Accogliamo con vivo apprezzamento la quarantasettesima edizione dell'ICIRBM – Italian Conference on Integrated River Basin Management, ospitata quest'anno dall'Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Non si tratta di un semplice convegno accademico, ma di un importante momento di confronto tra università, enti di ricerca, istituzioni e professionisti impegnati nello studio della difesa del suolo, del dissesto idrogeologico, dell'erosione costiera, della gestione delle risorse idriche e dell'inquinamento delle acque.
Argomenti che, purtroppo, non appartengono soltanto ai laboratori o alle aule universitarie. Sono problemi che ogni anno si manifestano con crescente intensità anche in Calabria, dove gli effetti dei cambiamenti climatici si sommano alle criticità di un territorio fragile, spesso segnato da una manutenzione insufficiente e da una pianificazione non sempre adeguata.
La Sibaritide conosce bene queste problematiche. I fiumi Crati, Coscile, Raganello, Eiano e gli altri corsi d'acqua del comprensorio rappresentano una straordinaria ricchezza ambientale, ma richiedono una costante attenzione sotto il profilo della sicurezza idraulica e della tutela dell'ecosistema. Allo stesso modo, la costa ionica continua a confrontarsi con il fenomeno dell'erosione, mentre il corretto governo delle acque rimane una delle grandi sfide per il futuro del territorio.
Per questo iniziative come l'ICIRBM assumono un valore che va ben oltre quello scientifico. La ricerca, infatti, deve diventare uno strumento concreto a disposizione delle amministrazioni pubbliche e dei decisori politici, affinché le conoscenze maturate nelle università possano tradursi in interventi efficaci di prevenzione, manutenzione e programmazione.
È motivo di particolare soddisfazione sapere che questa Conferenza, nata nel 1980 all'Università della Calabria, sia oggi il più longevo appuntamento nazionale dedicato alla difesa del suolo. Quasi mezzo secolo di studi, confronti e pubblicazioni testimonia quanto sia importante investire nella conoscenza per affrontare problemi che incidono direttamente sulla sicurezza delle persone e sulla salvaguardia dell'ambiente.
L'auspicio è che il patrimonio di competenze che emerge da questi incontri trovi sempre maggiore ascolto da parte delle istituzioni. La prevenzione costa molto meno dell'emergenza e, soprattutto, evita di pagare il prezzo più alto: quello delle vite umane, dei danni al territorio e delle occasioni perdute.
Per questo salutiamo con favore questa iniziativa e rivolgiamo un plauso agli organizzatori, ai ricercatori e a tutti coloro che, attraverso il lavoro scientifico, contribuiscono a costruire un futuro più sicuro e sostenibile per la Calabria e per il nostro territorio.
Fa riflettere che, mentre il mondo della ricerca seria affronta i grandi temi della sicurezza del territorio, in alcune realtà locali si investano energie e risorse soprattutto in convegni e corsi dedicati al turismo. Iniziative rispettabili, ma che rischiano di rimanere esercizi teorici se prima non si garantiscono la tutela del territorio, la sicurezza dei cittadini e la salvaguardia dell'ambiente. Perché il primo requisito di una destinazione turistica è che sia un territorio sicuro, curato e resiliente.
Nell'allegato pubblichiamo il Comunicato dell'ICIRBM






