Tra le curiosità presentate al Vinitaly and the City di Sibari c'è un sistema di screening sanitario che promette di rilevare numerosi parametri fisiologici semplicemente osservando il volto della persona. Il principio di funzionamento è quello del Video Imaging: una telecamera ad alta definizione registra impercettibili variazioni cromatiche della pelle, legate alla circolazione del sangue e ad altri fenomeni fisiologici. Le immagini vengono quindi elaborate da algoritmi di intelligenza artificiale che, secondo i progettisti, consentono di stimare in circa un minuto diversi parametri, tra cui frequenza cardiaca, pressione arteriosa, saturazione di ossigeno, emoglobina, colesterolo, glicemia e altri indicatori utili per una prima valutazione dello stato di salute.
Si tratta di una tecnologia certamente affascinante, che punta a rendere gli screening più rapidi, non invasivi e facilmente ripetibili. Sarà naturalmente la comunità scientifica, attraverso studi indipendenti e validazioni cliniche, a stabilirne nel tempo affidabilità, precisione e reale utilità nella pratica medica.
Una domanda, però, sorge spontanea.
In questi giorni lo screening viene offerto gratuitamente ai visitatori del Vinitaly. E dopo? Quando le luci della manifestazione si spegneranno, quale sarà il destino di questa tecnologia? Entrerà realmente a far parte del servizio sanitario pubblico oppure finirà, come troppo spesso accade, nel circuito della sanità privata convenzionata?
È una domanda tutt'altro che secondaria, soprattutto in una provincia come quella di Cosenza, che da anni vede crescere il peso delle strutture private convenzionate mentre, parallelamente, gli ospedali pubblici vengono progressivamente depotenziati, i reparti chiudono, il personale diminuisce e i cittadini sono costretti a lunghi tempi di attesa o a rivolgersi ai privati.
Se questa innovazione consentirà davvero un enorme risparmio per il sistema sanitario, come viene sostenuto nella presentazione, sarebbe auspicabile che fosse messa innanzitutto a disposizione della sanità pubblica, negli ospedali e nelle Case della Comunità, e non diventasse l'ennesima occasione di business sostenuta, direttamente o indirettamente, con denaro pubblico.
Per il resto, degustare gli ottimi vini calabresi in un clima di festa è certamente un'iniziativa piacevole e condivisibile. Il Vinitaly nasce per promuovere il vino, il territorio e le sue eccellenze: continui a fare questo.
Ci auguriamo soltanto che le migliaia di visitatori facciano anche pochi passi in più per entrare nel magnifico Parco Archeologico di Sibari, autentico patrimonio della Calabria. Sarebbe un peccato limitarsi ai calici senza conoscere la storia millenaria del luogo che li ospita. E, almeno in questo caso, i visitatori conteggiati nei resoconti annuali del Parco corrisponderebbero davvero a persone che lo hanno visitato e non semplicemente a partecipanti di una manifestazione organizzata al suo interno.
La prevenzione sanitaria è una cosa troppo seria per essere trasformata in uno strumento di promozione politica. Se questa tecnologia è davvero così innovativa, la si porti negli ospedali pubblici, negli ambulatori territoriali e nelle Case della Comunità, dove ogni giorno i cittadini attendono esami e visite. Sarà quella la prova più convincente della sua utilità.
Antonio Michele Cavallaro
Osservatore indipendente







