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Castrovillari. Convegno di studi sul francescanesimo in Calabria

convegno castrovillari mini.jpeg Nell’Auditorium dell’ITCG “Pitagora-Calvosa” di Castrovillari il 19 ottobre scorso alla presenza di un numeroso pubblico di cittadini, docenti e studenti delle scuole superiori e della scuola media, si è svolto il Convegno di studi su La diffusione del francescanesimo in Calabria, promosso e organizzato dall’Associazione Italiana di Cultura Classica locale.

In apertura i saluti del Dirigente scolastico dell’IIS “Mattei-Pitagora-Calvosa”, prof. Bruno Barreca, che si è detto onorato di ospitare nel suo Istituto iniziative culturali di così grande spessore, volte ad educare i giovani alla riflessione e al pensiero critico su temi di storia locale.

Il Presidente dell’AICC castrovillarese, prof. Leonardo Di Vasto, ha introdotto i lavori al Convegno, sottolineando che esso si inserisce nel contesto della celebrazione dell’Ottocentenario del Protoconvento francescano di Castrovillari, fortemente voluta dal prof. Antonio Sitongia, autore del volume sulla storia del Protoconvento, e pienamente condivisa dall’associazione, che, tra l’altro, ha pubblicato, all’inizio di quest’anno, il volume “I francescani in Calabria”, che raccoglie cinque saggi sul francescanesimo calabrese, i cui autori sono i proff. Giuseppe Russo, Ippolito Fortino, Luca Parisoli, Alessandro Saraceni e Maria Paola Borsetta.

Ospite d’onore il Provveditore agli studi di Cosenza, dott.ssa Loredana Giannicola, che rivolgendosi ai presenti ha evidenziato come il messaggio francescano sia oggi più che mai attuale, perché pone al centro l’uomo e le sue aspirazioni.

Autorevoli studiosi hanno relazionato su vari aspetti del francescanesimo calabrese nei secoli XIII e XIV. Il prof. Luca Parisoli, docente di Storia della filosofia medievale presso l’Università della Calabria, ha posto l’accento sulla funzione storiografica dell’oggetto “francescanesimo meridiano” da intendere in senso geo-culturale. Le varie divergenze storiografiche sorte nel I secolo di vita del movimento francescano fanno nascere una vera e propria “questione francescana” per le diverse interpretazioni della Regola, ma, ha affermato Parisoli, più che di veri e propri scontri si tratta di strategie culturali diverse rispetto ai contesti di appartenenza. In questo quadro geo-culturale si affermano il pensiero di Gioacchino da Fiore e Angelo Clareno. Il prof. Parisoli nel suo attento saggio Angelo Clareno e il francescanesimo meridiano”, pubblicato nel citato volume dell’AICC, esamina la figura del frate che, nel periodo più lacerante della storia delle divisioni all’interno dell’Ordine dei Frati Minori, riafferma la sua assoluta obbedienza alla Sede Apostolica come suprema autorità normativa.

Il prof. Antonio Macchione, ricercatore di Storia medievale all’Unical, nel suo intervento ha parlato dei riflessi sociali del francescanesimo nella Calabria medievale, mettendo in rilievo l’importanza dei frati nella tutela delle fasce deboli della popolazione. I francescani distribuivano ai poveri le proprie sostanze, traducendo questo aiuto in norma giuridica con il coinvolgimento del potere pubblico.

A seguire il prof. Attilio Maria Spanò, storico dell’arte, docente presso il Liceo classico “Campanella” di Reggio Calabria, ha offerto interessanti spunti di riflessione affrontando il tema attraverso l’arte. In particolar modo si è soffermato sui vari insediamenti francescani e sull’architettura della chiesa di San Francesco a Gerace nel periodo angioino. Si deve, infatti, agli Angioini la diffusione della presenza francescana in Calabria.

A sua volta la dott.ssa Antonella Salatino, storico dell’arte presso la Soprintendenza delle Belle Arti di Reggio Calabria e Vibo Valentia, ha fornito un prezioso contributo sulla figura di Chiara d’Assisi, fondatrice dell’Ordine delle Clarisse, di cui esisteva un monastero anche a Castrovillari. La dottoressa ha illustrato numerose iconografie di Chiara, che dimostrano come l’Ordine delle Clarisse in Calabria fosse di pari importanza dell’Ordine dei Minori.

Il prof. Alessandro Saraceni, organista, compositore di musica sacra e liturgica, ha delineato la figura di Fra Daniele, un musicista del Seicento nel Protoconvento. Il prof. Saraceni ha sottolineato la modernità di questo frate, musicista a Venezia, scrittore di opere teatrali di argomento mitologico e anche amoroso e ha fatto ascoltare brani musicali delle sue opere.

In chiusura il saluto del prof. Giuseppe Trebisacce, già docente di Storia della pedagogia all’Unical, che ha messo in luce le analogie tra Francesco d’Assisi e Francesco di Paola, sottolineando la funzione pedagogica dei rispettivi Ordini.

A rendere più suggestiva l’atmosfera è stato il contributo dei giovani dell’AICC, Antonio Galizia, Gaia Oliveto, Rebecca Milito, Novella Di Napoli, che hanno declamato il Cantico delle creature e interpretato alcuni brani musicali di Angelo Branduardi tratti dall’album “L’infinitamente piccolo”.

Ai relatori è stato fatto omaggio dello statere d’argento di Sibari, raffigurante il toro retrospiciente, opera dell’orafo castrovillarese Francesco Scriva.

Maria Lucilla Aprile

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