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e la libertà di stampa in Italia sia ormai quasi completamente scomparsa è un dato di fatto, siamo scesi dal 46° al 49° posto della classifica mondiale, addirittura più in basso di paesi come Gabon, Tonga, Gambia e Seychelles. “Secondo l'indice 2025 di Reporter Senza Frontiere (RSF), la Norvegia è in testa alla classifica mondiale per la libertà di stampa, seguita da Estonia e Paesi Bassi, mentre l'Italia è scivolata al 49° posto, il peggiore in Europa occidentale, a causa di pressioni politiche, economiche e minacce ai giornalisti, con la Cina, la Corea del Nord e l'Eritrea in fondo alla lista”.
Non c’è che dire, ormai la massa di giornalistucoli asserviti a poteri politici, economici, e si, anche religiosi, diventa sempre più folta. Si destreggiano benino, scrivono anche correttamente nella madrelingua sparando, però, fanfaluche più o meno credibili, ma false come quelle di giuda. Recentemente mi ha colpito un articolo molto interessante dal titolo “Grandi Gruppi imprenditoriali alla conquista dell’editoria con la conseguente morte della libertà di stampa”, che la dice lunga su quel che sta accadendo nel nostro belpaese. L’autore, il “libero pensatore” e caro amico, Gianfranco Bonofiglio, direttore del quotidiano online “La Voce Romana”, molto seguito nella città eterna, esprime con chiarezza il baratro in cui sta scivolando l’informazione italiana: "Oggi l'informazione è ridotta solo ad essere il "Megafono" dei gruppi di potere che gestiscono il Paese".
Mi permetto di aggiungere: grandi e piccoli gruppi di potere, se diamo un'occhiata meno superficiale anche alla piccola stampa locale.
Ve ne consiglio la lettura. Cliccare quì per leggere l’articolo. Grazie per l’attenzione e buona continuazione delle festività.
A.M.Cavallaro






