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Cassano red zone: fatalità o responsabilità?

casa serenaIl territorio di Cassano in zona rossa è senza alcun dubbio una sconfitta per l’intera comunità, che si può e si deve superare solo se si fa prevalere il buon senso e le intelligenze di tutti.

È il tempo del rispetto rigoroso delle restrizioni che, arrivati a questo punto, rappresentano probabilmente l’unica via d’uscita per ritornare alla normalità. L’auspicio è che si calmierino i contagi, e che presto e bene anche i concittadini affetti possano presto negativizzarsi senza ulteriori conseguenze luttuose.

Lungi dal voler far polemica, ma sono mesi che il Sindaco e la sua A.C. continua a trincerarsi dietro l’emergenza sanitaria. Per rispetto ai tanti che soffrono e stanno male, non solo dal punto di vista sanitario ma anche economico, si è preferita la strada del silenzio, ma ora la misura è colma.

Certamente, non è facile gestire una comunità come Cassano in piena crisi pandemica, ma è pur vero che le azioni messe in caso da chi amministra, sono risultate essere del tutto insufficienti; basterebbe solo fare un paragone con le azioni di prevenzione e sensibilità adottate dai comuni viciniori, come Castrovillari o Mormanno, per rendersi conto dell’inconsistenza delle nostre. Nei mesi scorsi abbiamo saputo solo mettere a fuoco disposizioni, talvolta del tutto inefficaci e frutto di un interventismo convulsivo, che rendessero palese alle telecamere di TLC il “gran” prodigarsi del Sindaco.

La zona rossa non è certamente scaturita dal comportamento improprio nelle attività commerciali - quest’ultime già fortemente danneggiate economicamente nei mesi scorsi e per i quali sarebbe opportuno prevedere dei piccoli ristori nel caso anche sotto forma di alleggerimento dei tributi comunali - ma dall’improprio assembramento nelle abitazioni private, dalle riunioni familiari e, da quando si apprende, nello specifico dalla cattiva gestione dell’Istituto Casa Serena.

La “bomba virale” scoppiata presso l’Istituto rappresenta ora di certo il focolaio più preoccupante.

A tal proposito, è giusto fare un distinguo fra il personale in servizio, che con abnegazione come sempre si sta prendendo cura affettuosamente degli anziani ospiti, e gli amministratori della struttura, verso il cui operato è lecito nutrire dei seri dubbi. É mai possibile che nella RSA cittadina, dalla mattina alla sera, la quasi totalità degli anziani ospiti risulta essere di colpo positiva? Quali protocolli di contenimento sono stati applicati per evitare il contagio all’interno della struttura? Gli operatori sanitari, sono stati dotati degli adeguati dispositivi di protezione medica raccomandati per le strutture sanitarie e aree di degenza? Cosa non ha funzionato e perché l’allarme è scattato con così tanto ritardo al punto che si registrano purtroppo già le prime vittime? Risulta corrispondere al vero la denuncia della parente di un ospite, diramata da un’agenzia di stampa, secondo la quale ora la struttura non ha applicato nessun protocollo per informare i familiari degli ospiti sulle reali condizioni di salute dei loro cari nonnini?

Il focolaio di Casa Serena è la motivazione più preoccupante che ha indotto le autorità a dichiarare la zona rossa; per questo, appena superata la fase emergenziale si pretenderà chiarezza dalle autorità di governo perché la comunità ha il diritto di conoscere, con esattezza, cosa ha e cosa non ha funzionato ed eventualmente a chi sono imputabili le responsabilità.

Nelle ultime ore il Sindaco della città ha dichiarato che attende di interloquire in settimana con il Presidente f.f. della Regione Calabria per avviare una campagna di screening sulla popolazione: riteniamo che non sia questo certo il tempo dei temporeggiamenti e dei rimpalli di responsabilità. Proprio in virtù di ciò lo invitiamo ad attivarsi nell’immediatezza al fine di mettere in rete in maniera “autonoma” le professionalità sanitarie presenti in città, le associazioni di volontariato e le istituzioni, per avviare subito con fondi comunali una campagna di screening come già avviene in altri Comuni del comprensorio: il fondo di riserva, al quale già in passato si è fatto accesso per finanziare altre attività di certo meno nobili, potrebbe essere d’aiuto nell’attesa di coinvolgere gli Enti sovracomunali quali ASP e Regione Calabria.

Cassano Allo Ionio, 25/01/2021

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