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La Giungla di Calais (poesia)

calais.jpgIo sono un uomo

Ho voglia di vivere.

Devo vivere.

Voi polizia con cani ed armi

Come se io fossi un assassino,

Un delinquente, un ladro,

un animale selvaggio arrabbiato.

Mi dite che devo lasciare

Andarmene da questa giungla.

La giungla di Calais.

Giungla di tende, baracche,

Non è giungla di case.

Che non è una foresta di alberi,

Come le giungle d’africa.

È un posto dove non si vive,

Si vegeta, come larve,non come uomini

nell’attesa di trovare un paese,

Che accoglie noi, i tanti disperati.

Devo andarmene, ma dove?

Io sono un povero uomo

Che piango, nostalgico della mia terra,

Dei miei figli, della mia donna.

Sono scappato dal mio paese

Dove non si può vivere.

Ove si combatte una guerra lunga,

Senza speranza di pace.

Son tante le nazioni che la combattono

Per dare una pace.Non ci riescono

Anche l’Onu ha fallito.

Sono come tanti, ramingo per paura,

Perché non ho voglio di morire.

Indicatemi dove è un paese,

Una terra, libera senza reti,

Ove io possa andare e starci.

Vi andrò gridando, piangendo

Correndo a piede,a nuoto,

Potrò urlare la voglia di vivere.

Avrò una casa con tetto che non sia il cielo.

Non chiedo nulla,

Non voglio il vostro pane.

Non voglio rubare il vostro lavoro.

Sono stato rifugiato in Pakistan.

Sono stato in Iran, a Dubai.

Ho passato per la Turchia,

la Grecia, la Bulgaria,

Tutti mi hanno spinto a fuggire,

Mi hanno cacciato come cane randagio, rognoso.

Ora sono qui in Francia.

Lasciatemi vivere, lasciatemi la speranza

Di poter vivere solo respirando l’aria,

Ché almeno questa non ha saporedi nazione.

Ha odore di tutti i cieli,ditutti i mari,

Non di guerra, di odio, ma di pace,

Che non ricordo, non so piùcosa sia.

Non so se esiste ancora un paese.

Un luogoove vi sia la speranza

Di non morire ramingo, abbandonato

Solitariosul ciglio di una strada,

Lungo un riva sconosciuta, senza un nome.

Miani Michele

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