L’Al
to Ionio Cosentino in una visione globale della Calabria rappresenta un piccolo lembo di terra incastrato tra il mare Ionio e la Basilicata. Circa 45mila residenti in 13 comuni di cui Cassano all’Ionio è il più importante per numero di abitanti e per estensione territoriale. (Cassano, Francavilla, Villapiana, Cerchiara, San Lorenzo B., Plataci, Alessandria del C, Albidona, Trebisacce, Montegiordano, Rocca Imperiale, Canna, Nocara).
E’ chiaro, per qualsiasi osservatore anche poco attento, che un numero così esiguo di cittadini elettori non potrà mai essere di grande peso nel quadro generale della politica regionale, eppure in tempi non tanto lontani quel territorio ha espresso una classe politica di rilievo che avrebbe avuto modo di influenzare e talvolta lo ha fatto, scelte e decisioni politiche importanti per l’area di cui scriviamo. In particolare le forze di sinistra hanno svolto un ruolo determinante, chi non ricorda i tempi dei socialisti e qualche comunista locali in parlamento e nell’assise provinciale e quella regionale (non citiamo i nomi per non dimenticarne qualcuno). Poi hanno preso il sopravvento le ideologie destrorse, sempre latenti a dire il vero, ma recentemente si è registrato il risveglio di forze progressiste comuniste che stanno a poco a poco facendo proseliti e acquisendo consensi.
Sembrerebbe un’utopia al giorno d’oggi sentir parlare di comunismo: “roba per nostalgici magari un po’ rimbambiti” potrebbe dire qualcuno distrattamente , ma osservando la realtà fatta da false promesse, da disattese speranze, dalla marginalizzazione in cui è stato tenuto tutto quel territorio, è normale che non solo i “vecchi compagni” recuperassero l’antico orgoglio ma che anche dei giovani cominciassero ad avvicinarsi a quegli ideali fondanti prettamente di sinistra, senza necessariamente cadere nella retorica del passato e con una visione moderna e democratica di un pensiero che in altri paesi non chiamano “comunista”, ma che di quella ideologia ripropone i valori sempre validi di equità e crescita orizzontale.
Da Trebisacce, soprattutto, è nata la voglia di dire qualcosa di propositivo alle nuove generazioni, così un gruppo di amici e “compagni”, tra cui il novello segretario della neonata sezione Emilio Panio, hanno creato il primo "circolo" del Partito della Rifondazione Comunista. Da alcuni la cosa è stata vista con una certa nonchalance, altri come una forma di revanscismo nei confronti di pseudo-sinistrorsi che in qualche modo hanno retto per anni la cosa pubblica locale ed altri ancora con curiosità e ottimismo guardando con speranza e senza timori verso questa rinascente voglia di dire la loro di questi coraggiosi che osano farlo in un clima di bassissimo profilo in cui si dibatte la “politichina” locale. (parola composta dai termini “politica” e “china” cioè messa a 90 gradi, prostrata).
Chiudiamo con la notizia interessante verso cui era indirizzato tutto il precedente pistolotto: Rifondazione Comunista dell’Alto Ionio ha fondato anche un organo promozionale, una pubblicazione per il momento solo online, dal nome significativo “Il Rifondino” che offriamo ai nostri lettori nell’allegato. Nell’articolo di apertura del prof. Pasquale Corbo troviamo la spiegazione su:
La necessità di essere Comunisti (oggi)
"In una realtà globalizzata non nel senso - come pure doveva essere - di una maggiore equità, di una più diffusa e orizzontale distribuzione del benessere, dei diritti umani resi universali o di un più incisivo rispetto dell'ambiente, ma piuttosto in quello di una crescente - e distruttiva - deriva post-capitalistica, essere Comunisti diventa una necessità storica, morale e, soprattutto, pratica, se si vuole restituire alla storia l'attualità di quella lotta di classe che oggi vede vincitori il Capitale e poche élites e finanziarie."
Con questa doverosa citazione, da parte nostra non ci resta che augurare alla novella formazione politica "Buon Cammino" e ad majora ...






