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Il Paese delle MAFIE

Cartina-italia-wikimafia.jpgDopo i recenti arresti di Corigliano, lo scioglimento del Comune di Cassano e di altri centri importanti non solo al Sud ma anche al Nord, l'amico poeta Luigi Visciglia si è lasciato trascinare dall'onda dello sconforto e, diciamolo chiaramente, anche dall'arrabbiatura e ha buttato giù questa analisi in versi che non è poi lontana dalla realtà.

Le mafie sono amalgamate nel tessuto sociale, tanto che le hanno lottizzate.

Nel paese di Cuccagnella

hanno rubato l’albero della cuccagna.

Nulla videro i presenti omertosi.

Bellissimo è il paese di Cuccagnella:

le Alpi gli fan da corona,

un’isola da sgabello,

i mari da immondezzai

o da cimiteri senza croci.

Tutti visitano il Bel Paese:

Gheddafi si sentì a casa sua,

accolto, corteggiato, riverito, vezzeggiato,

con reverenza il figlio del puparo

chinò il ginocchio, abbassò la testa e gli baciò la mano.

Servile è il loro contegno.

La società è controllata da:

cosche, famiglie e comitati d’affari;

fan da padroni: la ‘ndrangheta, la camorra, la mafia,

i colletti bianchi sono maestri nella gestione.

L’unione e il sodalizio di queste libere associazioni

hanno divorato, digerito, metabolizzandosi

con metamorfosi in sembianze umane,

omologandosi e mescolandosi come camaleonti

nella società occupata.

Il Supremo, “colui che tutto muove”,

disse: “Questo paese venga governato

oligarchicamente, con parvenza democratica,

la consultazione elettorale sarà una farsa,

con l’aiuto della corruzione ed il clientelismo

abbiamo la maggioranza. Il listone dei nominati

venga diviso in più liste con simboli diversi,

per una parvenza democratica,

ogni famiglia avrà il candidato”.

Andare alle urne produce un’isterica euforia,

tutti sono eccitati, esultano, tifano per il loro

candidato, partecipano a comizi elettorali,

riunioni banchettare, ricevono volantini,

buoni benzina, denaro…

Dimenticando i valori civili, le loro preoccupazioni,

i debiti, l’Equitalia, i pignoramenti… tutto nell’oblio.

Per i gestori del potere, ogni lista vincente o perdente

rappresenta una loro vittoria.

Alla fine dello spoglio elettorale

l’euforia raggiunge l’apice con sfilate di macchine,

suoni, strombettamenti assordanti,

auguri, abbracci e baci dei vincitori.

Lentamente la luce diventa fioca,

l’euforia, stanca di un’eccessiva isteria collettiva,

lascia il posto alla triste normalità.

Le mafie e i comitati d’affari vincono sempre.

I perdenti, non affiliati, sono una minoranza

etnica da gestire.

Non dimentichiamo che la mafia è la forma

più violenta del capitale, per la conservazione dei privilegi.

Si formano i loro governi.

Giornali, televisione, acculturati,

tutti asserviti al nefasto potere.

Occupati gli spazi istituzionali,

assumono accoliti e compari nella pubblica amministrazione,

aumentando il clientelismo,

garantendo un vitalizio parassitario agli affiliati,

fidelizzandoli per le future elezioni.

I proditori hanno lacerato lentamente

il tessuto sociale, vendendo e portando al fallimento

le aziende leader.

Riducendo il flusso monetario e facendo lievitare

il debito pubblico, si ha una caduta dei consumi,

producendo una crisi pilotata dalla Banca centrale

(gestita dai poteri forti)

per far perdere parte di sovranità nazionale.

Tasse, balzelli, mancanza di liquidità nei mercati,

aumento della disoccupazione, partoriscono la crisi sociale,

dove il commercio è indebitato con lo Stato,

le famiglie con la perdita del posto di lavoro

e la mancanza di liquidità.

Vivono una situazione drammatica,

trovandosi nella situazione di non poter pagare

i tributi vessatori.

L’Ufficio delle Entrate perseguita commercianti e famiglie,

fino al pignoramento e alla vendita all’asta dei loro beni.

Come può uno Stato vessare e spogliare i suoi figli,

sapendo che non hanno liquidità per pagare le tasse?

Il filosofo Solone fece promulgare una legge

dove azzerava tutti i debiti verso l’erario.

Se l’andamento economico seguirà il corso attuale,

in breve tempo avremo un forte aumento

dell’indebitamento che sfocerà in un fallimento

sociale, definendo il Bel Paese “la nazione dei falliti”.

Le associazioni di volontariato: Avo, Avis, e principalmente

la Caritas, sono vicine alle famiglie

cadute in disgrazia, vengono aiutate dai volontari

“angeli senza ali” con parsimonia e discrezione.

Nonostante tutto, l’informazione televisiva statale

viene premiata con sperpero di denaro dei contribuenti,

ormai anemici e morenti economicamente,

con stipendi faraonici, mortificando chi svolge

un lavoro faticoso con una retribuzione da fame.

Lavori pubblici e appalti truccati, con lievitazione

dei costi, usando materiali scadenti.

Tir, treni, navi, trasportano veleni da far sparire,

interrandoli o inabissandoli nel mare,

lo chiamano smaltimento dei rifiuti,

senza controllo, con l’aiuto omertoso

dell’apparato delle istituzioni statali.

Inquinamento, droghe, tumori, leucemie,

terre dei fuochi, dilagano.

I diritti civili sono un optional in via d’estinzione.

La sanità un lontano ricordo.

La scuola, fonte inesauribile del sapere e della conoscenza

per lo sviluppo di una società erudita,

è attuale il pensiero del poeta Ungaretti:

“Di queste case

non è rimasto

che qualche

brandello di muro.

È il mio cuore

il paese più straziato.”

Con la distruzione della casa della cultura,

diverremo più poveri spiritualmente, conformisti,

insensibili all’altrui povertà che diverrà la nostra.

La cultura ci nutre di libertà, conoscenza e discernimento.

La manovalanza del potere, anche da condannato,

vive una libera latitanza.

I Santi!

Instatuati, portati in processione dagli idolatri,

salutano con l’inchino il potere terreno.

All’arresto di un latitante nella propria casa,

il vicinato protesta solidale e bacia la mano al potentato.

Vano sacrificio quello di Falcone e Borsellino,

figli di quella minoranza etnica

che il potere istituzionalizzato volle uccidere ed eroizzarli.

Il Pool,vecchio ricordo di un organo di contrasto

al malaffare, è stato smantellato per non

infastidire gli amici.

La Commissione Antimafia vola e sorvola,

gestita umanamente con tutte le debolezze umane,

i membri nominati dai Governi di turno.

Lo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose,

fascicoli, faldoni, indagini, senza nessun esito.

Nel paese di Cuccagnella non ci sono scandali, tutto è illecito,

l’importante è mantenere un equilibrio incerto,

per una pax mafiosa.

In una girandola di giochi, sprechi, masturbazioni mentali,

orgasmi abortiti e canzonette, ricomincia il carosello.

Luigi Visciglia

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