È arrivato ieri in redazione il comunicato del Movimento Articolo21, che chiarisce il loro punto di vista su quanto accaduto durante l’ultimo consiglio comunale. Lo proponiamo ai lettori in coda a questa nota, con la quale sentiamo il bisogno di esprimere il nostro disappunto nel constatare come, ancora una volta, certe lezioni della vita sembrino non essere state colte.
Non vogliamo entrare nel merito delle questioni dibattute, ma soffermarci piuttosto sulla caparbietà di alcuni membri della minoranza, ostinati a riproporre le stesse modalità – lessicali e comportamentali – di quando sedevano dall’altra parte della barricata, al “comando” della cosa pubblica. Se a sostenere e difendere certe posizioni fosse stato il solito “capoccia”, non ci saremmo stupiti. Ma quando a farlo sono giovani laureati, alcuni addirittura plurilaureati, allora sì, ci cadono davvero le braccia.
È possibile che ci si lasci ancora pungolare, come si faceva con i buoi, verso strade palesemente impercorribili e senza sbocco, guidati da un inetto spaccone? Davvero si vuole continuare a imporre quella protervia che ha caratterizzato dieci anni di amministrazione? Possibile non aver compreso che il motivo per cui i cassanesi se ne sono liberati non aveva nulla a che vedere con le appartenenze politiche – destra o sinistra c’entrano ben poco – ma con un metodo che aveva stancato tutti?
Oggi sedete sui banchi dell’opposizione. Potreste, anzi dovreste, dimostrarvi almeno più “creativi”, sia nel linguaggio sia nell’approccio alle problematiche. Vi siete mai accorti che anche molti di coloro che avete “beneficato” con assunzioni al limite della correttezza formale mal digerivano i rapporti da “padrone e sottoposto” imposti dal vostro mentore? Molti di loro hanno votato contro di voi proprio per respirare un’aria nuova: più leggera, meno oppressiva, meno schiacciata dal giudizio implacabile di una presunta e sterile superiorità.
Calmatevi. Cominciate a ragionare con la vostra testa. Prendete atto della vostra attuale posizione e, nel rispetto dei vostri elettori, provate ad avvicinarvi alla politica con un po’ più di umiltà. (Tonino Cavallaro)
Comunicato di art.21
Negli ultimi giorni, la vicenda relativa alla nomina del Responsabile del Settore Polizia Locale e del Vice-Responsabile della Polizia Municipale ha suscitato molte domande e discussioni in città.
Molti ci hanno chiesto perché, fino ad oggi, ArticoloVENTUNO non abbia preso posizione sull’interpellanza che ne contestava la legittimità.
La risposta è semplice e sta nel nostro modo di fare politica.
Prima di parlare studiamo, prima di giudicare attendiamo i fatti.
A seguito dell’interpellanza presentata sui criteri di scelta, abbiamo ritenuto doveroso analizzare con attenzione le carte e attendere la risposta ufficiale del Sindaco nelle sedi deputate. Una risposta che, a nostro avviso, è stata chiarissima, puntuale e difficilmente contestabile sul piano formale e sostanziale.
Rimaniamo invece francamente attoniti di fronte all’atteggiamento degli interpellanti che, oltre alla loro impreparazione, oggi contestano criteri e scelte politiche adottate non dall’attuale amministrazione ma ereditate da quella precedente, di cui facevano parte, senza che allora, curiosamente, nessuno ritenesse opportuno intervenire o “aprire bocca”.
Un’interpellanza segnata da evidenti lacune e forzature, che restituisce l’immagine di un approccio approssimativo e di una scarsa conoscenza del quadro normativo e amministrativo.
I disastri lasciati in eredità da quella parte politica alla nostra comunità sono sotto gli occhi di tutti.
Ma sul tema delle politiche del personale, semplicemente, non dovrebbero proferire parola.
Per anni, infatti, la stessa parte politica che oggi grida allo scandalo ha proceduto a nominare un Responsabile del Settore Polizia Locale in palese contraddizione con la giurisprudenza consolidata, la più recente delle quali è la sentenza del Consiglio di Stato del 2024. Sentenza che stabilisce chiaramente come il ruolo di Responsabile della Polizia Locale non possa essere affidato a un dirigente amministrativo privo dello status di appartenente al corpo di polizia locale.
ArticoloVENTUNO aveva già evidenziato questo problema fuori dall’aula consiliare, come semplice associazione, anni fa, ma allora nessuno sollevò obiezioni.
Ancora una volta assistiamo al tentativo, nemmeno troppo velato, del solito manovratore esterno, che forse farebbe meglio a godersi serenamente la pensione, di tirare le fila del dibattito politico cittadino cercando di monopolizzarlo.
Un copione già visto, nessuna risposta nel merito ma accuse agli altri, spostando continuamente l’attenzione.
E nemmeno tutta la loro squadra condivide questo metodo, giustamente, dato che finisce per stancare e dividere più che unire.
E puntualmente, nel “difendersi”, si scivola sul piano personale.
Anche stavolta si è passati dalle procedure alle persone, esattamente come era già accaduto quando, da parte nostra, chiedevamo conto delle strane coincidenze legate ai concorsi comunali che hanno visto risultare vincitrici quattro assessori e persone vicine all’allora amministrazione comunale.
In quell’occasione, invece di rispondere nel merito, si tentò maldestramente di spostare l’asse del discorso su altri cittadini, esponendoli al pubblico ludibrio pur di salvaguardare le proprie sodali.
Questo modo di fare politica non ci appartiene.
ArticoloVENTUNO continuerà a distinguere tra atti e persone, tra critica politica e attacchi personali, tra legittimo controllo e strumentalizzazione.
Parlare quando serve, tacere quando è giusto e intervenire solo dopo aver compreso fino in fondo i fatti è questa la nostra linea, oggi come ieri.
E la gente ha compreso chi fa politica per il bene collettivo e chi invece vuole usare la politica per colpire.
Coordinamento ArticoloVENTUNO






