Questo sito utilizza cookie per garantire il corretto funzionamento delle procedure e migliorare l'esperienza d'uso delle applicazioni. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca su info. Continuando a navigare o accettando acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Favola (ma non troppo) sibaritica "moderna": Il porcone, la maialina e il galletto impertinente

disegni-animali-fattoria.jpgQualcuno dice che le favole di Fedro e, addirittura, di Esopo siano state ricavate da quelle di un favolista sibarita, forse meno conosciuto dai moderni ma sicuramente noto ai tempi dei due citati e fors'anche del grande commediografo Aristofane. Oggi, in quella che viene definita "culla della civiltà magno-greca", Sibari, il confine tra realtà e favola è di nuovo molto tenue, così sottile che riuscendo a mettere le maschere giuste ai personaggi animaleschi si passa in un fiat dal sorriso al ghigno adirato. Ve ne proponiamo una niente male di un novello favolista sibarita anonimo, almeno per il momento,  dal titolo "Il porcone, la maialina e il galletto impertinente"(La redazione)

Nel territorio splendido della Sibaritide, c’era una volta, e c’è ancora, una “masseria democratica”, in quanto era stata concessa ampia libertà a tutti gli animali che vi vivevano, di autogestione, soprattutto per quel che riguardava la distribuzione del mangime che si trattasse di foraggio, biada, becchime, granaglie ecc.

Quella masseria era situata in un bel posto: un'amena valletta tra due speroni rocciosi che la proteggevano dalle intemperie e vicino ad un ruscelletto che qualcuno chiamava fiume, forse perché in passato portava molta più acqua.

Ad organizzare la vita della masseria, da antica consuetudine, si lasciava fare ad un comitato che veniva eletto dagli stessi animali e che veniva presieduto dalla bestia più influente, scelta sempre democraticamente per alzata di zampa da tutto il variegato bestiame. Galline, vacche, buoi, conigli, capre, tante pecore, qualche asinello, un cane, qualche gatto, pochi vecchi cavalli malandati (ma in gioventù erano stati molto influenti) e poi i maiali, tanti a dire il vero. Talmente tanti che si finì per scegliere uno di loro come presidente. I maiali, si sa, sono onnivori, mangiano di tutto, quindi nella distribuzione dei mangimi non avevano problemi di scelta, riuscivano ad ingozzarsi rubacchiando di qua e di là. Fra le incombenze del Presidente c’era anche quella di scegliere i collaboratori e le collaboratrici e qui “casca l’asino”.

porco-ricco.jpgAnzi cascò l’ultimo Porco-Presidente. Spieghiamo meglio.

Era accaduto che uno dei porconi, messo a lungo da parte sebbene discretamente foraggiato, un bel giorno si mise in testa di fare il presidente e fra una promessa, un sorriso e una preghiera riuscì a diventarlo. Ma quando prese possesso di uno stabbio più consono alla sua carica cominciò ad avere pruriti da “tombeur de femmes”, e, visto che fino a quel momento non se l’era filato nessuna delle porcelline più carine, cominciò a guardarsi intorno e inforcò anche qualcuna di quelle porcelle meno laide. Ma un bel giorno, partecipando come ospite d'onore ad una specie di mostra di animali conobbe una maialina rosa vezzosa, magrolina ma carina, di un’altra masseria, che, quando seppe della sua carica, cominciò a fare la sdolcinata con grufolii e occhiatine promettenti. Insomma lui finì con l’innamorarsi, pur sapendo che la sua scrofa a casa non sarebbe stata contenta.

Tanto fece e tanto s’impuntò che riuscì a convincerla a trasferirsi nella masseria da lui presieduta. Tutti capirono che non sarebbe stata una buona riproduttrice e che lo scopo era tutt'altro, ma fecero finta di nulla. Il porcone-presidente la fece accomodare in uno comodo “stabbiolo” accanto al suo e per farla rispettare dalle altre bestie le affidmaialina-rosa.jpgò l’incarico di controllare lo stato delle strutture della masseria. Quel lavoretto, però, non le era molto congeniale anche se al porcone aveva giurato di essere in grado di svolgerlo. Le cose andarono avanti per un po’ abbastanza bene, lui montava con discrezione la sua “favorita” e l'animalanza se ne stava tranquilla per tener buono il porco-presidente.

Purtroppo un bel giorno l’idillio fu interrotto.

Fu quando ci si accorse che qualcosa non andava per il verso giusto e furono nominati dei muli forestieri quali controllori per i conti che non tornavano. Infatti una confusione tremenda regnava dappertutto e nel magazzino: becchime alle vacche, foraggio alle galline, erbaggi ai porci, granaglie ai conigli. Insomma alla fine quando si capì che era lei a creare quel popo’ di trambusto, i muli decisero di spostarla nel pollaio dei galli-guardiani, dove avrebbe fatto, forse, meno danni.

Le fu concesso lo stesso guiderdone e una divisina fighetta per fare bella mostra, anche se non poteva competere con il portamento austero e con l'esperienza dei galli più anziani, riuscì comunque ad accaparrarsi la simpatia di un paio di galletti di primo piumaggio, alla fin fine era sempre una maialina vezzosetta.

Intanto accadde che anche il suo “protettore” fu sostituito per malaugurate incomprensioni con buona parte degli animali della fattoria, con i cavalli in testa e a seguire, asini, polli, pecore, vacche e buoi e finanche qualcuno dei porci e scrofe che prima l’avevano appoggiato.

La povera maialetta fu costretta a deporre la divisina, lasciò il comodo “stabbiolo” e si eclissò in cerca, forse, di un altro protettore.

Fu nominato un nuovo comitato ed un nuovo Presidente, questa volta il popolo animalesco scelse un cavallino rampante domato di recente che cominciò a gestire la distribuzione del cibo in modo più equanime per tranquillizzare tutto il bestiame.

Nel comitato fu nominato anche un galletto impertinente che aveva contestato in passato il vecchio porco-presidente e cominciò dalla sua destena a starnazzare per chiedere un controllo sulla validità della scelta fatta a suo tempo in favore della vezzosa maialina rosa e chiedere risarcimento nel caso fossero provate le probabili malefatte dei due porcelli in questione (montatore e montata).

Apriti cielo, l’ormai rimbambito porcone s’infuriò a tal punto da lanciare nel cielo nuvoloso ottobrino grugniti spaventosi, si fece consigliare certo da un maiale più erudito di lui, ed esplose in un effluvio di paroloni, certo a lui non congeniali, con cui proclamava la sua innocenza e inveendo contro il galletto che osava “calunniarlo”, chiedeva a Giove Pluvio (giudici et similia) lampi e tuoni per incenerire il suo avversario, piccolo e nero, ma con la cresta fulva ed eretta. La diatriba é ancora in corso.

Non si sa come finirà la faccenda, forse Giove manderà gli arieti ed i montoni (poliziotti e carabinieri) a sedare gli animi a cornate o forse, più prudentemente, farà somministrare dai gorilla-infermieri del rinnovato 118 all’ex-porcone-presidente un qualche miracoloso calmante, esclusivamente per via anale, onde calmarlo definitivamente.

L'animalanza è per il momento col fiato sospeso in attesa che passi la buriana, chi vivrà vedrà ma, comunque andrà a finire ….

vivranno sempre felici e contenti

con amici e parenti …

in quella stretta e amena valletta

baciata dal sole e... dalla sfiga maledetta.

 

Ultime Notizie

Questa è la costa jonica cariatese. Foto di oggi, in uno scorcio di fine anno dal sapore ancora estivo. (foto...
Unesco: Coldiretti-Campagna Amica, festa tra i cuochi contadini. Sì a cucinatricolore determinante per 94% italiani - Importante per fare chiarezza:...
A Cosenza cresce un diffuso malcontento e il coordinatore regionale Giovani di Noi Moderati Calabria Domenico Funari (nella foto a...
La mostra “Ancora qui. Prologo” apre in via eccezionale il Refettorio del complesso monumentale di Ferdinando Fuga, in fase di...
Pioggia di soldi sotto l'albero di Natale. Duecentomila euro di finanziamenti pubblici per il Comune. Che si aggiungono ai fondi...

Please publish modules in offcanvas position.