Nell’articolo pubblicato oggi dalla Gazzetta del Sud e firmato da Rocco Gentile, il nuovo sindaco di Villapiana, Marilena De Marco, viene presentato mentre assume ufficialmente la guida dell’amministrazione comunale indicando con chiarezza le priorità più urgenti: salvare i conti dell’ente e tutelare il lavoro collegato ai servizi comunali.
Parole che, al di là del rito dell’insediamento e delle inevitabili fotografie di squadra, restituiscono immediatamente il senso della difficoltà del momento amministrativo che il Comune attraversa. Perché questa non appare come una normale alternanza politica, ma piuttosto l’ingresso in una fase delicata, nella quale il peso della gestione rischia di prevalere persino sulla dimensione propriamente politica.
Sul tavolo resta infatti la questione del possibile predissesto finanziario, evocato nei mesi scorsi dal commissario prefettizio durante la fase di vacatio amministrativa. Una situazione che, va detto con equilibrio e prudenza, è ancora tutta da verificare nei suoi contorni reali, nelle responsabilità pregresse e soprattutto nelle eventuali conseguenze concrete per l’ente e per i cittadini. Tuttavia il solo fatto che una simile ipotesi sia stata formalmente prospettata basta già a delineare la gravità del quadro.
È qui che finisce il tempo della propaganda elettorale e comincia quello, assai meno semplice, della responsabilità amministrativa. Governare un Comune del Sud oggi significa muoversi dentro margini strettissimi: bilanci compressi, norme sempre più rigide, uffici spesso sottodimensionati, servizi essenziali da garantire e una crescente fragilità sociale che rende ogni scelta potenzialmente esplosiva.
Non sorprende, dunque, che nel discorso pubblico emerga immediatamente il tema della salvaguardia del lavoro. Nei piccoli comuni il rapporto tra amministrazione, servizi esternalizzati ed economia locale è ormai strettissimo; ogni crisi finanziaria dell’ente rischia di trasformarsi rapidamente in crisi sociale.
Ma esiste anche un altro aspetto che merita attenzione. Le elezioni hanno certamente consegnato una maggioranza e una minoranza, ma il quadro numerico emerso dal voto dimostra anche una comunità articolata, nella quale convivono sensibilità diverse e aspettative differenti. In una fase così complessa sarebbe forse auspicabile che il confronto politico abbandonasse definitivamente le logiche della tifoseria per approdare ad una stagione di maggiore maturità istituzionale.
Perché i problemi strutturali di un ente locale non appartengono mai soltanto a chi governa pro tempore: finiscono inevitabilmente per coinvolgere l’intera comunità amministrata.
La vera sfida, dunque, non sarà soltanto quella di mantenere gli equilibri contabili o evitare il deterioramento dei servizi. La sfida più difficile sarà ricostruire fiducia: tra cittadini e istituzioni, tra politica e realtà, tra promesse e possibilità concrete.
Ed è proprio su questo terreno che, da oggi in avanti, verrà misurata la nuova amministrazione.
Antonio Michele Cavallaro






