Una storia lunga dieci anni tra promesse, errori e responsabilità politiche
C’è una linea che collega il 2012 al 2026.
Non è solo amministrativa. È profondamente politica
È la storia di un progetto nato per “azzerare la bolletta energetica” del Comune di Villapiana e finito, nel tempo, dentro una crisi finanziaria e istituzionale che ha portato al commissariamento dell’ente.
L’inizio: la promessa della bolletta zero
Tra il 2012 e il 2013 il Comune guidato dall’allora sindaco Roberto Rizzuto avvia un’operazione ambiziosa:
- realizzazione di impianti fotovoltaici
- affidamento a un soggetto privato
- obiettivo: ridurre fino ad azzerare i costi energetici
Già in questa fase emergono elementi critici:
- procedura negoziata
- partecipazione di un solo operatore
- avvio delle attività in un contesto ancora incompleto sotto il profilo amministrativo
Nel primo atto consiliare del 2013, che approva definitivamente la convenzione, tra i presenti figura l’assessore Felicia Favale
Un dettaglio che oggi assume un peso politico rilevante.
Il nodo tecnico, destinato a diventare decisivo, è uno: gli impianti entrano in funzione prima che il Comune sia formalmente proprietario delle aree
Una criticità che resterà “silente” per anni, ma che si rivelerà determinante.
Il Consiglio di Stato lo chiarirà in modo netto: “senza titolarità delle aree al momento dell’entrata in esercizio, gli incentivi non spettano”.
Il lungo periodo: incentivi incassati e criticità non emerse - Negli anni successivi, durante le amministrazioni che si susseguono fino al 2024 - tra cui i due mandati del sindaco avv. Paolo Montalti - il sistema appare funzionare:
- gli impianti producono
- il Comune percepisce gli incentivi del GSE
Solo a seguito delle verifiche avviate negli anni successivi emergerà il problema originario, portando alla decadenza dai benefici.
Questo apre interrogativi politici inevitabili:
- quando sono emerse le prime criticità?
- quali verifiche sono state effettuate nel tempo?
- era noto il rischio di perdita degli incentivi?
Nel 2025 arriva la decisione definitiva: il Comune perde il diritto agli incentivi
viene confermata la decadenza.
Motivo:
la proprietà delle aree è stata acquisita dopo l’entrata in esercizio degli impianti
Le conseguenze: i conti non reggono
Nel 2026 il quadro finanziario è ormai evidente:
- disavanzo superiore a 11,8 milioni di euro
- passività potenziali oltre 12,8 milioni
Il Commissario straordinario evidenzia:
- criticità sui residui
- entrate non attendibili
- necessità di revisione straordinaria del bilancio
il Comune accede alla procedura di predissesto finanziario
Parallelamente, si consuma la crisi istituzionale:
- cade l’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Ventimiglia
- il Consiglio comunale viene sciolto
- viene nominato un Commissario prefettizio
Ed è qui che il passato torna con forza nel presente.
La stessa Favale, presente nel 2013 tra gli amministratori che approvano la convenzione del progetto fotovoltaico,
diventa vicesindaco nell’ultima amministrazione
ed è tra i protagonisti della sfiducia che porta alla caduta del sindaco Ventimiglia e all’arrivo del Commissario e che oggi si propone come candidata a sindaco.
A questo punto le questioni non sono più solo tecniche. Sono politiche.
È possibile che un vizio strutturale così rilevante sia rimasto inesplorato per anni?
Quale livello di consapevolezza c’è stato nelle diverse fasi amministrative?
E chi ha partecipato alle scelte iniziali può oggi proporsi come alternativa?
Conclusione
La vicenda di Villapiana non è solo una storia amministrativa.
È una parabola discendente:
- nasce da una promessa ambiziosa
- attraversa scelte discutibili
- esplode in sede giudiziaria
- si riflette nei conti pubblici
- e arriva fino alla crisi politica e al commissariamento
Una storia che oggi non riguarda solo il passato.
Ma chi, quel passato, vuole governarlo di nuovo.
A questo punto, osservando i nomi che si propongono oggi alla guida del Comune, è inevitabile porsi una domanda di fondo: quale ruolo hanno avuto, direttamente o indirettamente, nella lunga vicenda che ha segnato l’ente negli ultimi anni?
Tra i candidati, c’è chi si presenta per la prima volta all’elettorato villapianese, come Mariolina De Marco, e chi invece ha già ricoperto ruoli di governo.
È il caso di Paolo Montalti, sindaco per due mandati, nel corso dei quali il sistema degli impianti fotovoltaici ha continuato a produrre effetti anche economici per l’ente.
Ed è il caso di Felicia Favale, già presente negli atti del 2013 e successivamente vicesindaco nell’ultima amministrazione, fino alla crisi che ha condotto allo scioglimento del Consiglio comunale.
Infine, resta la figura dell’ultimo sindaco Vincenzo Ventimiglia, scelto dagli elettori meno di due anni fa e poi sfiduciato, la cui esperienza amministrativa si è interrotta prima della naturale conclusione.
In questo quadro, più che giudizi affrettati, emergono interrogativi che riguardano la continuità amministrativa e politica di questi anni:
- quale consapevolezza vi è stata nelle diverse fasi?
- quali verifiche sono state effettuate nel tempo?
- e quale visione si propone oggi per il futuro dell’ente?
I cittadini dispongono ormai di un quadro ampio, costruito attraverso oltre un decennio di atti, scelte e conseguenze. Spetta a loro valutare, con piena consapevolezza, le proposte e i percorsi dei candidati.
In una fase così delicata, segnata anche dalla procedura di riequilibrio finanziario, appare centrale una domanda:
continuità o cambiamento?
(fonte: www.altrepagine.it)






