TU SEI PIETRO E SU QUESTA PIETRA EDIFICHERÒ LA MIA CHIESA
Laparola di Papa Leone XIV
SANTA MESSA IN COENA DOMINI - OMELIA
Col suo gesto, Gesù purifica non solo la nostra immagine di Dio dalle idolatrie e dalle bestemmie che l’hanno sporcata, ma purifica la nostra immagine dell’uomo, che si ritiene potente quando domina, che vuole vincere uccidendo chi gli è uguale, che si ritiene grande quando viene temuto. Vero Dio e vero uomo, Cristo ci dà invece un esempio di dedizione, di servizio e di amore. Abbiamo bisogno del suo esempio per imparare ad amare, non perché ne siamo incapaci, ma proprio per educare noi stessi, gli uni gli altri, all’amore vero. Imparare ad agire come Gesù, Segno che Dio imprime nella storia del mondo, è il compito di tutta una vita.
Egli è il criterio autentico, il «Maestro e Signore» (Gv 13,13) che toglie tutte le maschere del divino e dell’umano. Il suo esempio non lo offre quando tutti sono felici e gli vogliono bene, ma nella notte in cui veniva tradito, nel buio dell’incomprensione e della violenza, affinché sia ben chiaro che il Signore non ci ama perché siamo buoni e puri: ci ama, e perciò ci perdona e ci purifica. Il Signore non ci ama se ci facciamo lavare dalla sua misericordia: ci ama, e perciò ci lava, sicché possiamo corrispondere al suo amore. Impariamo da Gesù questo servizio reciproco.
Non ci chiede infatti di ricambiarlo verso di Lui, ma di condividerlo fra noi: «Dovete lavare i piedi gli uni agli altri» (Gv 13,14). Così commentava Papa Francesco: questo «è un dovere che mi viene dal cuore. Lo amo. Amo questo e amo farlo perché il Signore così mi ha insegnato» (Omelia della Messa in coena Domini, 28 marzo 2013). Egli non parlava di un astratto imperativo, un comando formale e vuoto, ma esprimeva il suo obbediente fervore per la carità di Cristo, fonte ed esempio della nostra carità. L’esempio dato da Gesù, infatti, non può essere imitato per convenienza, di malavoglia o con ipocrisia, ma solo per amore.
Lasciarci servire dal Signore è dunque condizione per servire come ha fatto Lui. «Se non ti lasci lavare», disse Gesù a Pietro, «non avrai parte con me» (Gv 13,8): se non mi accogli come servo, non puoi credermi e seguirmi come Signore. Lavando la nostra carne, Gesù purifica la nostra anima. In Lui, Dio ha dato esempio non di come si domina, ma di come si libera; di come si dona la vita, non di come la si distrugge.
Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 14,1-12
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».
(Nell'allegato trovate l'opuscolo della Gioventù Ardente Mariana con il Vangelo a Fumetti per i più piccoli)






