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Un viaggio nel futuro... con Antonio Canonico

stazione di partenza spaziale.pngOgni tanto diamo spazio agli scritti di amici ed amiche che riescono a dare emozioni e soprattutto quando riescono a far riflettere oltre che a intrattenere. Quello che segue è un racconto del caro amico e poeta Antonio Canonico, che ci accompagna in un futuro lontanissimo: l'anno 2984. Un futuro immaginario, certo, ma costruito partendo da problemi molto reali, di cui sentiamo parlare ogni giorno: cambiamenti climatici, risorse sempre più scarse, crescita della popolazione e decisioni affidate ai potenti della Terra.

Antonio affronta questi temi con la fantasia propria della narrativa distopica, mescolando provocazione, ironia e qualche inevitabile esagerazione, proprio come fanno i grandi racconti di fantascienza quando vogliono indurre il lettore a fermarsi un momento e a riflettere. Non aggiungiamo altro, per non togliervi il piacere della scoperta. Vi invitiamo soltanto a mettervi comodi, lasciare da parte, per qualche minuto, la realtà di oggi e seguire Antonio in questo singolare viaggio nel futuro. Buona lettura!

Liberiamo l’ossigeno

Anno domini 2984, le cime più alte della catena alpina, in pieno periodo invernale, mostrano crudamente le loro guglie calve. Il dorso selvoso, di un tempo non lontanissimo, delle alpi centrali e orientali hanno perso completamente il loro pelo e in lontananza sembrano la schiena spelacchiata di un cinghiale sofferente, ammalato di asma e moribondo. Le guglie più alte, per effetto dell’erosione degli agenti atmosferici, non tanto per la pioggia che ormai non cade da anni, ma per il sole sempre più cocente e per i forti venti di scirocco ormai sempre più frequenti, si sgretolano sempre più e la loro altezza, dice il GPS, si è ridotta, nell’ultimo venticinquennio, di oltre venticinque centimetri. Sul lato destro, fino ai monti del Caucaso e su quello sinistro fino alla catena dei Pirenei, già dal mese di aprile, hanno perso l’aspetto immacolato, di un tempo, e persino quello zebrato, più recente, delle sole bianche strisce di neve che ne ornavano il dorso e ne riflettevano i raggi solari in un riverbero di mille colori. Non più arcobaleni, si è rotto il patto tra il Supremo e l’uomo!

Lo stesso effetto, ma anche più marcato se vogliamo, lo verifichiamo sulle vette dell’Himalaia e dell’Everest. I ghiacciai si sono ridotti di oltre la metà della roro superficie. La temperatura media del pianeta è aumentata di oltre tre gradi e mezzo rispetto agli anni duemila a causa delle emissioni e per effetto serra. La superficie delle acque copre ormai i duevirgolacinque terzi della superficie del pianeta e la desertificazione continua ad avanzare inesorabile fino al trentasettesimo parallelo, gli impianti agrosilvanoproduttivi li stiamo spostando sempre più a nord. Siamo stretti tra due fuochi: da una parte l’impronta ecologica cresce a dismisura, dall’altra alla citata riduzione della superficie delle terre emerse si aggiunge la crescita allarmante della popolazione planetaria.

La situazione è così delicata da creare nelle popolazioni una condizione di allarme e di panico assai diffuse. Come sempre avviene da dieci secoli a questa parte, gli scienziati che si sono sempre riuniti con frequenza annuale con le loro conferenze sul clima, dopo l’ultima del novembre appena passato hanno sentito l’impellente necessità di riunirsi nuovamente la settimana scorsa, questa volta in Patagonia, nelle Ande meridionali, proprio alle pendici di quello che resta del grande “Campo di Ghiaccio” dell’America meridionale. Dopo cinque giorni di discussioni e di confronti accesissimi hanno passato la palla all’ONU sottoponendo il deliberato alle iniziative dei “grandi” della Terra. I Grandi della Terra, a loro volta, dopo approfondita discussione hanno sottolineato tutta la preoccupante drammaticità dello “stato dell’arte” ma non sono addivenuti a nessuna soluzione pragmatica. E’ di oggi la notizia che il presidente degli USA e della Cina, che hanno disatteso la conferenza non partecipandovi, si sono resi promotori di un incontro con gli scienziati della World Organization for a Healthy Planet and the Humanity Survival (organozzazione mondiale per la salubrità del pianeta e della sopravvivenza umana, una lobby americana molto potente, soprattutto dal punto di vista economico, che ha legami con il “Greatest Economics Resources Center” a cui sono affiliati, per interessi economici, Francia, Inghilterra e Spagna in ordine di potenza di sodalizio, hanno partorito una soluzione davvero originale attraverso l’emissione di una delibera internazionale dal contenuto più unico che raro, panacea di tutti i mali: la soppressione umana! La cosa per certi versi si è già verificata nel corso della storia sia per gli esseri umani, in Germania, che per i cammelli “scorreggioni”, in Australia. Cosicché oggi 01.05.2984, la WOHPHS ha diramato la delibera 01.05.2984 in base alla quale, nel breve volgere di sessanta giorni, tutti i paesi membri della WOHPHS, devono annunciare il loro piano d’azione per ridurre il solo consumo di ossigeno di un miliardo di tonnellate all’anno, per il secolo a venire.

I paesi membri che hanno assunto questo impegno di grande portata morale oltre che scientifica sono America, Francia Inghilterra e Spagna con diritto di guida e di veto per l’America, paese capofila. Resta inteso, nella delibera, che ogni paese membro può esercitare il proprio diritto nell’ambito del proprio territorio nazionale o dei propri domini imperiali, ad eccezione dell’America che può esercitare il proprio diritto esecutivo su tutti i paesi del mondo.

Gli scienziati della WOHPHS sono già a lavoro per determinare quali e quanti individui devono essere soppressi, tra l’altro con i metodi ritenuti più idonei escluso la gassificazione. I calcoli sono già belli e fatti, siccome ogni individuo respira mediamente 600 litri circa di ossigeno al giorno, per ottenere i risultati prefissati, bisogna sopprimere dai tre ai quattro miliardi di persone, possibilmente di giovane età. Considerato che allo stato attuale la popolazione mondiale è di 15 miliardi di individui, se necessario, si potrà anche aumentare la percentuale delle soppressioni. Questo è quanto dichiarato dal presidente del paese capofila il quale ha anche comunicato che come metodo alternativo alla soppressione si può utilizzare il trasferimento su Marte delle persone in esubero, ovviamente a proprie spese.

La compagnia per i voli interplanetari è stata presa letteralmente d‘assalto e le liste delle prenotazioni sono già chilometriche: quattro, cinque miliardi di prenotazioni sono davvero tantissime e per poterle soddisfare, con l’attuale flotta disponibile sul mercato, occorreranno circa novant’anni. Intanto la WOHPHS si è già resa disponibile a finanziare con la modica cifra di 1000.000.000.000.000 di dollari il GERC per il potenziamento della sua flotta interplanetaria.

Antonio Canonico

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