Con la Deliberazione n. 56 del 17 marzo 2026 (che trovate in allegato), il Commissario prefettizio del Comune di Villapiana corre ai ripari nel tentativo di mettere in sicurezza i conti: oltre 12,8 milioni di euro dovranno essere accantonati per far fronte ai rischi legati alle cause giudiziarie in corso.
La decisione nasce da un obbligo preciso: quando esiste la possibilità di perdere una causa, l’ente deve prevedere in anticipo le risorse necessarie, anche se l’esito non è ancora certo. Una misura di prudenza contabile che serve a evitare squilibri futuri.
Per ogni contenzioso viene valutato il grado di rischio — alto, medio o basso — e, in base a questa stima, si stabilisce quanto denaro mettere da parte. Un lavoro tecnico, costantemente aggiornato, che dovrà essere verificato anche dai revisori dei conti.
Non solo: il Comune prevede già ulteriori accantonamenti nei prossimi bilanci, segno che il contenzioso resta un nodo rilevante per la gestione finanziaria. In sostanza, si tratta di una scelta obbligata: prepararsi oggi per non pagare un conto ancora più salato domani.
Ma fermarsi qui significa raccontare solo una parte della storia.
La vera domanda è un’altra: da dove salta fuori una cifra così imponente?
La risposta è nei numerosi contenziosi in essere, frutto di situazioni maturate nel tempo e riconducibili a precedenti amministrazioni. Vicende che oggi presentano il conto alla collettività.
E il punto più critico è proprio questo: nel caso in cui il Comune dovesse soccombere, eventualità purtroppo tutt’altro che remota, l’ente dovrebbe avere immediatamente a disposizione le somme necessarie. Ma, allo stato attuale, quella cifra non risulta concretamente disponibile nelle casse comunali.
Il fondo accantonato è infatti una previsione contabile, non una liquidità già esistente. Da qui lo scenario più preoccupante: l’unica possibile via d’uscita potrebbe essere la dichiarazione di dissesto finanziario, che il Commissario sarà chiamato ad attivare nel momento in cui i contenziosi verranno definiti.
Una situazione che, peraltro, era già nota all’ultima compagine amministrativa e che, con ogni probabilità, ha contribuito all’atto di sfiducia nei confronti del sindaco Vincenzo Ventimiglia da parte della maggioranza dei consiglieri.
E mentre si avvicinano le elezioni, è facile prevedere che questo tema diventerà centrale nella campagna elettorale. Perché, come recita un vecchio proverbio, “prima o poi tutti i nodi vengono al pettine”. E le gestioni troppo leggere del passato finiscono, inevitabilmente, per trasformarsi nei problemi pesanti di oggi.
Antonio Michele Cavallaro






