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Pietro Garofalo, umanista e professore di alto rango

Garofalo Pietro.jpegQualche giorno fa ho letto su InfoSibari di Tonino Cavallaro, il ricordo del prof. Pietro Garofalo, veramente una persona da ricordare al di là e al di sopra del credo politico.

Ho avuto il piacere e la fortuna di conoscerlo come persona e come docente di lettere, nell’Istituto Magistrale “Lucrezia della Valle” di Cosenza, sezione staccata di Cassano all’Ionio, allora preside incaricato il prof. Antonio Tancredi.

Del prof. Garofalo mi sono occupato su “Prospettive meridionali”, sul numero di febbraio 1987, dove in prima pagina ospitai uno “scritto a caldo” del sen. Gino Bloise che ben volentieri riproduco a beneficio di quanti lo conobbero.

“”Le notizie inattese lasciano sconcerto e paure. Scrivo queste righe ad alcuni minuti dalla morte improvvisa di Pietro Garofalo. E dinanzi a me, pieno di commozione, passano emotivamente e nervosamente storie e fatti, persone e luoghi di una vita di lotte e contrasti. Pietro Garofalo, umanista, professore di alto rango, che aderì al PSI su mia sollecitazione in contestazioni complesse e corpose sui valori del socialismo, sulla funzione di una forza di sinistra non comunista anche in terra nostra, anche in un paese come Cassano Jonio.

L’adesione di Pietro al PSI fu un fatto importante per la storia del socialismo calabrese. Era l’adesione di un intellettuale storico, di un uomo di grande cultura, di una persona che portava con sé una esperienza cattolica osservante.

Insieme abbiamo fatto tanta strada discutendo, a volte in contrasto, lavorando ed operando in una situazione anni ’50, assai difficile nella Piana di Sibari.

Insieme spesso abbiamo perduto, a volte vinto, sempre costruendo un futuro di idee libere e di emancipazione civile, culturale e politica.

Poi siamo andati per strade diverse: diverse per ruoli e non per gli obiettivi.

Forse negli ultimi tempi abbiamo anche trascurato e allentato i propositi iniziali. Ma succede sempre così, quando si opera più in grande e in altri settori.

Resta di lui più viva la partecipazione iniziale della sua adesione al PSI. Restano altre testimonianze. Ma non è tempo di dirle ora.

Spero si troverà l’occasione per riparlarne in termini non emotivi, ma di ricostruzione di una storia che è personale e politica””,

firmato Gino Bloise.

In quel numero di Prospettive pubblicai, inoltre, una succinta biografia che ho riprodotta integralmente sull’Annuario 2018 di Cassano, con gli avvenimenti del 1987 in appendice, a pagina 133/134.

“”E’ deceduto in Roma, in via Tagliamento, il prof. Pietro Garofalo, stroncato da ictus cerebrale.

Il prof. Garofalo era nato a Cassano il 4 gennaio 1925. E’ stato intellettuale rigoroso, docente coscienzioso e preparato nonché politico e amministratore comunale.

Ha insegnato lettere a Castrovillari presso la Scuola media e il Liceo-ginnasio mentre a Cassano ha insegnato la stessa disciplina nell’Istituto magistrale.

Nel 1952 entra nel Partito Socialista e si immerge subito nella problematica bracciantile e diviene il protagonista delle lotte contadine per la rivendicazione delle terre nella Piana di Sibari, insieme ai compagni del suo partito. Nel novembre del 1954 viene eletto consigliere comunale e combatte le sue battaglie politiche dai banchi dell’opposizione nella Giunta Pontieri. E’ rieletto consigliere comunale nel 1959 continuando una serrata battaglia politica nella Giunta presieduta da Paolo Toscano.

Denuncia in consiglio comunale le “vacche di Fanfani” che l’O.V.S. “trasporta” da una località all’altra per “fare bella figura” con l’allora presidente del Consiglio dei Ministri, prof. Amintore Fanfani, in visita in Calabria. Il consigliere comunale Francesco Risolé propone di intitolare a Pietro Garofalo una strada di Cassano. Nel 1962, dopo la caduta della giunta Toscano, è rieletto consigliere comunale con l’incarico di assessore ai Lavori Pubblici nella giunta di sinistra presieduta da Gino Bloise. Nel 1964 si trasferisce a Roma al seguito dell’on. Giacomo Mancini pur conservando l’incarico di assessore. Nel 1965, i suoi compagni di partito lo costringono a lasciare l’incarico di assessore per cedere la mano ad altri: gli succede Domenico Nucerito. Nel 1966 è candidato alla Provincia nel collegio di Trebisacce ma non viene eletto. E’ stato membro della Commissione nazionale di Garanzia del PSI.

E’ rimasto sempre devoto e affettuoso collaboratore di Giacomo Mancini””

Martino Zuccaro

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