A Villapiana la bagarre politica (?) è iniziata prima ancora del gong d’inizio. È il tempo dei pettegolezzi, delle illazioni, dei chiarimenti e delle prese di posizione: si misura la forza dei contendenti, si studiano le mosse, si sceglie il cavallo su cui puntare. Il programma di governo può attendere: se ne parlerà strada facendo. Per ora conta altro, molto più concreto, il vantaggio personale che, in qualche modo, si riuscirà ad accaparrarsi.
Osservare ciò che accade in un “paesino” di circa 5.600 residenti e 3.500 elettori, in pieno clima pre-elettorale, è interessante e, bisogna ammetterlo, anche divertente. L’ultima amministrazione, guidata dall’ing. Vincenzo Ventimiglia, è caduta dopo appena un anno e mezzo. Al suo posto il commissario prefettizio, che ha già messo le mani avanti: accantonamento preventivo di 12 milioni di euro per pendenze, leggasi debiti, che appaiono tutt’altro che ipotetiche.
Tradotto: chi sarà chiamato a governare avrà da subito più di una grana da risolvere. Il dissesto finanziario dell’ente non è uno scenario remoto; anzi, a bassa voce, qualcuno lo considera persino inevitabile.
Eppure, di questo si parla poco o nulla. È il momento del ‘quid pro quo’, del ‘do ut des’, per meglio esplicitare “Io ti do e tu mi dai”.
Così non stupisce che le appartenenze partitiche passino in secondo piano, lasciando spazio a composizioni multicolore che, più che a una visione politica, ricordano certe opere di arte contemporanea, roba da MOM di N.Y.
Venendo ai fatti: al momento sono due i candidati alla carica più alta del pubblico consesso
villapianese. Da una parte l’avv. Paolo Montalti, pervicace e combattivo, sostenuto da Forza Italia con la benedizione dell’assessore regionale Gianluca Gallo; dall’altra la dott.ssa Mariolina De Marco, giovane, determinata e sicura di sé, già in area salviniana alle ultime regionali.
Due figure riconducibili alla stessa area politica che, sulla carta, avrebbero potuto anche convergere. Ma il passato pesa, e certe dinamiche maturate durante le due sindacature di Montalti rendono questa ipotesi impraticabile.
A sorprendere, semmai, è stata la posizione del PD locale, che ha scelto di sostenere De Marco per “contribuire ad un progetto civico che tracci una profonda discontinuità con percorsi amministrativi e politici che riteniamo ormai superati. - e continua - Riteniamo utile, sulla base di valori e principi comuni nei quali ci rispecchiamo, continuare a lavorare nella costruzione di questo progetto, nel quale il ruolo del nostro partito possa trovare spazio e riconoscimento per il lavoro svolto in questi anni”.
Una scelta che non è passata inosservata. Il circolo di Rifondazione Comunista di Trebisacce ha reagito duramente: “A nome delle vere Sinistre Unite del territorio denunciamo questa scelta come populista e politicamente assurda. Il Pd cosentino e quello regionale sono a conoscenza dell’accordo con un importante rappresentante della Lega qui nell’Alto Jonio? Lo approvano? Hanno intenzione di intervenire oppure a Villapiana ci sarà il più indegno dei ‘tana libera tutti’?”.
Dal canto suo, De Marco rivendica la natura trasversale del progetto:
“sta costruendo una lista civica rivoluzionaria, con il contributo concreto di tutti gli attori sociali e politici locali, per radunare le migliori menti e i migliori cuori in un unico grande progetto per il futuro di Villapiana. Questo progetto politico vuole rompere definitivamente gli steccati tradizionali della politica locale, abbracciando con forza la pluralità di sensibilità della comunità villapianese. (…) e si presenta alla competizione elettorale libera da legami partitici, e con questa libertà di espressione ha deciso di aprire le porte a tutte le forze del territorio, segnando un percorso innovativo e lontanissimo dalle logiche del passato.”
Parole che dovrebbero dissipare i dubbi sulle alleanze “innaturali”, ma non bastano a convincere tutti. Ancora Rifondazione insiste:
“Una Giunta comunale oggi non gestisce solo buche delle strade e aiuole, partecipa alla lotta della propria periferia per la sanità pubblica, per i troppi disagi sui trasporti, per le condizioni geologiche drammatiche del territorio. Con chi dialogherà l’eventuale sindaca De Marco? Che posizioni avrà su servizi, legalità, rispetto della costituzione, inclusione, lavoro? Quali “grandi elettori” appoggeranno una lista di centrodestra assai “allargato” con il Pd dentro, non si sa con che ruolo, forza e contributo? “
La replica arriva dalla stessa candidata: “Il sostegno ricevuto sin dalle prime battute di questa campagna elettorale è sintomo di una forza propulsiva trasversale, capace di aggregare e non dividere, in grado di costruire e non di distruggere.”
Ma qualche crepa emerge anche nel fronte di Forza Italia. La dott.ssa Rita Portulano, già consigliere e assessore con Montalti, prende le distanze dal metodo adottato dal commissario locale:
“In qualità di membro e tesserata di Forza Italia a Villapiana, esprimo formale dissenso e non accettazione del metodo adottato dal Commissario cittadino, il quale ha arbitrariamente espresso una linea politica senza la preventiva convocazione dell’assemblea dei tesserati. Non è solo una mancanza formale: è una scelta che esclude, divide e indebolisce la comunità.”
Un segnale chiaro: una parte dell’elettorato azzurro non digerisce la candidatura Montalti, anche se nel comunicato il riferimento resta implicito.
Il quadro, nel complesso, è quello di un vero papocchio: destre contrapposte e una sinistra che sceglie di convergere con una delle due. Vista da fuori, una miscela difficilmente digeribile. Ma chi conosce il territorio sa che le logiche sono altre.
Qui pesano più i rapporti personali che le etichette politiche: la fiducia si costruisce sulla conoscenza diretta, sulle capacità professionali, sull’empatia, talvolta semplicemente sulla voglia di cambiare.
La partita, comunque, è ancora aperta. C’è tempo per nuovi ingressi e ulteriori sviluppi. Qualche giorno in più e il quadro sarà più chiaro.
Antonio Michele Cavallaro







