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Cassano, Casa Serena, la presidentessa replica ....

casa serena.jpgCASA SERENA: RINGRAZIAMO IL “REGISTA”, RIFIUTIAMO ED ANDIAMO AVANTI!

L’ultima presa di posizione del sig. Giuseppe Pescia, in nome e per conto del raggruppamento politico che fa capo a Gianluca Gallo, riguardante il consiglio di amministrazione di Casa Serena, è veramente sconcertante.

Infatti, senza alcun titolo, il sig. Pescia, evidentemente imboccato da qualcuno, ci consiglia di dimetterci dal consiglio di amministrazione di Casa Serena per “correttezza e garbo istituzionale”, senza, però, spiegare le vere motivazioni che lo hanno indotto a fornirci questo speciale consiglio.

Lo ringraziamo per il consiglio, che naturalmente e ben volentieri rifiutiamo, pronti ad andare avanti a testa alta e senza alcun tentennamento.

Anche se per qualche attimo ci fosse passato per la mente la disponibilità a dimetterci, per dimostrare che non siamo assolutamente attaccati alla “poltrona”, questo speciale consiglio ci induce a desistere, nella piena consapevolezza che fino ad oggi abbiamo amministrato Casa Serena, guardando solo ed esclusivamente all’ obiettivo primario di salvaguardare gli anziani ospiti e di gestire nella più assoluta correttezza e trasparenza, sforzandoci di innescare quei meccanismi di legalità, che gli amministratori del precedente C.d.A., oggi tornati ad essere amici del sig. Pescia, negli anni passati avevano fatto mancare.

C’è di più: è storia molta recente il fatto che i consiglieri di Casa Serena, nominati a suo tempo dal sindaco Gallo, non rassegnarono le dimissioni nel momento in cui veniva eletto sindaco della città Gianni Papasso (maggio 2012).

Il sindaco Papasso, in quella circostanza non si permise minimamente di chiedere al presidente del tempo, l’avv. Francesco D’Elia, e al resto del consiglio di amministrazione le dimissioni, se è vero come è vero che nominò i nuovi consiglieri solamente alla scadenza naturale prevista dallo statuto dell’ente.

Il sig. Pescia in quel periodo era assessore uscente ai servizi sociali e non ricordiamo alcuna sua presa di posizione per indurre i consiglieri di Casa Serena alle dimissioni “per correttezza e garbo istituzionale”.

Inoltre, c’è da sottolineare che il “capo politico” della “Calabria che vuoi”, Gianluca Gallo, eletto consigliere regionale non si dimise dalla carica di sindaco in quanto incompatibile ma, addirittura, azionò meccanismi tali da continuare a svolgere sia la carica di sindaco che quella di consigliere regionale. C’è stato bisogno di interrogazioni parlamentari e dell’intervento della Suprema Corte per superare il doppio incarico.

Da che pulpito, quindi, arriva la predica!

Il buon sig. Pescia, con questi scheletri nell’armadio, farebbe più bella figura a tacere per evitare di parlare a sproposito e di incorrere in una delle tante cattive figure, che sta accumulando nelle ultime settimane.

Con i Commissari che guidano il comune, da parte nostra c’è massimo rispetto e massima correttezza istituzionale.

Anche loro devono respingere il tentativo strumentale della “Calabria che vuoi” di politicizzare una vicenda che è e deve rimanere prettamente istituzionale.

I commissari, necessariamente e pacificamente, devono poter svolgere un ruolo super-partes, senza favorire un raggruppamento politico rispetto all’altro.

Oltretutto, giova ricordare che i cittadini di Cassano, nella consultazione elettorale del giugno 2016, premiarono fortemente il sindaco Papasso, relegando all’opposizione il raggruppamento che fa capo a Gianluca Gallo. Oggi qualcuno,”il regista”, vorrebbe invertire lo stato delle cose!

Anche i Commissari comprenderanno che, dinanzi a siffatta situazione, il consiglio deve rimanere al suo posto e continuare a lavorare per il bene degli anziani ospiti e per il bene dello storico istituto.

Oltretutto, lo Statuto di Casa Serena e le norme in vigore non prevedono che al cambio dell’amministrazione comunale debbano seguire le dimissioni del consiglio di amministrazione.

Non si strumentalizzi nemmeno lo scioglimento del consiglio comunale, avvenuto ai sensi dell’art. 143 del t.u.e.l. e, quindi, per presunte infiltrazioni mafiose, in quanto i due enti sono rispettivamente autonomi.

Cassano, 5 aprile 2018                     Rosella Garofalo – Presidente C.d.A.

                                                             Giuseppe Santagada – Componente C.d.A.

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