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Una COP26 per le amministrazioni comunali?

villa ieri e oggi.jpg(Villa Comunale di Cassano negli anni '50 e oggi) La domanda è semplice ma la risposta è tra le più difficili da dare. Non perché sia difficile in sé stessa, in fondo tutti sappiamo parlare di salvaguardia ambientale, ma perché è difficile da applicare nel piccolo. Infatti nel piccolo del territorio comunale gli impatti di mitigazione climatica o di interventi sul territorio sono più visibili e producono effetti immediati. Il problema è che questi interventi sono molte volte, troppe volte assolutamente assenti.

I cambiamenti climatici non sono un problema del Pianeta come tale ma sono la conseguenza della sommatoria di piccoli interventi locali. Laddove ogni piccolo intervento genera una conseguenza e un contributo anche abbastanza rilevante. Ma cosa fanno nella realtà le Amministrazioni e soprattutto cosa fa nel merito la nostra Amministrazione? Quali sono gli impatti realizzati e previsti in un arco di tempo determinato?

Sul nostro territorio comunale, fortunatamente, non insistono fabbriche che riversano in atmosfera gas serra. Ma anche qui nel nostro piccolo, il nostro piccolo contributo in tal senso lo diamo comunque. Un esempio? Non c’è un controllo dell’accensione dei riscaldamenti domestici per esempio. Non c’è una regolamentazione per l’emissione degli scarichi dei caminetti che bruciano ogni possibile combustibile reperito sul territorio. Non c’è una programmazione della mobilità sostenibile nel pubblico. Nessuna pista ciclabile specialmente a Lauropoli o a Doria e ancor di più a Sibari che sono territori che possono permettersela perché pianeggianti.

L’ambiente riversa su di noi uomini che abitiamo un territorio, tutto quello che noi non sappiamo controllare per futili motivazioni soprattutto di carattere economico. Non solo, quindi, gas climalteranti ma anche inquinamento spicciolo di falde idriche, fiumi, ruscelli. Ad esempio, nella Sibaritide e quindi in territorio di Cassano insistono numerosi fossi di raccolta acqua sui quali riversano acque agricole ricche di inquinanti azotati che alterano l’equilibrio di microflora e microfauna e nessuna Amministrazione ha mai dedicato tempo e impegno nel monitoraggio di queste acque. Come non è stato mai fatto un attento e completo controllo sulla qualità delle acque del fiume Eiano (a proposito che fine ha fatto l’acqua del fiume?).

Se nel nostro piccolo territorio, se in ogni piccolo territorio, le Amministrazioni contribuissero con spazi verdi, parchi, giardini, il verde realizzato contribuirebbe all’abbattimento della CO2. Ma a Cassano non esistono spazi verdi! O quelli che sono stati pensati come tali sono morti o sono li lì per morire. Ecco, a tal proposito (altro esempio) giace su qualche scrivania del Palazzo di Città un Regolamento del Verde pubblico e privato donato gratuitamente dal CSA che potrebbe contribuire ad una sensata programmazione del verde e della sua corretta realizzazione. Se questa Amministrazione o quelle precedenti avessero pensato di adottarlo non avremmo avuto lo scempio perpetrato alla nostra Villa Comunale.

Come si muovono quindi le Amministrazioni in tal senso? Come crediamo che possiamo cambiare lo stato delle cose se non procediamo dal basso, dal piccolo?

Se la temperatura del Pianeta è aumentata di 1,5 gradi centigradi in questi anni, non è solo colpa delle emissioni delle grandi ciminiere delle fabbriche cinesi o indiane, piuttosto che russe o americane. È anche e credo soprattutto colpa anche delle nostre Amministrazioni comunali, senza visione ecologista o ecologica.

Pietro Martino

CSA Centro di Sorveglianza Ambientale

di Cassano All’Ionio CS

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