essere meno ipocriti. Solo noi possiamo cambiare le cose agendo nel quotidiano, non solo esigendo, ma mostrando legalità. Non è tanto importante la presenza dell’antimafia, ma quella di centinaia di persone a testimonianza che c’è voglia di reagire”.

In molti hanno sottoscritto il “Patto per la legalità” che nei prossimi giorni dovrebbe essere diffuso e divulgato in tutta l’area della Piana di Sibari.

I presupposti per un cambiamento ci sono tutti e siamo speranzosi che una ventata di aria fresca possa far sparire le nubi grigie e minacciose del malaffare, l’affermazione finale del consigliere regionale Bova può rappresentare un buon viatico: “Oggi non si celebra un funerale, il giorno dopo un attentato tanta gente vent’anni fa ad una manifestazione del genere non ci sarebbe stata”.

Noi che conosciamo da tanti anni l’ing. Luigi Sauve non ci meravigliamo per la sua risolutezza nell’affrontare la difficile situazione in cui si è venuto a trovare, ha offerto a tutti un esempio di come si debba reagire di fronte ad atti intimidatori di tale portata, non è col silenzio e abbassando la testa che ci si può contrapporre al “governo ombra” del malaffare e lo ringraziamo per la dimostrazione di coraggio, franchezza e fermezza che ha dato ai sibariti e alla Calabria tutta.

In ultimo, ma non da ultimo, dobbiamo segnalare il giornalista Matteo Lauria che ha moderato gli interventi con garbo e professionale fermezza.

Antonio Michele Cavallaro

(Nell'allegato il Comunicato diffuso dal Comitato provvisorio)

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