Da oltre vent’anni, puntualmente, torna il “problema” dei problemi: il pericolo alluvione, questa volta con particolare protevia però. E si tenta di correre ai ripari quando ormai l’acqua ha già invaso case, strade e campagne.
Per i residenti delle zone colpite, costretti ancora una volta a lasciare le proprie abitazioni in fretta e furia, non c’è nulla di rassicurante in queste emergenze cicliche. Ogni volta che Giove Pluvio decide di rovesciare una pioggia più abbondante del solito, si ripete lo stesso copione: evacuazioni, disagi, paura.
Le dichiarazioni del “dopo” suonano ormai come un rituale stanco. Avremmo preferito, e continueremmo a preferire, azioni concrete prima che l’emergenza esploda.
Contrada “Piano Scafo” risulta tra le aree più colpite. Nel corso della giornata non mancheranno le rassicurazioni di rito: “è tutto sotto controllo”. Ma chi vive sulla propria pelle queste tragedie fatica a sentirsi tranquillo, perché la storia si ripete con le stesse dinamiche e con conseguenze sempre dolorose.
Resta vivo il ricordo dell’alluvione che colpì la sponda destra del Crati, nel territorio di Corigliano-Rossano: migliaia di animali domestici morirono, molte famiglie subirono danni gravissimi, in diversi casi mai completamente risarciti.
Questa volta è toccato a Cassano all'Ionio. Il sindaco Gianpaolo Iacobini, si è impegnato molto nelle operazioni di assistenza e soccorso agli alluvionati — impegno che nessuno mette in dubbio, così come in passato nessuno ha dubitato della dedizione di altri amministratori. Tuttavia, ancora una volta, si interviene quando il danno è già stato fatto.
Va detto che il Crati non è protagonista di esondazioni soltanto negli ultimi anni. Anche nei secoli passati il “biondo fiume” superava spesso gli argini, alimentando controversie — talvolta anche giuridiche — tra i duchi Serra di Cassano e i baroni di Corigliano. All’epoca, però, il territorio era meno antropizzato: i danni riguardavano soprattutto colture e pascoli e, pur gravi, non mettevano a rischio la vita delle persone come accade oggi.
Negli ultimi vent’anni, la Sibaritide ha conosciuto numerosi episodi alluvionali. Proclami, progetti, annunci di interventi strutturali si sono susseguiti nel tempo. Eppure, alla luce dei fatti, i risultati non sembrano aver impedito il ripetersi delle stesse criticità.
La nostra vicinanza va agli sfollati e a tutti coloro che, nella notte appena trascorsa, si sono prodigati per alleviare le sofferenze delle famiglie colpite. A loro va il ringraziamento sincero dei cittadini di buona volontà della Sibaritide.
Laghi di Sibari stamattina (Foto: Pasquale Golia)







