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A scuola di Educazione Alimentare a Castrovillari

dieta mediterranea1.jpgPresso l’I.P.S.E.O.A. (Istituto Professionale di Stato per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera) Carol Wojtyla di Castrovillari ha avuto luogo il 1° Marzo un simposio-conferenza sul tema “EDUCAZIONE ALIMENTARE E DIETA MEDITERRANEA”. Il progetto nato all’interno della struttura scolastica in collaborazione con l’Associazione BIOSFIERA, è stato egregiamente condotto dai prof.ri: Carmine Sirufo quale responsabile e Luigi Blotta che ha diretto il corso serale. La Conferenza ha costituito la parte centrale della manifestazione che ha la durata di 2 giorni, nel primo dei quali saranno messi in evidenza i principali errori che si commettono a tavola e sarà posto l’accento sulla conoscenza della dieta mediterranea; il secondo giorno sarà dedicato alla conoscenza della legislazione e della corretta stesura di una etichetta alimentare in Italia e in Europa . In entrambe le giornate è importante la presenza di due produttori locali, che guidano gli studenti in un percorso di degustazione con i prodotti d’eccellenza del nostro territorio: olio e grani antichi, prodotti da due importanti aziende della piana sibarita.

Durante la conferenza il prof. Francesco Pisano ha messo in evidenza lo sforzo che la scuola compie nel creare sinergie con le aziende locali per migliorare la conoscenza dei prodotti di qualità del territorio da utilizzare nella preparazione dei piatti della “dieta mediterranea” e, nello stesso tempo, stimolare gli imprenditori agricoli verso una sempre più sana produzione senza tralasciare le le antiche tecniche delle colture tradizionali.

Già negli anni passati l’Istituto di Castrovillari aveva compiuto ricerche particolari sulla cucina tradizionale locale, partendo addirittura dallo studio e riscoperta di alcuni piatti pre-colombiani e anche in quelle occasioni Carmine Sirufo e Luigi Blotta sono stati in prima fila nella ricerca e nella rielaborazione di una cucina, certamente molto povera e “dimenticata”, su cui sarebbe, a parer nostro, necessario ulteriormente investigare.dieta mediterranea2.jpg

Il globalismo ha portato, anche sui nostri deschi giornalieri, prodotti che nulla hanno a che vedere con la nostra tradizione, eccessivamente raffinati ed elaborati il cui consumo sfrenato unito alla sedentarietà della vita moderna ha fatto aumentare vertiginosamente i casi di mortalità dovuti a : Ipertensione Arteriosa, Ipercolesterolemia, Obesità,Scarso consumo di frutta e verdura. Tutte cause riconducibili ad una cattiva alimentazione. 

                                                                         (foto: Tavolo dei relatori)

Ma una soluzione esiste? Un’ ancora di salvezza che possa farci vivere più serenamente e consapevoli che mangiando non ci si ammali ma al contrario si possa fare del nostro corpo un tempio sacro, forte e durevole nel tempo? Potremmo dire di si. E la soluzione prende il nome di “dieta mediterranea”. La dieta mediterranea non è solo una dieta. È uno stile, e un modo di vivere: tutti i paesi del mediterraneo con le loro culture, la loro gastronomia, le loro tradizioni, i loro costumi racchiusi in un unico caldo abbraccio.

dieta mediterranea.jpgDurante la conferenza ha preso la parola anche il prof. Antonio De Septis, (da qualche anno in quiescenza, che ha visto nascere insieme al compianto Angelo Sabetta ed altri, l’eccellente scuola alberghiera di Castrovillari culla di tantissimi e prestigiosi chefs conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo) che ha messo in evidenza quanto l’arte culinaria mondiale sia debitrice della mitica Sybaris dove i cuochi venivano contesi a suon di migliaia di “stateri” e le cui ricette godevano del “copyright culinario” per almeno un anno. De Septis ha anche ricordato che la prima ricetta “codificata” risale al IV sec. a.C. del cuoco greco Filarco.

Con una storia culinaria così ricca e importante alle spalle le iniziative come questa non possono che far conoscere ulteriormente i benefici di una dieta corretta, sana e benefica per la nostra salute che non può essere diversa da quella “mediterranea”.

Antonio MIchele Cavallaro

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(Foto:  cicorie e asparagi selvatici per una cena sana nel rispetto della tradizione)

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