Una raccolta di poesie, pensieri e suggestioni che ci invita a guardare l’altro non come un’idea, ma come una presenza capace di cambiare la nostra vita.
Ci sono libri che nascono da un progetto editoriale e finiscono per diventare qualcosa di più: un’occasione per fermarsi, guardarsi intorno e interrogarsi su ciò che, nel corso della vita, abbiamo ricevuto dagli altri. (foto a lato: da sin. Antonella Marino, Luigi Zangaro, Ottavio Marino, Gianni Mazzei, Tullio Masneri)
Credo che questa sia la sensazione che accompagna la lettura di Doppio riflesso – L’amico, l’altro te stesso, l’antologia curata da Luigi Zangaro e presentata venerdì 30 ottobre nella sala convegni “Don Lorenzo Milani” di Sibari, messa gentilmente a disposizione dalla municipalità di Cassano Ionio.
Alla presentazione era presente l’assessore alla Cultura Ottavio Marino, che ha portato i saluti del sindaco Gianpaolo Iacobini e ha ribadito, nel suo breve ma efficace intervento, l’importanza della cultura per la promozione e la crescita del territorio.
Il titolo suggerisce già una direzione. L’amico è l’altro, ma è anche, in qualche modo, una parte di noi. Non perché debba necessariamente pensarla come noi, condividere le nostre scelte o confermare le nostre convinzioni. Piuttosto perché, attraverso l’incontro, la vicinanza, talvolta il conflitto e persino la distanza, l’altro lascia dentro di noi qualcosa che prima non c’era.
Questo, secondo me, é il filo che attraversa le pagine del volume: l’amicizia non come definizione da consegnare al lettore, ma come esperienza da riconoscere.
Le tracce che gli altri lasciano
Quando si parla di amicizia, si rischia facilmente di ricorrere a parole grandi e formule rassicuranti. La fedeltà, la lealtà, la condivisione, la presenza. Tutte parole importanti, naturalmente, ma che acquistano un significato autentico soltanto quando si traducono in gesti concreti.
Un’amicizia può manifestarsi in una telefonata inattesa, in una mano tesa nel momento del bisogno, in una parola che arriva quando non si sa più cosa dire. Può essere una presenza discreta, oppure un ricordo che continua ad accompagnarci anche quando la persona che lo ha generato non è più accanto a noi.
È da questa dimensione concreta che nasce anche il mio contributo alla raccolta. Nella poesia Il riflesso dell’altro non ho cercato di elaborare una teoria dell’amicizia, né di affrontarne il significato da un punto di vista filosofico o esistenziale. Ho semplicemente pensato alle persone che, per ragioni pratiche e umane, hanno lasciato tracce indelebili nella mia vita.
C’è chi chiamava nelle ore più strane, magari soltanto per chiedere se stessi dormendo. C’è un compagno di ventura che, ferito, mi trascinò per chilometri, mi salvò e che non rividi più. C’è chi mi porse un assegno quando mi vide disperato, senza bisogno di aggiungere parole. E c’è una donna che mi offrì un fiore mentre piangevo una perdita importante.
Non sono definizioni dell’amicizia. Sono ricordi, per questo penso che ciascuno di noi, se si concede il tempo di ripensare alla propria esistenza, può ritrovare persone che hanno rappresentato un sostegno, una svolta, una presenza decisiva. Talvolta sono rimaste accanto a noi per anni; altre volte sono passate soltanto per un tratto di strada. Ma il loro passaggio non è stato inutile.
L’amicizia non è soltanto vicinanza
La raccolta non si esaurisce in una celebrazione dell’amico presente. Tra le sue pagine trovano spazio anche la lontananza, la perdita, il ricordo, il bisogno di ascolto e la possibilità di ritrovare un legame oltre il tempo e le circostanze.
È un aspetto che merita attenzione. L’amicizia non coincide necessariamente con la frequentazione quotidiana, né si misura soltanto dalla durata di un rapporto. Ci sono legami che resistono alle distanze e altri che, pur interrompendosi, continuano a vivere nella memoria.
Non sempre l’amico è colui che rimane. A volte è colui che, nel momento in cui ne avevamo bisogno, ci ha aiutato a proseguire. E non sempre la sua importanza si manifesta immediatamente: può accadere di comprenderla soltanto molti anni dopo, quando un ricordo riaffiora e ci restituisce il senso di un gesto.
In questo intreccio di presenze e assenze, la poesia trova uno spazio particolarmente adatto. Non pretende di risolvere le contraddizioni dell’esperienza umana, ma le accoglie. Può parlare di un’amicizia perduta senza cancellarne il valore, di una solidarietà ricevuta senza trasformarla in un debito, di una vicinanza che non ha bisogno di essere continuamente dichiarata.
Un libro che dialoga con altre storie
Accanto ai componimenti poetici, Doppio riflesso propone testi e richiami a opere cinematografiche e letterarie. Il lettore incontra così altre storie di amicizia, altri modi di rappresentare la vicinanza tra esseri umani.
Il cinema, la letteratura e la poesia condividono, in questo caso, una possibilità: quella di farci riconoscere in esperienze che non sono le nostre. Un personaggio, una vicenda o una frase possono diventare lo specchio di qualcosa che abbiamo vissuto, oppure aiutarci a comprendere ciò che ancora non conosciamo.
La scelta di accostare linguaggi differenti amplia il campo della riflessione. L’amicizia non appartiene a una sola stagione della vita, a una sola cultura o a un’unica forma di relazione. Si manifesta in modi diversi, ma conserva una capacità comune: rendere meno solitaria la nostra esperienza del mondo.
Anche l’immagine di copertina, realizzata da Emanuele Attadia, contribuisce a questo dialogo. L’opera non è soltanto un elemento grafico che accompagna il volume: si inserisce nel suo percorso, suggerendo che l’incontro con l’altro passa anche attraverso l’empatia, la vulnerabilità e la cura.
Un progetto che nasce da una relazione
Conosco Luigi Zangaro dal 1985, da quando lavoravo a Rossano. In questi anni ho avuto modo di apprezzarne il percorso di tipografo, editore e autore, oltre alla sua attenzione per la poesia e per le iniziative culturali.
La nascita di questa antologia è coerente con un modo di intendere la cultura non come esercizio solitario, ma come occasione di incontro. Un libro collettivo, infatti, non è soltanto la somma dei testi che contiene: è anche il risultato di una scelta, di un invito, della disponibilità di persone diverse a condividere una parte del proprio mondo.
La serata è stata accompagnata dalla conduzione sobria e garbata di Antonella Marino e dagli interventi di quanti hanno contribuito a dare forma al progetto: il curatore Luigi Zangaro, il prefatore Gianni Mazzei, Tullio Masneri del Parco Archeologico di Broglio e l’artista Emanuele Attadia, autore del dipinto di copertina Nelle pieghe dell’empatia. Ognuno, attraverso il proprio contributo, ha aggiunto una prospettiva all’incontro, che ha visto la partecipazione degli autori e di quanti hanno condiviso questa esperienza culturale.
Un momento particolarmente suggestivo è stato quello dell’improvvisazione teatrale, curata dal regista Renato Pagliuso e dall’attore Luca Attadia: la parola poetica ha così abbandonato, per qualche istante, la pagina scritta, facendosi voce, interpretazione ed emozione. Un modo diverso di avvicinarsi ai testi e di restituirne la forza espressiva.
Non è necessario che tutti gli autori affrontino l’amicizia nello stesso modo. Anzi, la pluralità degli sguardi è uno degli elementi che rendono interessante una raccolta come questa. Ogni voce porta con sé una sensibilità, un’esperienza e una diversa interpretazione del rapporto umano.
Guardare insieme l’infinito
Tornando al titolo, Doppio riflesso, mi piace pensare che l’amicizia sia proprio questo: un riflesso che non ci restituisce soltanto la nostra immagine, ma ci permette di vedere qualcosa che da soli non avremmo visto.
Nella mia poesia ho scritto di chi, già greve d’anni come me, mi abbraccia quando mi vede, sorride quando gli parlo, mi tende la mano nei miei passi incerti e mi si affianca in silenzio per guardare insieme l’infinito.
È un’immagine semplice, forse persino fragile. Ma contiene una verità che non ha bisogno di essere spiegata troppo: a volte, nella vita, non occorre che qualcuno ci indichi la strada o ci offra una risposta. Basta che cammini accanto a noi.
Il valore di una raccolta come questa, quindi, non sta soltanto nelle poesie che ospita, né nella riflessione che propone. Sta anche nella possibilità di farci tornare alla nostra esperienza personale, ai nomi che ricordiamo, ai gesti che non abbiamo dimenticato, alle persone che ancora oggi ci accompagnano.
Quante persone, spesso senza saperlo, hanno contribuito a farci diventare ciò che siamo?
Doppio riflesso lascia questa domanda al lettore e nel cercare una risposta, ciascuno di noi, forse, finirà per ritrovare il volto di un amico.
Appendice – Gli autori e i componimenti
Elenco dei poeti e dei testi poetici presenti nella raccolta, riportati secondo l’ordine del volume.
- Antonella Marino – La crasi dell’amicizia
- Pina Antonucci – Confini di luce
- Giuseppe Blefari – Per un’amica che se ne va
- Pierfranco Bruni – Lettera mai spedita a un amico
- Angela Campana – Acque salate
- Antonio Canonico – La voce del vento
- Michele Antonio Cavallaro – Il riflesso dell’altro
- Giovanna Curia – Oltre il tempo
- Carmencita De Leo – Il filo invisibile
- Valeria Francese – Ciò che resta
- Francesco Fusca – Il mio Amico, il Mare
- Elena Iacino – Verso custodito
- Michelangelo La Luna – Amicizia mediterranea
- Nunzia Macciocca – Un ponte tra solitudini
- Ornella Mamone Capria – Tenersi alla terra
- Tullio Masneri – ’A casa scioddáta
- Gianni Mazzei – Volo e radici
- Teresa Palopoli – L’argento nascosto
- Antonietta Pirillo – Ascolto
- Giovanni Pistoia – La linfa e il morso
- Luigi Renzo – Sogno di un’amicizia di pace
- Maria Romeo – Sugli argini del vento
- Elisabetta Salatino – Accordatori del silenzio
- Marinella Scigliano – L’amicizia perduta
- Vito Sorrenti – Preziosa è l’amicizia
- Giusy Straface – Memoria dei rami
- Rocco Taliano Grasso – In vostra assenza
- Antonia Tursi – Amico che nella leggerezza mi sostieni
- Giuseppe Ventura – Impressioni
- Giuseppe F. Zangaro – Amica amicizia
- 31.Luigi Zangaro – Doppio riflesso
E adesso, raccontiamola noi
La serata di Sibari non deve necessariamente concludersi con la presentazione del libro. Può essere, al contrario, l’inizio di un dialogo che prosegue nel tempo.
Per questo, attraverso InfoSibari, vorrei rivolgere un invito a tutti gli autori che hanno partecipato a Doppio riflesso – L’amico, l’altro te stesso.
Mi piacerebbe che ciascuno di voi raccontasse, con la propria sensibilità, che cosa rappresenta l’amicizia nella sua esperienza personale. Non necessariamente attraverso una riflessione teorica o una definizione, ma partendo magari proprio dal componimento che ha affidato alla raccolta: da dove è nato, da quale ricordo, da quale incontro, da quale persona o esperienza.
Ogni poesia ha una storia che spesso il lettore non conosce. E quella storia può diventare un ulteriore motivo di incontro.
Gli autori che vorranno raccogliere questo invito potranno inviarci un breve testo accompagnato dalla propria poesia, o da un estratto della stessa, pubblicata nell’antologia. InfoSibari li ospiterà, uno alla volta, dando a ciascuno lo spazio per raccontare il proprio “doppio riflesso”.
L’amicizia non è una storia che si racconta una volta sola. È fatta di tante storie, diverse e irripetibili, che meritano di essere ascoltate.
Grazie per l'attenzione
Tonino Cavallaro

