Questo sito utilizza cookie per garantire il corretto funzionamento delle procedure e migliorare l'esperienza d'uso delle applicazioni. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca su info. Continuando a navigare o accettando acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Riflessione di don Divo Barsotti dal libro "Fissi gli occhi nel sole"

Stampa

occhi di sole.jpgMi sono imbattuto, girovagando sul web, nel sito di un'associazione culturale-religiosa dal titolo accattivante che ha colpito la mia immaginazione: "IL CAMMINO DEI TRE SENTIERI" che potete visitare anche voi QUI'. Non mi dilungo sulle finalità, che troverete nel sito, ma mi preme sottoporre alla vostra attenzione, carissimi fedeli seguaci del nostro portale, la riflessione che segue tratta dal libro "Fissi gli occhi nel sole" di don Divo Barsotti, messa in evidenza appunto su quel portale. Brevemente vi informo che don Divo Barsotti è stato "sacerdote diocesano di San Miniato, scrittore, poeta, fondatore di una comunità monastica, padre spirituale, ma sopratutto un mistico, un cercatore di Dio, Un uomo di Fede e di Preghiera". Don Divo è morto nel 2006 e il libro è stato edito nel 1996, quindi parecchio tempo fa, eppure leggendo la nota tratta dal suo libro, mi sembra ancora molto attuale, e a voi? (Antonio Michele Cavallaro)

La Chiesa da decenni parla di pace e non la può assicurare, non parla più dell’inferno e l’umanità vi affonda senza orgoglio. Non si parla del peccato, non si denuncia l’errore. A che cosa si riduce il magistero? Mai la Chiesa ha parlato tanto come in questi ultimi anni, mai la sua parola è stata così priva di efficacia. “Nel mio nome scacceranno i demoni …”. Com’è possibile scacciarli se non si crede più alla loro presenza? E i demoni hanno invaso la terra. La televisione, la droga, l’aborto, la menzogna e soprattutto la negazione di Dio: le tenebre sono discese sopra la terra. […]. Forse la crisi non sarà superata finché, in vera umiltà, i vescovi non vorranno riconoscere la presunzione che li ha ispirati e guidati in questi ultimi decenni e soprattutto nel Concilio e nel dopo-Concilio. Essi, certo, rimangono i “doctores fidei”, ma proprio questo è il loro peccato: non hanno voluto definire la verità, non hanno voluto condannare l’errore e hanno preteso di “rinnovare” la Chiesa quasi che il “loro” Concilio potesse essere il nuovo fondamento di tutto.”

Dio è Verità, Bontà e Bellezza