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2 Giugno 1946: quando la Calabria preferì la Monarchia

scheda 1946.jpgOgni anno il 2 giugno l'Italia celebra la Festa della Repubblica. È una delle date più rilevanti della nostra storia: nel 1946 gli italiani furono chiamati alle urne per scegliere tra Monarchia e Repubblica, decidendo quale forma avrebbe avuto lo Stato dopo la guerra e dunque alla fine del fascismo.

A livello nazionale vinse la Repubblica, ma in Calabria il risultato fu molto diverso.

Nelle tre province calabresi dell'epoca la maggioranza degli elettori votò infatti per mantenere la Monarchia. A Cosenza, su 301.451 votanti, la Monarchia ottenne 159.707 voti contro i 125.092 della Repubblica. A Catanzaro la forbice fu ancora più ampia: 175.496 voti per la Monarchia e 119.187 per la Repubblica. A Reggio Calabria il divario più netto, con 179.100 preferenze monarchiche contro 94.148 repubblicane.

Numeri che oggi sorprendono però raccontano bene il clima di quegli anni. Il mondo usciva da un conflitto devastante e il desiderio principale di molti cittadini era ritrovare stabilità e sicurezza. In gran parte del Mezzogiorno la Monarchia rappresentava ancora un punto di riferimento familiare, mentre la Repubblica appariva come una novità tutta da costruire.

Ottant'anni dopo, quel voto continua ad incuriosire e a far dibattere. Non per mettere in discussione una scelta consegnata alla storia, ma per capire come fosse diversa l'Italia del dopoguerra.

Guardando ai risultati del referendum, qualcuno si chiede se il Sud abbia poi ricevuto le giuste risposte dalla nuova Italia repubblicana. È una domanda legittima se pensiamo ai territori che ancora oggi affrontano problemi legati alle infrastrutture, al lavoro e allo spopolamento.

Ad ogni modo è difficile sostenere che le fortune o le difficoltà del Mezzogiorno siano il frutto di quel voto perché a ragion del vero durante la Repubblica sono arrivati importanti investimenti e interventi pubblici che hanno contribuito alla crescita di molte aree meridionali.

Forse la domanda più appassionante è un'altra: cosa ci ricorda oggi quel risultato? Ci racconta che nel 1946 esistevano sensibilità diverse all'interno del Paese e che gli italiani, pur condividendo le stesse speranze di pace e ricostruzione, immaginavano il futuro in modi differenti.

I calabresi che votarono per la Monarchia non votarono contro l'Italia che sarebbe nata. Esprimevano semplicemente una visione diversa in un momento storico straordinario. Nel momento in cui la Repubblica divenne realtà, la Calabria contribuì come tutte le altre regioni alla costruzione del nuovo Paese.

Per questo il 2 Giugno non è soltanto la festa della Repubblica ma anche il ricordo di una scelta democratica che vide gli italiani confrontarsi, dividersi e poi ritrovarsi all'interno di una stessa anima nazionale.

Tra quelle belle pagine di storia c'è anche la Calabria, una terra che nel 1946 scelse la Monarchia, ma che da allora ha condiviso, con luci e ombre, il lungo cammino della Repubblica italiana.

Christian RULLO

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