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Ricordiamo un nostro Grande della chitarra: Mauro Giuliani

giuliani Mauro.jpgLa chitarra, oggi è uno strumento conosciuto a livello universale e non solo per il ruolo importantissimo che ha avuto e che ha ancora nel mondo della musica moderna dal Jazz al Rock, dal Blues al Metal, dal Folk al Country ecc ecc.  ma anche per la musica cosiddetta colta o classica. E' pensare che solo fino a due secoli fa era considerato uno strumento dalla caratteristica popolare, fu un meridionale che la fece assurgere al ruolo di strumento da concerto. Mauro Giuseppe Sergio Pantaleo Giuliani nato a Bisceglie il 27 Luglio del 1791, fu uno dei maggiori esponenti della musica per chitarra dell’800, nonché virtuoso dello strumento. Si trasferì a Vienna nell'estate del 1806. Qui ottenne celebrità al pari dei tanti illustri strumentisti e compositori che popolavano la capitale austriaca agli inizi dell'Ottocento. La sua produzione, tutta di alto livello, costituisce il nucleo principale del repertorio per chitarra dell'Ottocento. Di seguito la sua biografia estrapolata dal web, mentre la leggete vi invitiamo all'ascolto della sua più emozionante composizione; CLICCATE QUI'

"Ultimogenito di una famiglia benestante, Mauro aveva tre sorelle e un fratello, Nicola, che fu pure musicista, specializzato in armonia e canto. Trasferitasi la famiglia a Barletta, Mauro e il fratello studiarono violoncello e chitarra francese presso tale Gaetano Lucci. Giuliani partecipò quindi a vari concerti e pubblicò alcune opere. Ma poiché in Italia la musica strumentale non era tanto coltivata e apprezzata quanto la musica vocale (e la chitarra restava negletta), Mauro si trasferì nel 1806 a Vienna con moglie e figlio, rimanendovi fino al 1819.

In questa 'capitale' del mondo musicale europeo Giuliani si mise ben presto in luce come straordinario virtuoso di uno strumento fino ad allora ritenuto marginale, folcloristico oppure riservato al privato svago musicale dilettantistico. Nel 1808 eseguì per la prima volta il "primo gran concerto per chitarra e orchestra Op.30": composizione di carattere brillante ed eroico, costruita in ossequio al gusto napoleonico del momento. L'inedita ampiezza di impianto cameristico, con ampi squarci sinfonici, sfatava di colpo il luogo comune dei limiti popolari e domestici attribuiti allo strumento. D'altro canto, i numerosi e apprezzati concerti viennesi di Giuliani, da solista e in varie formazioni - stando a una recensione dell'epoca pare che persino Beethoven andasse con piacere a quei concerti -, non solo rinnovarono clamorosamente l'immagine della chitarra quale strumento cameristico alquanto versatile, del quale si scopriva l'interessante dimensione orchestrale concertante, ma aprirono anche un fortunato filone nella fiorente editoria musicale di consumo dilettantistico. Il "Paganini della chitarra", come fu ribattezzato, divenne famosissimo e si conquistò la stima e l'amicizia di Paganini stesso, nonché di Rossini, Moscheles e Beethoven. Durante il soggiorno viennese produsse più di un centinaio di composizioni, fra le quali i tre concerti per chitarra e orchestra, alcune sonate per chitarra sola e brani destinati ad ensemble di vario tipo.

Mentre riscuoteva un discreto successo, si separò dalla moglie, ebbe una figlia illegittima e contrasse debiti che lo indussero ad abbandonare Vienna. Tornando in Italia nel 1819, tenne un concerto a Trieste, "molto applaudito", ed altri in alcune città del nord. Si stabilì dal 1820 al 1823 a Roma, poi a Napoli, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita pubblicando una cinquantina di composizioni."(Morì a Napoli il 7 Maggio del 1909)

a Cura di Luigi Maffeo

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