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Cassano. Cambia_Menti. Lavoratori delle mense senza contratto

CAMBIAMENTINON CI SI DIMENTICHI DEGLI OPERATORI CHE LAVORANO AL SERVIZIO DI REFEZIONE SCOLASTICA, INTERESSATI ATTUALMENTE DA UNA SITUAZIONE DI GRANDISSIMA INCERTEZZA E DIFFICOLTA’.

Purtroppo le notizie che ci giungono in questi primi giorni dell’anno nuovo non sono per nulla rassicuranti in merito al riaffacciarsi dell’emergenza pandemica nella nostra comunità: si è raggiunto un numero elevatissimo di concittadini contagiati, alcuni anche deceduti, alle cui famiglie cogliamo l’occasione per rivolgere la nostra calorosa e sentita vicinanza.

Chi amministra la città, legittimamente, sta cercando di mettere in campo quelle misure ritenute più idonee a limitare il contagio anche se, a nostro avviso, non si rilevano particolarmente incisive.

Il Covid è un’emergenza pandemica che ha messo in ginocchio l’intero globo, creato innumerevoli grossi disagi di ogni tipo. Tuttavia, però, riteniamo che ognuno per quanto di sua competenza, nel suo piccolo a livello di comunità cittadina debba attivarsi per limitarne o alleviarne in qualche modo gli effetti che si ripercuotono sul prossimo.

È per questo che vogliamo richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e dell’Amministrazione Comunale - sperando di non urtare la sensibilità di qualche amministratore e suscitarne l’ira - su una classe di lavoratori che sta particolarmente pagando caro le ripercussione negative dell’emergenza sanitaria: gli operatori del servizio mensa cittadino, in particolare 4 risorse che da alcuni decenni si prendono amorevolmente cura dei giovani figli di Cassano durante i giorni in cui i questi svolgono il tempo pieno presso le scuole della città.

Si tratta di lavoratori - per lo più monoreddito - che di volta in volta, per diritto, vengono riassunti dalla nuova ditta che si aggiudica il servizio mensa regolarmente appaltato dall’Ente Comune di Cassano.

Per questi nostri concittadini l’anno vecchio non è stato sicuramente dei migliori, visto nel corso dell’anno scolastico 2020/21 si è intervenuto spesso nelle scuole con la DAD e conseguente sospensione del servizio mensa, e ciò ha comportato inevitabilmente per loro anche una riduzione degli stipendi (già molto modesti, trattandosi di rapporti a tempo parziale); da Settembre 2020 invece, con la speranza di vedere presto regolarizzata la loro posizione, si sono talvolta prodigati sul posto di lavoro anche oltre il dovuto, sempre con la stessa laboriosità e passione che da anni li contraddistingue.

L’anno nuovo è iniziato ancora peggio, perché addirittura non si prospetta nulla di buono per loro: l’appalto con l’attuale ditta che gestiva il servizio è scaduto pochi giorni prima di Natale (pare che la stessa ci abbia rimesso anche alcune decina di migliaia di €) ed il Comune, da Settembre 2020, non ha ancora avviato il nuovo Bando. Ovviamente, ora ci sono da aspettare i tempi tecnici per l’espletamento delle procedure di gara per appaltare il servizio che, nel frattempo, una Conferenza dei Servizi tenuta qualche giorno ha inteso sospendere fino al 31 Marzo, come misura ritenuta utile per frenare la diffusione del virus fra i giovani.

Al 31/03 (ripresa del servizio mensa), l’A.C. si spera che finalmente abbia affidato il nuovo appalto: è verosimile però supporre che poi, nei restanti due mesi alla conclusione dell’anno scolastico (aprile e maggio), il servizio mensa non venga probabilmente più riattivato. Queste madri e padri di famiglia dunque, cosa porteranno a casa nei prossimi mesi? Attualmente sono in una sorta di limbo, dove loro non vengono licenziati dalla ditta uscente, non possono licenziarsi, ne tantomeno possono essere assunti dalla nuova ditta che si aggiudicherà il servizio, poiché l’appalto non è stato ancora espletato.

Non si vuole assolutamente mettere in discussione la decisione assunta a seguito della Conferenza dei Servizi, ma perché sospendere il servizio fino al 31/03 (quindi per ben circa 3 mesi) e non solo fino ad una considerevole riduzione del numero dei contagiati? Non vorremmo che si cerchi di prendere tempo rifugiandosi nelle misure anti-covid, semplicemente perché il nuovo appalto non è pronto.                                                                   Inoltre, al fine di ottimizzare i tempi tecnici di espletamento delle procedure di gara e garantire continuità al servizio - anche perché nell’autunno nessun dato faceva presagire una così notevole impennata dei contagi tale per cui si prospettasse una sospensione delle attività didattiche pomeridiane in presenza (con conseguente sospensione del servizio di refezione) - perchè non è stato avviato in tempo mesi fa il bando per il nuovo appalto?

Considerato che si tratta di lavoratori a tempo parziale, che in un decennio di onorato lavoro hanno maturato questo diritto di essere di volta in volta riassunti presso la nuova ditta appaltatrice del servizio e verso i quali chi governa la città ha una sorta di “impegno morale” (come dire implicitamente “Il Comune non può assumervi direttamente, ma vi garantisce che sarete comunque assunti dalle ditte che si avvicenderanno nell’erogazione del servizio”), e considerato che si tratta solo di 4 risorse e non di 40, sacrificando qualche voce di spesa pubblica e rintracciando così risorse finanziarie nelle pieghe di bilancio - è possibile venire incontro a questi lavoratori, magari riallocandoli temporaneamente con qualche formula - sempre nel pieno rispetto della legge che deve guidare qualsiasi azione di governo - in qualche altro servizio svolto dall’Ente al fine di garantire a questi nostri concittadini ed allo loro famiglie un modesto sussidio sul quale poter contare?

È essenziale che gli Amministratori non si dimentichino e lascino indietro queste madri e padri di famiglia che rappresentano l’elemento più debole della “filiera”, sui quali non è giusto far ricadere il peso della pandemia. Invitiamo formalmente anche tutti i Consiglieri Comunali ad attenzionare questa grave situazione che preoccupa fortemente.

Si accelerino il più possibile le procedure per l’affidamento del nuovo appalto e, soprattutto, si avvii nell’immediatezza, senza ulteriori tentennamenti e senza pregiudizio alcuno, un confronto pacato con i lavoratori interessati e con le sigle sindacali che seguono il caso e si vaglino di concerto tutte le possibili azioni da intraprendere al fine di giungere ad una soluzione ottimale.

Cassano Allo Ionio, 07.01.2022

Movimento politico-culturale

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