Ci sono promesse che il tempo non cancella. Le sospende soltanto, in attesa che qualcuno trovi la forza di mantenerle.
Nel giugno del 2024 il carissimo amico Alfredo Bruni, poeta e scrittore di rara sensibilità, mi affidò il manoscritto di una raccolta di poesie dal titolo Una lettera senza conseguenze, chiedendomi di curarne la stampa, cosa che avevo già fatto in precedenza curando la stampa de "Poesie degli ultimi minuti". Accettai quell'incarico con entusiasmo, ben consapevole del valore umano e letterario delle sue composizioni.
Il destino, però, aveva in serbo un percorso diverso. La malattia che da tempo affliggeva Alfredo si aggravò rapidamente fino a portarlo via nel 2025. Quasi nello stesso periodo anch'io fui colpito da un ictus che mi costrinse a interrompere ogni attività. Due eventi dolorosi e imprevedibili impedirono che quella raccolta vedesse la luce secondo il desiderio del suo autore.
Oggi, mentre riprendo in mano quelle pagine, sento che quell'impegno non è venuto meno. Al contrario, è diventato ancora più forte. Pubblicare questi versi significa mantenere una promessa fatta a un amico e, soprattutto, consegnare ai lettori la testimonianza di un uomo che ha saputo trasformare la propria esperienza di vita in poesia.
Una lettera senza conseguenze non è soltanto il titolo della raccolta. È anche una chiave di lettura dell'universo poetico di Alfredo Bruni, fatto di sentimenti profondi, riflessioni esistenziali, ricordi, speranze e quella delicata malinconia che attraversa le sue pagine senza mai cedere allo sconforto. Le sue parole parlano al cuore con semplicità, perché nascono dalla verità della vita vissuta.
La poesia che segue, che dà il titolo all'intera raccolta, rappresenta idealmente il cuore del libro. È la voce di Alfredo che continua a parlarci, come se quella lettera fosse finalmente giunta a destinazione. Forse non esistono davvero lettere senza conseguenze: quando sono scritte con sincerità, trovano sempre qualcuno disposto ad ascoltarle.
A lui, amico leale e poeta autentico, dedico queste pagine, con l'affetto e la gratitudine di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo.
Ti scrivo una lettera senza conseguenze.
Poi, diciamo giovedì sera,
quando torno dal lavoro,
mi darai una risposta.
La posta è lenta,
ma se ottengo una risposta
vuol dire che la lettera è arrivata.
Mi dirai se hai pensato
a quando ci siamo incontrati,
se il tuo corpo ha provato un fremito
o solo un brivido gelato,
io ti ricorderò che abbiamo scritto insieme
le poesie, rotolandoci nel fiume di ricordi
e di passione. Bagnato era il nostro amore
di sangue e speranze senza tempo,
le mani frugavano gli spazi immensi
e la bocca, la bocca diceva sillabe di tormento.
Affanni correvano sul cuscino
e occhi dentro gli occhi
disegnavano futuri improbabili,
tra le grida che dicevano che non bastava mai.
Venne anche la morte
e noi la invitammo a cena,
ricordi le sue vene senza sangue?
Ma venne il giorno che incominciammo a scrivere
poesie diverse
e sul cuscino solo l’impronta di un ricordo,
sul lenzuolo si asciugò l’amore
e la partenza verso una patria inesistente.
Ora torno a casa e porto amori diversi
ogni notte, ogni notte diverso,
ma le poesie più belle le scriverò domani.
Aspetto tuo cortese riscontro,
ma se giovedì non mi rispondi
significa che sei morta
e io che so creare mondi di carta
bianca e sporca come la poesia più bella,
non so far resuscitare il silenzio,
solo agli dei appartiene il nulla,
al poeta appartiene la parola.
A giovedì, ma senza implorarti.
Alfredo Bruni (Sibari 30 marzo 2014)






