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Il potere invisibile della politica locale in Calabria

cantiere non terminato.jpgNei paesi e nelle cittadine della Calabria (e non solo) la politica locale non si decide soltanto nelle urne.
Molto spesso, infatti, il vero potere è esercitato da figure che non compaiono sulle schede elettorali: i cosiddetti consiglieri occulti o "consigliori".
Non partecipano direttamente alle competizioni elettorali, ma incidono in modo decisivo sulla scelta dei candidati e sulla qualità degli eletti, questi ultimi possono trovarsi nella maggioranza o nella minoranza dei consigli comunali o regionali, ma quasi sempre occupano posizioni strategiche, in grado di orientare le decisioni più rilevanti dell’amministrazione.
Quando questi soggetti gravitano nell’area di governo di un ente, il loro peso diventa determinante soprattutto nella gestione finanziaria. Influenzano la politica degli investimenti, indirizzano la realizzazione di infrastrutture e condizionano le scelte relative agli appalti pubblici.
I beneficiari, nella maggior parte dei casi, sono aziende e professionisti “segnalati”.
I consiglieri occulti sono spesso imprenditori di una certa importanza. La loro attività consente rapporti continui con centinaia di persone appartenenti a diversi ambienti sociali e, non di rado, anche con soggetti riconducibili alla criminalità organizzata.
Il contatto tra politica e ambienti malavitosi raramente avviene in modo diretto. La mediazione è affidata proprio a queste figure di collegamento, capaci di muoversi tra interessi economici, consenso elettorale e affari.
Il meccanismo è noto.
Le amministrazioni coinvolte tendono a puntare su grandi opere pubbliche, spesso molto costose e non sempre realmente utili alla collettività. L’arrivo di finanziamenti pubblici diventa così l’occasione per attivare un circuito di favori e contropartite.
In fase di appalto vengono privilegiate le imprese indicate dai consiglieri occulti, che successivamente provvedono a redistribuire tangenti, provvigioni e vantaggi economici ai soggetti coinvolti.
Quando i fondi statali tardano ad arrivare, gli amministratori anticipano il denaro utilizzando le casse dell'ente. Un modo per garantire liquidità immediata all’impresa e, allo stesso tempo, assicurarsi la propria parte.
Se poi l’opera resta incompiuta o i conti dell’ente precipitano, poco importa. In caso di cambio di maggioranza, i problemi ricadranno sugli amministratori successivi. L’affare, intanto, è già stato concluso.
Non mancano neppure le assunzioni di favore. Gli imprenditori, per “riconoscenza”, assumono uno o più soggetti segnalati — spesso privi di mansioni reali — che percepiscono comunque uno stipendio.
È uno dei sistemi più diffusi di collusione tra politica, imprenditoria e criminalità organizzata — mafia, ’ndrangheta o camorra — senza distinzioni ideologiche.
Negli affari non esistono destra o sinistra: conta soltanto il profitto.
Alla base di questo sistema operano spesso figure politiche minori: consiglieri comunali, funzionari di partito, portaborse. La selezione avviene secondo criteri precisi: scarsa autonomia di pensiero, limitata competenza, forte dipendenza da chi muove realmente i fili.
In molti casi non è nemmeno stupidità, ma insipienza: mancanza di consapevolezza, incapacità di comprendere il contesto, disinteresse verso il bene pubblico. Una condizione che può facilmente essere mascherata da furbizia o apparente scaltrezza.
Ed è qui che si chiude il cerchio.
Perché mentre una parte dei cittadini sceglie di non votare, convinta che “tanto nulla cambia”, altri continuano a occupare quegli spazi lasciati vuoti.
Con una domanda che resta aperta:
l’astensione è davvero una forma di intelligenza civica — o è semplicemente il miglior alleato di questo sistema?

Appendice – Una breve digressione di livello localistico

 

È davvero difficile individuare, a livello comunale, situazioni come quelle descritte?
La mia risposta è no.

Basta un minimo di buona volontà e un autentico senso di giustizia. Occorre però sapersi liberare da condizionamenti personali: amicizie, parentele, consuetudini e appartenenze a questa o quella corrente politica.

Serve osservare i fatti con distacco, analizzare comportamenti, decisioni amministrative e risultati concreti. Solo così è possibile formarsi un giudizio lucido e scegliere consapevolmente se valga la pena continuare a concedere fiducia all’uno o all’altro dei competitor politici.

Antonio Michele Cavallaro

Libero pensatore

 

PS: Ogni riferimento a persone e fatti accaduti NON è casuale.

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