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Gino Bloise nel 1972 scriveva ... oggi si blatera

Lanza storia di Cassano (2).jpgNel 1972 Mons. Francesco Pennini si adoperò per far ristampare dalle Edizioni Brenner l'unica opera all'epoca esistente sulla storia di Cassano, si trattava del libro del dott. Biagio Lanza (1802-1863) "Monografia della Città di Cassano e dei Rioni di Lauropoli e Doria". Scritto e dato alle stampe nella primissima edizione del 1855, fu ristampato, dopo la morte dell’autore, a cura del nipote dott. Achille Lanza nel 1884.

Come lo stesso mons. Pennini scriveva nella sua introduzione: “si esaurì presto la edizione del 1884. Richiesta in Italia ed all’estero ne rimase qualche copia nelle civiche biblioteche, presso gli studiosi specifici, fino ad alcuni anni addietro, in qualche famiglia di Cassano, che la conservava con cura gelosa: rifiutandosi perfino di prestarla a chi volesse consultarla. Il tempo, poi, che tutto logora e distrugge, fece il resto. Ne sopravvisse qualche testo spaginato ed ingiallito… Circa 20 anni addietro, riuscii, non so come, ad averne in prestito una copia dei pochissimi esemplari esistenti a Cassano: per conservarla, me la feci trascrivere a macchina. Non c’erano, allora, le riproduzioni fotostatiche… solo ora mi è possibile tradurre in realtà il mio desiderio di anni: e ne sono grato all’amico ingegner Antonio Rivelli, che mi ha fornito copia del testo originale…”

Si può facilmente immaginare l’ansia dell'attesa che pervase i molti cassanesi che avrebbero voluto averne una copia per poter approfondire la conoscenza del proprio paese. Monsignor Pennini oltre alla prima ristampa del 1972 ne fece seguire un’altra nel 1981, essendo rapidamente esaurita la prima.

Nel 1972 era sindaco di Cassano il senatore Gino Bloise il quale accolse favorevolmente la notizia della ristampa e le sue considerazioni le espresse in una lettera indirizzata a monsignor Pennini: lettera che fu pubblicata come viatico alla prima ristampa. (in coda la copia dell'intera lettera) Anche io conservo una copia di quella prima edizione e giorni fa nello sfogliarla mi è capitato di leggere quella lettera del sindaco che non avevo notato prima d'ora.

Alcune frasi mi hanno particolarmente colpito e mi piace riportarne qualcuna visto che, stranamente ma certamente non per caso, riflettono molto da vicino la triste situazione culturale in cui ancora questa città annaspa:

“… ho pensato spesso alla mia attività di sindaco e - a volte - sono entrato in crisi con me per aver toccato con le mie dita il vuoto di storia e di cultura, che c’era e che c’è ancora, anche se, in questi ultimi anni, un lento rinascimento affiora.

Mi ricordo: quando bambino - un giorno - ho litigato con un altro della mia età di un altro paese vicino, mentre quello mi gridava in faccia storia, uomini e cose del suo paese, io - con l’ira che mi stracciava tutto - non ho saputo dire molte cose di Cassano.

Allora ho avuto più bene a questo paese perché ho capito che non c’erano state, forse, condizioni obiettive per uno sviluppo generale. Forse da queste considerazioni è nato anche il mio impegno politico.

Ora - però - mi trovo a dar conto a me stesso per il fatto che non ho saputo suscitare - come sindaco - un interesse culturale.

Mi sono lasciato sopraffare da altri interessi anche giusti, ma non completi.

È triste pensare al lungo sonno di tanti anni: siamo rimasti al Minervini e al Lanza…

Pensavo l’altra sera - rimeditando molto criticamente alla mia attività - che un paese è importante se riesce ad esprimersi culturalmente. A che serve quel che è stato fatto, che non è poco e non è molto, se non abbiamo contribuito ad arricchire la storia di questo comune, a modificare il costume, a valorizzare il passato?”

Quanto espresso dal sindaco Bloise 50 anni fa lo si potrebbe tranquillamente affermare ancora oggi, fatti ovviamente i dovuti distinguo. Il rinascimento a cui accennava Bloise se c’è stato non ha certo portato frutti meravigliosi, ci sono più laureati: certo; più diplomati: sicuramente; ma osservando il contesto generale odierno e paragonandolo a quello di allora cos’è cambiato in questo paese?

Abbiamo più automobili, siamo vestiti meglio, abbiamo case più confortevoli, ma non riusciamo a mantenere più tutto ciò e se i nostri figli, ora come allora, sono costretti ad andare via, chi dobbiamo ringraziare se non chi ha fatto scelte sbagliate nel corso di questi ultimi cinquant’anni?

Le considerazioni di Gino Bloise ci fanno riflettere, già allora si era reso conto di non aver fatto tutto il possibile per aumentare il livello di cultura e di civiltà della popolazione, cosa si dovrebbe dire oggi?

Dopostoria di cassano1.jpg il Lanza ed il Saletta un altro studioso ha dato alle stampe una nuova storia di Cassano basata questa volta non solo sulle leggende e congetture ma sulla critica e severa analisi di probanti documenti, la cui stesura è costata al prof. Giuseppe La Padula circa sette anni di intenso lavoro di ricerca e di indagine storica.

Chissà cosa avrebbe scritto ora il prof. Gino Bloise leggendo ”CASSANO storia di un popolo dal 1500 ai giorni nostri” di Giuseppe la Padula.

Sicuramente saranno le generazioni future a dare valore e senso a quanto saremo capaci di lasciare, sempre che resterà qualcuno a ripopolare le nostre strade oltre agli stranieri immigrati: fra poco ci toccherà imparare l’arabo se vorremo scambiare due chiacchiere con un essere vivente per le vie di questo paese.

Antonio M.Cavallaro

Bloise - Storia di Cassano (2).jpg

 

 

 

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