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"Se a Cassano niente é cambiato bisogna capirne le cause"

cassano allo ionioNella casella di posta del sito è giunta oggi la lettera firmata che pubblichiamo in coda, indirizzata direttamente a me, quasi in risposta, presumo, alle mie continue recriminazioni nei confronti di amministratori e non solo. La disamina dell'estensore mi trova d'accordo in diversi punti, in altri un po' meno, ma su un argomento ha senz'altro colpito nel segno, senza se e senza ma: "la mancanza" (ma forse sarebbe meglio dire "le mancanze") di politici ed imprenditori all'altezza del compito. Le occasioni di crescita esponenziale ci sono state ed in tantissimi momenti degli ultimi 40 anni, ma, purtroppo, non si è stati capaci di afferrarle e sarà difficile che si ripresentino. C'é qualcosa che si può ancora intraprendere per invertire la tendenza? Certo, ma chi oggi amministra "a naso" questo territorio non ha né l'intuito, né la capacità e né la modestia per poter recepire suggerimenti che non vengano da un ristretto ambiente - ristretto anche come forma mentis. Di seguito la lettera del cittadino regolarmente firmata, ma di cui ometto di divulgare le generalità per evitargli possibili ritorsioni da parte di quelli da me citati in precedenza, capaci solo di innescare odii, incomprensioni e vendette. (Antonio M. Cavallaro)

Caro Antonio Cavallaro, se in cento anni non è cambiato niente e Cassano rimane ai margini dello sviluppo della sibaritide nonostante sia un comune ricchissimo, bisogna capirne le cause per cercare di porre rimedio ad un degrado culturale morale e sociale che pare senza fine. Allora come oggi la prima cosa lampante è la mancanza di una classe dirigente e di imprenditori capaci di organizzarsi per adeguare le loro attività ai cambiamenti sociali.

Ciò è dovuto in primo luogo alla presenza di un’economia agricola dominata dal latifondo, che non solo dava lavori dequalificati e di fame, ma dominava , con l’appoggio del vescovado, anche la vita sociale della città. Questo monopolio fu spezzato dalla legge Gullo Segni del 1944 che diede vita alle lotte per le terre ed al sorgere di una nuova classe dirigente, la quale però non è stata in grado di dirigere i processi di trasformazione da una società agricola a quella industriale e preferi una politica assistenziale ad una politica di sviluppo. Ciò portò alla distruzione del tessuto produttivo cassanese basato sul piccolo commercio e sull’artigianato. Un’intera categoria sociale fu spazzata via ed insieme ad essa la loro cultura i loro saperi e la loro dignità . I vecchi notabili furono sostituiti da una classe predatoria che usava ed usa la politica per l’arricchimento personale e per mantenere il potere. Anche il boom economico dovuto alla costruzione dei centri turistici non è servito a niente perché manca la cultura d’impresa, manca un centro industriale e soprattutto manca la cultura della solidarietà e dell’accoglienza . Tutta la generazione dai 20 ai 45 anni è emigrata per colpa dei loro genitori che a furia di predare tutto il possibile hanno rubato anche il futuro ai propri figli.

Il vescovado, che avrebbe dovuto svolgere un ruolo importante nella creazione di una coscienza sociale, preferisce, purtroppo, appiattirsi sullo status quo dando credito a quelli che credono di essere le classi dirigenti di questo comune, le quali hanno sempre praticato l’esclusione delle classi più povere e meno rappresentate. Ciò ha comportato e comporta fenomeni di ribellione e di delinquenza minorile che sono la causa prima del degrado del centro storico.

Ripristinare la legalità non è sottoscrivere inutili protocolli, ma praticare una politica d’inclusione e di accoglienza per dare una speranza di riscatto a classi sociali sempre escluse e tenute ai margini della società civile.

Cassano deve essere ricostruita dalle fondamenta. Questo lo possono fare solo le giovani generazioni, la nostra generazione ha vissuto sulla loro pelle ed ha portato allo sfacelo di oggi.

Cassano ha le risorse materiali ed umane per risorgere.

C’è solo bisogno di un progetto, di un’idea sulla quale costruire il futuro e su cui chiamare i cittadini a collaborare perché c’é una grande voglia di partecipazione mortificata sempre da quelli che credono essere l’élite e che invece non hanno nulla da spartire con i veri bisogni della popolazione.

Lettera firmata

(Dal nostro archivio: Panorama del territorio di Cassano)

panorama cassano.JPG

 

(Costa sibarita: foto di Carlo Milizia)

Laghi di Carlo milizia.jpg

 

 

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