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Se.ce Abate. Mostra "Antimafia itinerante", invito ai politici

silvana abate vota.jpgHa ragione il Procuratore antimafia della Dda di Catanzaro quando, in occasione della presentazione della mostra dal titolo "Antimafia Itinerante", organizzata per il trentesimo anniversario dell'istituzione della Direzione investigativa antimafia (visitabile da lunedì 31 gennaio nel Palazzo di Giustizia a Catanzaro), dice che non solo i ragazzi ma soprattutto i parlamentari italiani dovrebbero vedere, studiare e approfondire in particolar modo i pannelli iniziali riferiti agli attentati che portarono alla morte di Falcone e Borsellino.

La nostra decisione, come gruppo dei fuoriusciti del M5S e Alternativa, di indicare per la Presidenza della Repubblica profili altissimi, nomi egregi come quelli di Paolo Maddalena e Nino Di Matteo (ma nella nostra rosa c’era anche quello del Procuratore Nicola Gratteri), era destinata proprio a questo: evitare che il Capo dello Stato promulghi provvedimenti come la riforma Cartabia che affossano la Giustizia e non difendono tutte quelle conquiste fatte dalla legislazione italiana in materia di antimafia dopo la scomparsa dei due grandi magistrati siciliani nelle stragi di Capaci e di via D’Amelio e il cui dolore e sgomento sono ancora oggi impressi nei nostri occhi.

Conquiste che costano tanto lavoro ed enormi sacrifici (professionali ed esistenziali) a chi, come il nostro grande Procuratore Gratteri, è in trincea quotidianamente nella lotta contro le organizzazioni criminali di stampo mafioso.

Bisogna conoscere la storia della lotta alla mafia prima di andare in aula o nelle commissioni a discutere di ergastolo ostativo, ordinamento penitenziario o collaboratori di giustizia.

È necessario e fondamentale ascoltare, interloquire e farsi guidare da chi ha dedicato la propria vita, sacrificandola con convinzione e dedizione, alla lotta alla mafia e quindi conosce più di ogni altro luminare cattedratico la situazione in profondità e nelle sfaccettature più nascoste, radicate ed inquietanti.

Altrimenti si rischia, come è successo, di fare leggi che impediscono alla Direzione investigativa antimafia e alla Dda di continuare nella loro opera certosina di guerra alle mafie che tanti ottimi risultati ha portato in questi anni e, in primis, contro la ’ndrangheta calabrese che si è ramificata in tutto il mondo.

La politica non può non tenere conto di tutto questo, così come è avvenuto anche in occasione del provvedimento che doveva contenere delle soluzioni per evitare possibili infiltrazioni nei progetti del PNRR, quando mette mano alla Riforma della Giustizia perché, come successo per la scandalosa riforma Cartabia, si peggiora la situazione attuale e altro non si fa che allargare le maglie all’infiltrazione del malaffare.

Per quanto di mia umile competenza chiedo scusa alla Nazione e a personalità come il Procuratore Gratteri per tutte le volte che, con provvedimenti inadeguati ed approssimativi, il Parlamento Italiano peggiora e pregiudica lo stato dei fatti: bene si farebbe allora a stare fermi.

Presto andrò vedere la mostra.

Sen.ce Rosa Silvana Abate

Senato Gruppo Misto

Capogruppo Commissione Questioni Regionali