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27 Gennaio. Non solo Shoah, ricordiamo anche Mozart e Verdi

shoah.jpgOggi è il giorno della memoria. "La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati".

Così recita il testo dell'articolo 1 della legge italiana che spiega cosa si ricorda nella giornata della Memoria.
La scelta del 27 gennaio si riferisce proprio al giorno in cui, nel 1945, le truppe sovietiche dell'Armata Rossa scoprirono il campo di concentramento di Auschwitz e liberarono i pochi sopravvissuti allo sterminio, rivelando al mondo intero l'assurdità e la follia del genocidio nazista e gli strumenti di tortura e di annientamento del lager.
La giornata della memoria è celebrata in molte nazioni, tra cui Germania e Gran Bretagna ed è riconosciuta anche dall'ONU in seguito alla risoluzione 60/7 del 1º novembre 2005.
Per gli amanti della musica, il giorno della memoria cade in corrispondenza di una data estremamente significativa, dato che si commemorano due giganti come W.A.Mozart e Giuseppe Verdi.

mozart.jpgIl 27 gennaio 1756 nasceva il compositore austriaco Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), annoverato tra i più grandi geni della storia della musica. Nato a Salisburgo, uno dei principali centri dell'allora Impero asburgico, Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart dimostrò presto le doti di genio della musica, componendo già a cinque anni brani per clavicembalo e violino. Portato dal padre ad esibirsi in giro per l'Europa, fu più volte in Italia dove sostenne l'esame per entrare all'Accademia Filarmonica di Bologna. Entrato in contatto con Franz Joseph Haydn, al quale rimase sempre legato da solida amicizia, portò alla massima espressione il cosiddetto classicismo viennese, una stagione aurea della musica tedesca inaugurata dallo stesso F.J. Haydn e chiusa da L. van Beethoven. Morto a Vienna nel dicembre del 1791 (a soli 35 anni), lasciò incompiuto il suo ultimo capolavoro, il Requiem, portato a termine dall'allievo Franz Sussmayr. Nella sua preziosa eredità figurano capolavori in ogni genere trattato: musica sinfonica, sacra, da camera, operistico, concerti per strumenti solisti e altro. Ecco alcune citazioni sul grande compositore:

"Mi chiesero cosa ne pensassi dell'illustre Mozart e dei suoi peccati. Risposi che avrei rinunciato volentieri a tutte le mie virtù per i peccati di Mozart". (Felix Mendelssohn).

"Vi sono, nella storia, uomini che sembrano destinati a segnare, nella loro sfera, il punto oltre cui non ci si può innalzare: così Fidia nell'arte della cultura, Molière in quella della commedia. Mozart è uno di quegli uomini: il Don Giovanni è un vertice". (Charles Gounod).

"Ha in suo potere luce e ombra: ma la sua luce non offende mai, e la sua tenebra lascia vedere ancora chiari i contorni. La sua arte è simile al capolavoro di uno scultore, è un'immagine finita da qualsiasi lato la si contempli. La sua breve vita e la sua fertilità portano la sua perfezione all'altezza del fenomeno. Penso di Mozart: egli è finora la più compiuta apparizione di talento musicale che si sia avuta. Sta così in alto, che vede più lontano di tutti, e per ciò fa apparire tutto un poco più piccolo". (Ferruccio Busoni).

verdi.jpgIl 27 gennaio 1901 moriva a Milano (nella stanza 105 dell’Hotel et de Milan) il compositore italiano Giuseppe Verdi (1813-1901). Mi piace ricordarlo con questi magnifici versi di Gabriele D'Annunzio: "La bellezza e la forza di sua vita / che parve solitaria / furon come su noi cieli canori / Egli trasse i suoi cori / dall'imo gorgo dell'ansante folla / Diede una voce alle speranze e ai lutti / Pianse ed amò per tutti". Ecco le 27 opere del maestro (senza contare i rifacimenti): Oberto, conte di San Bonifacio (1839); Un giorno di regno, ossia il finto Stanislao (1840); Nabucodonosor (1842); I Lombardi alla prima Crociata (1843); Ernani (1844); I due foscari (1844); Giovanna D'Arco (1845); Alzira (1845); Attila (1846); Macbeth (1847); I masnadieri (1847); Il corsaro (1848); La battaglia di Legnano (1849); Luisa Miller (1849); Stiffelio (1850); Rigoletto (1851); Il trovatore (1853); La traviata (1853); Le vêpres siciliennes (1855); Simon Boccanegra (1857); Un ballo in maschera (1859); La forza del destino (1862); Don Carlos (1867); Aida (1871); Messa da Requiem (1874); Otello (1887); Falstaff (1893). I rifacimenti: Jérusalem (1847) rifacimento in francese de I lombardi alla prima crociata e Aroldo (1857) rifacimento di Stiffellio. Ma l'opera che lui considerava più importante era la Casa di riposo per musicisti fatta costruire a Milano per aiutare gli artisti anziani in difficoltà economica. Ecco le parole toccanti del Maestro: “Delle mie opere, quella che mi piace di più è la Casa che ho fatto costruire a Milano per accogliervi i vecchi artisti di canto non favoriti dalla fortuna, o che non possedettero da giovani la virtù del risparmio. Poveri e cari compagni della mia vita! Credimi, amico, quella Casa è veramente l’opera mia più bella”. (Lettera all’amico Giulio Monteverde)

a cura di Luigi Maffeo

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