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BASTA! (poesia)

migranti-mare.jpgE’ tempo di dire basta. Non potete continuare Dalle vostre poltrone

A guardare annoiati le sequenze di morti. Persone che affogano a mare,

Centinaia di migliaia di uomini dagli occhi sbarrati

Inghiottiti dalle acque. Innocenti vanno a fondo

Senza che qualcuno alzi la voce e dica,

Basta! Basta! Basta!

Vi sono donne, uomini bambini che muoiono, Muoiono sazi di acqua.

Che il mare, le onde restituiscono a rive sconosciute,

gli occhi ancora sbarrati ingranditi dalla paura.

Non s’alza una voce per condannare questo orrendo olocausto silente.

Nessuna nazione che parla, che punti le dita contro I poteri,

i poteri che vedono partire fuggire cittadini del proprio paese

perché inermi, affamati, di pane e giustizia di libertà e speranze.

Non bastano i morti per gli ingordi dittatori. Non bastono i morti

Per l’ONU che guarda Indolente,senza interesse dietro tronfie poltrone,

Sempre pronto ad armarsi all’occasione se vede violare giacimenti di petrolio,

Le vie del gas, le strade del soldo per droghe.

Ove vive quel credo di pace, Di uguaglianza, di fraternità che sembra dissolto

nel nulla per i poveri cristi inchiodati fra tante onde di morte?

Basta! Basta! Basta!

La nostra carne ai pesci. Siamo già magri spolpati prima di prendere la via

Su zattere, barche, gommoni Per andare, andare, ad occhi chiusi, con il cuore

Che scalpita ad ogni ombra che ci sbarra la strada verso l’ignoto.

Basta!Basta!Basta!

Ai morti, vogliamo vivere senza partire, fuggire.

Nel nostro paese vorremmo magari finire La vita

dove è stato Il primo giorno di sole dove l’avo, il nonno, il padre,

la madre, il fratello, il figlio già dormon da anni nella terra umida del loro succo.

L’aria ove galleggia l’ultimo loro fiato, le parole d’addio.

Uomini del mondo gridate anche voi fate un coro che dia vergogna

A chi guarda e zittisce quando silenzioso imbelle vede

Le nostre carovane di morti. Morti che vanno senza sapere

Che già lo sono alla partenza.

Basta!Basta!Basta!

È l’ultimo nostro urlo. Il nostro rantolo finale.

Vogliamo vivere, vivere, vivere.

Michele Miani

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