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A Villapiana incontro su "Mentalcoaching e autoformazione"

costantinoMentalcoaching e autoformazione nelle scuole multiculturali

(foto: Prof. G.Costantino)A Palazzo Gentile, nel Centro storico di Villapiana, con il Patrocinio dell’Amministrazione comunale, si è tenuta la presentazione del saggio, che come il titolo suggerisce, si rivolge a tutta la comunità scolastica. L’intento dell’autore,prof. Giuseppe Costantino, così ha dichiarato, è quello di restituire ai docenti una parte, a mo’ di esempio, di ciò che è possibile fare con gli alunni per sostenerli nel percorso di formazione, e offrire agli adulti della scuola un modello di autoformazione.

Due le parole chiave: cambiamento e autoformazione. La prima è stata assunta dalle scienze umane e mutuate dal coaching per la sua neutralità rispetto ad espressioni che indicano giudizi di valore come evoluzione, progresso, sviluppo, mentre alla nozione di cambiamento è riferibile altresì l’autoformazione e la scrittura autobiografica, motivate come sono dal desiderio di auto miglioramento nella prospettiva dell’autorientamento.

A tal proposito si sono detti d’accordo con l’autore i relatori prof. Gianni Mazzei, Prof.ssa Angiola Italiano, l’editore dott.ssa Mariagrazia Scarnecchia, che l’Orientamento scolastico non ha nulla a che vedere con il marketing degli Open day, e che gli alunni si aut orientano comunque e che la scuola è chiamata a sostenere ed auto monitorare le scelte fatte. Lo stesso lavoro autobiografico proposto nel libro, pur avendo come oggetto il proprio passato, si effettua a partire dagli interessi, dalle attese di un presente che contiene un futuro, magari solo presentito, in attesa di diventare progetto.

scarnecchia.jpg(foto: L'editore dott.ssa M.G. Scarnecchia) La prima parte del saggio illustra il modello teorico concettuale a cui si ispira la pratica del coaching. In particolare quello applicato nelle scuole si avvale delle basi derivate dai fattori comuni delle scuole psicologiche che hanno la radice teorica nel modello umanistico esistenziale e il cui fattore comune risiede nella qualità della relazione. L’autore ci ha tenuto a dire che il saggio tratta principalmente del come si è, piuttosto del cosa si fa.

Un capitolo importante e di grande attualità riguarda il ruolo del coach nelle scuole, ormai da anni multiculturali.

Collaborazione e consulenza per sviluppare e mantenere ambienti autenticamente multiculturali. Da qui bozze di proposte improntate al pluralismo culturale; attività che assicurino ambienti di apprendimento culturalmente compatibili, in definitiva idee per un vero e proprio curriculum multiculturale.

Una parte significativa del saggio esemplifica le applicazioni del modello teorico-concettuale. Si va dalle Scelte e decisioni scolastico-professionali dove le credenze di autoefficacia influenzano potentemente questi momenti di passaggio da una situazione ad un’altra delle fasi della vita, al self-empowerment per sostenere gli alunni nelle scelte effettuate. Agli alunni dei corsi serali che sono tornati in formazione è offerto il Bilancio di competenze, che nato in Canada ha trovato in Francia la massima applicazione nell’avviamento al lavoro.

Infine una Case history, che in dieci incontri, esemplifica un modello di life-coaching che integra quello di Whitmore con il Ciclo del contatto proprio della Gestalt.

Il tema dell’autoformazione che si è imposto come un serio ripensamento della formazione non è uno dei tanti nuovismi, ma ha padri nobili come Dewey, Bruner, Rogers, Knowles che hanno individuato nell’esperienza il terreno dell’autoformazione. Al pari di altri approcci formativi, l’autoformazione si è dotata di un assetto metodologico ispirato alla fenomenologia, al personalismo, all’esistenzialismo, anche se, soprattutto in ambito anglosassone, è stata svilita in pacchetti fai da te di autoistruzione.

Strumento di elezione nell’autoformazione si è rivelata la scrittura autobiografica che in ambito scolastico consente ai docenti di ripercorrere il proprio processo di formazione per meglio comprendere e programmare quello dei propri discendi. Identificare poi nella propria storia le esperienze che hanno facilitato e quelle che hanno ostacolato il proprio processo di apprendimento, consente di individuare più agevolmente le situazioni più problematiche della pratica educativa.

Ad enfatizzare il ruolo della scrittura, quattro alunni del Liceo scientifico di Trebisacce guidati dalla professoressa Titti Cardamone, hanno letto versi e prose poetiche che hanno per oggetto appunto la scrittura.

In conclusione la dottoressa Scarnecchia, psicoterapeuta, ha sottolineato la congruenza tra le pratiche realizzate nelle scuole illustrate nel libro, con le teorie di riferimento; il tutto con un linguaggio tecnico che non preclude la comprensione ai non addetti ai lavori. Sempre con riguardo alla forma la professoressa Italiano ha detto che il libro sembra si sia fatto da solo a voler suggerire la scientificità dei contenuti esposti nel saggio.

Un libro utile per chi a vario titolo opera nella scuola, e interessante per chi voglia conoscere gli assunti e le pratiche del coaching e della scrittura autobiografica.

Michele Sanpietro

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