CORIGLIANO-ROSSANO – «Da mesi, ormai, l'aria nella zona industriale di Corigliano è diventata del tutto irrespirabile». È l'allarme lanciato dall'Associazione Zona Industriale di Corigliano, che denuncia una situazione che, a suo giudizio, è diventata ormai insostenibile per le attività produttive e commerciali dell'area, per i lavoratori e per quanti vivono e frequentano il territorio.
Al centro della denuncia ci sono i forti odori nauseabondi che, secondo l'associazione, da mesi interessano la zona industriale, rendendo difficoltoso svolgere le normali attività all'aperto e arrivando, in alcuni casi, a penetrare all'interno degli edifici, impedendo persino di arieggiare i locali.
Una situazione che l'associazione mette in relazione temporale con l'attivazione dell'impianto di produzione di biometano presente nell'area industriale. Il nesso, naturalmente, dovrà essere accertato dagli organismi competenti, ma gli operatori chiedono che il problema venga finalmente affrontato attraverso controlli e verifiche in grado di individuare con certezza l'origine delle esalazioni.
Secondo la denuncia, il problema avrebbe inoltre conseguenze economiche sulle attività della zona e susciterebbe particolare preoccupazione per la presenza di lavoratori, residenti e numerosi frequentatori del territorio, considerata anche la vocazione commerciale, turistica e balneare dell'area.
L'incontro pubblico del 4 settembre
È soprattutto per affrontare pubblicamente questa situazione che l'Associazione Zona Industriale ha promosso un incontro pubblico per venerdì 4 settembre 2026, alle ore 18.00, presso la sala conferenze dell'azienda Gallo, nella zona industriale di Corigliano.
L'appuntamento vuole essere, nelle intenzioni dei promotori, un momento di confronto per riunire le forze e chiedere alle autorità competenti risposte concrete e interventi risolutivi.
L'associazione invita pertanto imprenditori, lavoratori, residenti e cittadini a partecipare all'incontro, con l'obiettivo dichiarato di portare all'attenzione pubblica una situazione che, secondo gli operatori, non può più essere ignorata.
«Il nostro unico obiettivo è unire le forze per pretendere una soluzione definitiva nel minor tempo possibile», è l'appello con cui l'Associazione Zona Industriale accompagna l'iniziativa.
L'incontro del 4 settembre rappresenterà dunque un primo momento pubblico nel quale le preoccupazioni degli operatori potranno essere esplicitate e, soprattutto, potranno essere formulate richieste precise alle istituzioni e agli organismi chiamati a verificare l'origine delle emissioni odorigene.
Resta infatti da chiarire una questione fondamentale: da dove provengono gli odori denunciati e quali interventi sono necessari per eliminarli?
Una risposta che gli operatori della zona industriale chiedono ormai con urgenza.
MEMENTO:
Una questione che riguarda tutta la Sibaritide
La vicenda non riguarda, però, soltanto Corigliano-Rossano. La questione assume una valenza più ampia per l’intera Sibaritide, anche alla luce delle notizie secondo cui in altre località del territorio si starebbe valutando la realizzazione di impianti dello stesso tipo.
Proprio per questo, quanto sta accadendo nella zona industriale di Schiavonea dovrebbe rappresentare un monito per tutti: amministratori, imprenditori e, soprattutto, per gli organismi pubblici chiamati a valutare e autorizzare questo genere di insediamenti, a partire dagli enti preposti alla tutela ambientale e ai controlli, come ARPACAL.
Prima di autorizzare nuovi impianti, sarà fondamentale interrogarsi non soltanto sulla loro sostenibilità sotto il profilo tecnico e ambientale, ma anche sulla loro compatibilità con il territorio circostante, con le attività produttive già presenti e con la qualità della vita di residenti, lavoratori e operatori economici. L’auspicio è che l’esperienza di Schiavonea serva dunque a prevenire, e non semplicemente a gestire a posteriori, eventuali analoghi problemi in altre aree della Sibaritide.
La redazione







