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Cassano - Casa Serena, l'allarme sul personale: chi garantisce oggi l'assistenza agli anziani?

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Casa Serena 2 1Le numerose segnalazioni giunte in redazione ci spingono a saperne di più sulla situazione della struttura. Non è un attacco a Casa Serena, ma la richiesta che possa continuare a svolgere il suo ruolo al servizio degli anziani di Cassano

Ci sono situazioni sulle quali, quando arrivano più segnalazioni provenienti da persone diverse, non è possibile far finta di niente. È quello che sta accadendo in questi giorni con Casa Serena, la struttura che storicamente rappresenta per Cassano Ionio un punto di riferimento nell'assistenza agli anziani.

Alla nostra redazione sono giunte numerose segnalazioni da parte di familiari di persone ospitate nella struttura, alle quali si sono aggiunte dichiarazioni e preoccupazioni raccolte tra alcuni dipendenti. Non intendiamo trasformare queste segnalazioni in verità assolute, né tantomeno alimentare allarmismi. Proprio per questo abbiamo cercato di verificare quanto ci è stato riferito attraverso la documentazione in nostro possesso.

Ed è proprio la lettura di alcuni documenti a suggerire che le preoccupazioni espresse non siano un episodio isolato, ma riguardino soprattutto la disponibilità di personale necessario a garantire la continuità dell'assistenza.

La questione non è di poco conto. Casa Serena è una struttura accreditata dalla Regione Calabria come Casa Protetta per Anziani R3, per 24 posti letto. L'accreditamento è stato rinnovato nel novembre 2024. La normativa regionale stabilisce precisi requisiti organizzativi e di personale per questo tipo di struttura.

Per un modulo di 30 posti sono previsti, tra le altre figure professionali, 2,5 infermieri e 8 operatori socio-sanitari, oltre alle altre professionalità necessarie. Sono standard che non possono essere considerati una semplice indicazione burocratica: sono collegati alla possibilità stessa di garantire agli ospiti il livello di assistenza previsto per una struttura di questo tipo.

la nostra preoccupazione nasce proprio da questo

Da documenti in nostro possesso emergevano già nella primavera di quest'anno segnalazioni relative alla difficoltà di garantire un adeguato numero di operatori nei diversi turni. Nel mese di aprile veniva evidenziata, tra l'altro, la difficoltà di assicurare contemporaneamente l'assistenza agli ospiti non autosufficienti, l'igiene personale, la distribuzione dei pasti e le altre attività proprie degli OSS, con la necessità di un rafforzamento dell'organico.

A distanza di alcuni mesi, le segnalazioni che ci sono pervenute descrivono una situazione che desta ulteriori preoccupazioni soprattutto sul versante infermieristico. Secondo quanto riferito alla nostra redazione, la presenza infermieristica sarebbe oggi ridotta a una sola unità con rapporto part-time, con il rischio che, in caso di ferie, riposo o malattia, venga meno la continuità del servizio.

Se questa situazione fosse confermata, sarebbe una questione sulla quale gli organismi competenti dovrebbero necessariamente fare chiarezza.

Ancora più delicata è l'altra segnalazione secondo cui, in assenza dell'infermiere, alcune mansioni, compresa la somministrazione dei farmaci, verrebbero svolte dagli OSS. Non intendiamo dare per accertato un fatto che deve essere verificato, ma riteniamo che proprio la delicatezza della questione renda doverosa una risposta da parte di chi ha la responsabilità della struttura e degli organismi sanitari competenti.

C'è poi un altro elemento che merita attenzione. Nel maggio scorso Casa Serena aveva fatto ricorso al Centro per l'impiego regionale per la ricerca di un infermiere. Anche questo è un dato documentale che conferma come il problema dell'organico infermieristico non sia nato oggi.

A questo punto la domanda che poniamo non è rivolta contro qualcuno. È rivolta a tutti coloro che hanno responsabilità nella gestione e nella vigilanza della struttura: qual'è oggi l'organico effettivamente presente a Casa Serena? È sufficiente a garantire i requisiti previsti per una Casa Protetta R3? Come viene assicurata la continuità dell'assistenza quando uno degli operatori è assente?

Sono domande alle quali riteniamo sia necessario rispondere con dati e documenti, non con polemiche.

Casa Serena va difesa, non indebolita

C'è un punto sul quale vorremmo essere molto chiari. Il nostro intervento non nasce dal desiderio di mettere in discussione Casa Serena. Esattamente il contrario.

Casa Serena rappresenta un patrimonio importante per Cassano Ionio e per le famiglie che vi affidano i propri anziani. Una struttura di questo genere ha bisogno di essere messa nelle condizioni di funzionare bene, con personale sufficiente, professionalità adeguate e una gestione capace di affrontare tempestivamente le difficoltà.

Se esistono problemi nell'organico, questi vanno affrontati. Se esistono carenze, vanno colmate. Se esistono difficoltà nell'accreditamento, vanno conosciute e risolte per tempo.

Quello che non possiamo permetterci è che una struttura così importante arrivi a perdere, per carenze organizzative o di personale, il riconoscimento necessario a continuare a svolgere la propria funzione.

Queste sono le motivazioni per cui abbiamo deciso di parlarne. Non per chiudere Casa Serena, ma perché Casa Serena possa continuare ad esserci. Non per mettere sotto accusa gli operatori, che anzi sono i primi a dover essere messi nelle condizioni di lavorare serenamente, ma per chiedere che vengano garantiti loro gli strumenti e il personale necessari.

Alimentare contrapposizioni politiche non ci interessa, ma vorremmo che le istituzioni competenti facessero la propria parte. Sarebbe veramente grave se Casa Serena dovesse fare la stessa fine della Clinica Madonna delle Grazie di Sibari.

Le segnalazioni che abbiamo ricevuto meritano dunque una risposta. La chiediamo pubblicamente, nell'interesse degli anziani ospitati, delle loro famiglie, dei lavoratori della stessa Casa Serena e di tutti i cittadini dell'intero comprensorio.

La redazione