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Rossano. Fotografia Contemporanea di Nello Gallo

nello gallo.jpgLa Biblioteca Minnicelli, nel solco dell’ esperienza di Fotografia Contemporanea CONFINI, propone l’esposizione di opere di artisti che nel loro percorso creativo utilizzano il linguaggio fotografico con al centro la fotografia di ricerca.

Si inaugura sabato 19 Maggio alle ore 19 presso la  Biblioteca Minnicelli di Rossano la Mostra

“L’UOMO SI E’ ESTINTO“ di  NELLO GALLO

 La mostra resterà aperta al pubblico fino al 9 Giugno.

La mostra è curata dal critico d’arte Roberto Sottile

       “L’uomo si è estinto” ci racconta Nello Gallo e ci accompagna in questo viaggio che diventa il racconto quasi intimistico di una ricerca, in apparenza fiabesca ed immaginaria, di un domani che l’uomo non riesce a percepire compiutamente perché la sua presenza è tornata marginale. Il tempo diventa la regola del viaggio della buona sorte, alla scoperta di un mondo nuovo che forse ancora ci potrà appartenere, ma che invano tenta di metterci in guardia. Se il tempo che ci circonda, che regola la nostra presenza è infinito perché fa parte di un tempo al di fuori del nostro mondo, che valore assume la nostra esistenza e il nostro “finito” tempo? È questa la domanda di questo viaggio. Infinite le risposte. Le immagini che scorrono ci propongono percezioni di una realtà, di un tempo vissuto che viene catturato in questa visione senza alterazioni in post produzioni e ci viene restituito dalla prospettiva “dell’altro”, di una specie diversa, che riuscirà a dominare e governare il nostro mondo. Sono immagini volutamente sfocate per sottolineare l’indefinitezza di un domani, di un destino che incombe ma che potrebbe essere rilegato nell’angolo delle favole e dell’impossibile. Sono fotografie vigorose ma nello stesso tempo cariche di un significato nostalgico avvolto in quello sfumato che rende anche visivamente l’area rarefatta. È il racconto di uno sbarco, dell’approdo e della ricerca della speranza e della libertà. Scatti che ci appaiono indefiniti nella struttura dell’immagine ma realizzati con estrema sintesi e cura dei dettagli (indefiniti), che ci restituiscono quell’ indipendenza, quella emancipazione della fotografia della regole di manuale, a favore di quella sintonia che Nello Gallo è riuscito a conquistare e catturare nei suoi scatti. Architetture, spazi urbani, frammenti industriali ed elementi naturali diventano gli “aggettivi” di questo racconto vero e disincantato. Sono fotografie prive di una iconografia “classica”, così come siamo stati educati a concepirla, che prendono forma e si configurano partendo dalla forza dell’idea che le ha generate. Ciò che è noto diventa ignoto. Ciò che è indefinito si rigenera in nuove forme astratte dal sapore surreale a tratti malinconiche. Non vi è tregua in questo racconto, ma tutto scorre lentamente poiché tutti siamo alla ricerca di quella valida ragione, di quella seconda volta per poterci riconnettere con il nostro universo e con la nostra coscienza. C’è impotenza e sgomento. Voglia di intervenire ma non riuscire a capire come. Sono immagini che appaiono ferme ma in realtà fremono di energia. Sono fotografie che accendono sentimenti che assorbono una quotidianità per restituircela da un diverso punto di vista. Siamo noi a dover vestire i panni dell’alieno, ad osservare ciò che le nostre incertezze hanno prodotto.

Roberto Sottile

 

           La Biblioteca Minnicelli, nel solco della esperienza di Fotografia Contemporanea CONFINI, propone l’esposizione di opere di artisti che nel loro percorso creativo utilizzano il linguaggio fotografico con al centro la fotografia di ricerca. Una fotografia che non documenta e spesso non rappresenta il reale ma riflette una dimensione personale e intima attraverso progetti composti da un numero consistente di immagini fisse bidimensionali.

Confini è la prova che la fotografia italiana è in continua evoluzione e che il suo livello ormai ha raggiunto standard internazionali.

Oggi il dibattito intorno alla fotografia contemporanea è ampio e vivace e per sua natura difficilmente riconducibile ad una sintesi condivisibile dalla maggior parte dei critici.

Su una cosa sono quasi tutti d’accordo e lo riassume bene Michel Poivert5: “oggi la fotografia non è più materia di esclusiva pertinenza di quanti ne padroneggiavano la tecnica e degli addetti ai lavori”.

Le nuove tecnologie del digitale, la disponibilità di nuovi strumenti, la molteplicità dei media che caratterizzano la nostra epoca hanno allargato la visione di molti fotografi e, soprattutto, hanno reso accessibili modalità di ripresa e postproduzione che prima appartenevano a pochi professionisti.

Oggi abbiamo professionisti che si occupano di moda, di reportage, di pubblicità, altri che usano la macchina fotografica come supporto alla propria professione, ma ci sono milioni di persone che scattano per piacere, per ricordare, per condividere ed, infine, c’è una piccola frangia che usa la fotografia per comunicare qualcosa di più intimo, per stimolare, per creare

In una recente intervista Augusto Pieroni in poche parole concentra lo stato delle cose : “La fotografia attraversa un passaggio epocale, da strumento di rappresentazione del mondo a strumento di rappresentazione di se stessi, per stimolare, per creare”

In questo caso la fotografia è sperimentale, è ricerca che si propone come un percorso mentale che coglie frammenti di realtà che esistono indipendentemente dalla fotografia.

I lavori proposti nascono quasi sempre in anticipo rispetto all’atto di fotografare e non di rado vengono messi in pratica solo dopo aver trovato le soluzioni tecniche specifiche o aver creato gli ambienti idonei ad accogliere e rendere credibili emozioni e stati d’animo.

             E la BIBLIOTECA ? in tutto questo…..

La Biblioteca diventa un laboratorio di verifica della proposta fotografica per chi vuole impegnarsi e offrirsi al confronto, al dialogo, alla condivisione del proprio lavoro con il coraggio che rende la propria opera fondamentalmente sociale.

L’impegno della biblioteca diventa, così, anche civile e richiama alla responsabilità, citando Umberto Eco ”interminabile lotta per il progresso del sapere e della pietas”, richiamo ai valori rinascimentali, a cui non possono  fuggire né scienziati né filosofi né tecnologi

                 E questo chiama in causa la LETTURA :

leggere, leggere comunque e “qualunque”, dal libro allo spazio intorno a noi, e leggere una opera nella sua qualità e dignità di proposta fotografica, di ricerca individuale è offrire delle possibilità di lettura di ricerca di nuovi modi per rappresentare realtà oggettive od interiori.

Ombretta Gazzola

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