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Laghi di Sibari. La draga sta "arrugginendo"

draga1 mini.jpgIl 30 ottobre scorso abbiamo pubblicato un comunicato dell’Associazione Laghi di Sibari, con il quale si annunciava che il comitato direttivo aveva approvato lo schema di convenzione “formalmente fatto proprio dal Comune di Cassano” per la compartecipazione alla gestione della draga acquistata con il contributo della regione per circa 360mila Euro e che giace sulla banchina dei Cantieri Nautici. Si aspettava solo la firma del relativo documento ufficiale perché si potesse cominciare subito a dragare e rendere libero, quindi, l’accesso al canale degli Stombi.

I commissari prefettizi che in questi due anni hanno retto la cosa pubblica di Cassano hanno traccheggiato fino all’ultimo e quindi la convenzione non è stata firmata e la draga fa ancora bella mostra di se inutilizzata, come dicevamo, su di una banchina.

Ora finalmente Cassano ha un’amministrazione regolarmente eletta, che dovrebbe concludere l’iter già iniziato. Non ci è parso che in campagna elettorale questo argomento sia stato sufficientemente affrontato e l’annosa faccenda del canale dello Stombi è rimasta appesa al filo della speranza.

Mentre furoreggiavano sulle piazze di Cassano sproloqui da “capopolo” di bloisiana e fraschiana memoria fra i vari “ti amo”, “pilu ppi tutt”, “piste ciclabili” ed altre amenità del genere più carnascialesco che serio, come la situazione in cui versa questo comune imporrebbe, gli argomenti seri non sono stati neanche sfiorati. Si sono sentiti proclami da ambedue le “fazioni” sulla pulizia, sulle strade, sull’ordine pubblico, dimenticando che queste tematiche fanno parte della “normale” amministrazione di un territorio. Non abbiamo sentito alcun proposito realizzabile (perché di voli pindarici ne abbiamo sentiti tanti) su come incrementare le opportunità di lavoro per esempio o di come frenare la partenza dei giovani, finanche gli immigrati extra-comunitari scappano via. Certo la gestione commissariale non ha brillato neanche per la “normale amministrazione”, ora però s’impone quel cambiamento di rotta di cui si é “gridato” a squarciagola.

L’argomento draga sarebbe da affrontare immediatamente, anche perché proprio in questi giorni di forti mareggiate il canale è di nuovo parzialmente insabbiato. Lasciamo da parte le beghe di natura becero-politica con i soliti teatrini da “sceneggiata napoletana” e i nuovi amministratori (tutti e sedici) dimostrino la buona volontà tanto proclamata in campagna elettorale. I cittadini, passata la festa, vogliono i fatti. La draga è lì che attende di poter fare il proprio dovere, mettiamola in funzione prima che faccia la ruggine.

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