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Proposta: Globalizziamo l'intelligenza

Folgore.jpgPare che qualcuno, in trepida attesa di vedere sfilare il 2 giugno le brigate dello Stato Islamico, non abbia applaudito al passaggio di quelle che ci difenderebbero dalla loro possibile, e minacciata, occupazione. Senza una struttura militare difensiva il mondo si troverebbe oggi soggiogato al nazismo, o a personaggi come Kim Jong-un che l'anno scorso ha comunicato, pur nello scetticismo occidentale, dopo vari test nucleari, di aver detonato anche una bomba all'idrogeno.

Ora, è chiaro che non tutti i Tedeschi sostenevano Hitler, ma la sottovalutazione del problema ha causato una guerra, di fatto difensiva, con 55 milioni di morti ed altrettanti feriti tra militari e civili.

Certo, gli interventi militari contro dittatori sanguinari ed aggressivi provocano spesso disastrosi effetti successivi, come è avvenuto in Libia con Gheddafi, o in Iraq con Saddam Hussein; ma, occorre anche ricordare, che le ostilità scaturirono, nel caso della Libia per salvaguardare i civili dai massacri provocati dagli scontri tra il dittatore ed i suoi oppositori (come sta avvenendo in Siria), ed in Iraq dall'invasione del Kuwait da parte del dittatore iracheno.

O si pensa che sarebbe opportuno lasciare mano libera ai dittatori in vena di sopraffazioni? Se così si fosse fatto in passato, oggi, nelle piazze dell'occidente, campeggerebbero statue in onore di Hitler.

Ora, l'islam, non è una semplice religione, ma un misto di religione e politica, che prevede l'assoggettamento alle regole religiose dei cittadini, come di fatto avviene in tutti gli stati da esso controllati; e dove è vietata qualsiasi forma di religione diversa e, non ultimo, qualsiasi forma di libera opposizione.

Non solo, ma semplici divergenze interpretative del Corano, provocano, come appare evidente, proprio per l'intrinseca natura anche politica, disastrosi massacri reciproci ed azioni terroristiche (dal 2001 intraprese anche in territorio occidentale).

In questo quadro raccapricciante, umiliare i militari contrapponendogli un impossibile pacifismo, significa demotivare ed indebolire una struttura che, unica, può salvaguardarci da possibili invasioni.

Quindi, sarebbe il caso, invece di globalizzare bevande gassate, o polpette, pensare di farlo con l'intelligenza, la cultura ed il buon senso.

Maurizio Silenzi Viselli

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