In tempi in cui si parla spesso di partecipazione, ma non sempre si creano gli strumenti per renderla possibile, la decisione del Comune di San Lorenzo Bellizzi assume un significato che va oltre il semplice adempimento amministrativo.
Il Consiglio comunale ha infatti approvato il Regolamento per l'Amministrazione Condivisa, dotandosi di uno strumento che consentirà di coinvolgere cittadini, associazioni, imprese e organizzazioni del territorio nella cura e nella valorizzazione dei beni comuni attraverso specifici Patti di Collaborazione.
L'iniziativa nasce nell'ambito del percorso promosso dall'Associazione Borghi Autentici d'Italia, che da anni sostiene i Comuni aderenti nella diffusione di modelli amministrativi basati sulla collaborazione tra istituzioni e comunità locali.
L'obiettivo è semplice solo in apparenza: passare da un'amministrazione che decide e interviene da sola a una comunità nella quale la responsabilità del bene comune viene condivisa. Un cambiamento culturale prima ancora che amministrativo.
Il sindaco Antonio Cersosimo ha definito l'approvazione del regolamento «una scelta che guarda al futuro della comunità», sottolineando come la tutela del patrimonio comune non possa gravare esclusivamente sull'ente pubblico, ma debba nascere dalla collaborazione tra amministrazione, cittadini e associazionismo locale. Un ringraziamento è stato rivolto anche all'Associazione Borghi Autentici d'Italia per il supporto tecnico e formativo fornito durante il percorso.
Anche la presidente nazionale dell'Associazione, Rosanna Mazzia, ha espresso soddisfazione, evidenziando come il caso di San Lorenzo Bellizzi rappresenti una conferma della validità di un modello che punta a fare della collaborazione un metodo ordinario di governo delle comunità.
Ma oltre agli aspetti formali, la decisione del Comune offre alcuni spunti di riflessione che riguardano tutti gli enti locali.
Negli ultimi anni le amministrazioni comunali sono chiamate a gestire patrimoni sempre più vasti con risorse economiche e personale spesso insufficienti. Al tempo stesso cresce nei cittadini la richiesta di essere coinvolti nelle scelte che riguardano il territorio. L'Amministrazione Condivisa prova a dare una risposta a entrambe queste esigenze, trasformando la partecipazione da principio teorico a pratica amministrativa.
Naturalmente un regolamento, da solo, non cambia la realtà. Saranno i fatti a dimostrare l'efficacia dello strumento: quanti cittadini decideranno di partecipare? Quanti Patti di Collaborazione verranno sottoscritti? Quali beni comuni saranno interessati? E soprattutto, l'amministrazione sarà capace di favorire questo nuovo rapporto con la comunità senza appesantirlo con procedure burocratiche?
Sono interrogativi che accompagneranno inevitabilmente questa esperienza.
Per questo motivo la scelta di San Lorenzo Bellizzi merita di essere osservata con interesse anche dagli altri Comuni della Sibaritide e del Pollino. Se il progetto produrrà risultati concreti, potrà diventare un modello replicabile in territori che condividono problemi simili: piccoli bilanci, spopolamento, necessità di valorizzare il patrimonio ambientale e culturale, bisogno di rinsaldare il senso di appartenenza delle comunità.
La partecipazione, infatti, non si misura con gli slogan ma con gli strumenti che permettono ai cittadini di diventare protagonisti della vita pubblica. San Lorenzo Bellizzi ha scelto di dotarsi di uno di questi strumenti. Adesso inizia la fase più importante: trasformare le norme in esperienze concrete e verificare se la collaborazione saprà davvero produrre valore per la comunità.
Fonte: comunicato stampa dell'Associazione Borghi Autentici d'Italia – Ufficio Stampa e Segreteria Nazionale, Giovanni Pirillo.
Approfondimento della redazione
Che cosa sono i Patti di Collaborazione?
Il cuore del Regolamento per l'Amministrazione Condivisa è rappresentato dai Patti di Collaborazione, accordi volontari stipulati tra il Comune e cittadini, associazioni, comitati, scuole, imprese o gruppi informali che intendono prendersi cura di un bene o di un interesse collettivo.
Non si tratta di una semplice delega di compiti né di una forma di volontariato occasionale. Il Patto è un accordo scritto che stabilisce con chiarezza:
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quali sono gli obiettivi da raggiungere;
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chi sono i soggetti coinvolti;
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quali attività svolgerà ciascuno;
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la durata della collaborazione;
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gli eventuali strumenti o supporti messi a disposizione dal Comune;
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le responsabilità reciproche e le modalità di verifica dei risultati.
In pratica, amministrazione e cittadini diventano partner nella gestione del bene comune.
Alcuni esempi concreti
Un Patto di Collaborazione può riguardare:
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la manutenzione di un giardino pubblico;
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la cura di un sentiero naturalistico;
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il recupero di una fontana storica;
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l'apertura periodica di un museo o di una biblioteca con il supporto dei volontari;
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la valorizzazione di un edificio storico;
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iniziative di pulizia del territorio;
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la gestione condivisa di spazi destinati ai giovani;
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orti urbani o giardini didattici;
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progetti di educazione ambientale;
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iniziative culturali, artistiche o turistiche.
Nei piccoli comuni, come San Lorenzo Bellizzi, questo strumento può rivelarsi particolarmente prezioso. Le risorse economiche e il personale sono spesso limitati, mentre molte energie sono presenti nella comunità: associazioni, gruppi di volontariato, cittadini competenti e imprese locali. Il Patto permette di valorizzare queste risorse senza sostituire il ruolo dell'amministrazione, ma integrandolo.
Non significa privatizzare i beni pubblici
Uno degli equivoci più frequenti è pensare che, attraverso i Patti di Collaborazione, il Comune "ceda" beni pubblici ai privati.
Non è così.
I beni restano pubblici e sotto la responsabilità dell'ente. Cambia il modo in cui vengono gestiti: anziché affidarsi esclusivamente agli uffici comunali, l'amministrazione coinvolge la comunità in un rapporto regolato da accordi trasparenti, nei quali diritti e doveri sono chiaramente definiti.
Una sfida culturale
Il successo dei Patti di Collaborazione non dipende tanto dal regolamento quanto dalla capacità dell'amministrazione e dei cittadini di costruire un rapporto di fiducia reciproca.
Per questo motivo l'approvazione del regolamento rappresenta solo il primo passo. La vera sfida sarà trasformare questo strumento in una pratica quotidiana, dimostrando che la partecipazione può produrre risultati concreti nella tutela del patrimonio, nella qualità della vita e nella crescita del senso di appartenenza alla comunità.
Le radici costituzionali dell'Amministrazione Condivisa
I Patti di Collaborazione non rappresentano una semplice innovazione amministrativa, ma trovano il loro fondamento nella Costituzione italiana. La loro origine risale alla riforma del Titolo V del 2001, che ha introdotto nell'ordinamento il principio della sussidiarietà orizzontale.
L'ultimo comma dell'articolo 118 della Costituzione stabilisce infatti che:
«Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.»
Si tratta di un passaggio di grande rilievo perché riconosce che la cura dell'interesse generale non è un compito esclusivo delle istituzioni. Anche i cittadini, singolarmente o in forma associata, possono diventare protagonisti della vita pubblica, collaborando con gli enti locali nella tutela e nella valorizzazione dei beni comuni.
Su questo principio costituzionale si è sviluppato, negli anni successivi, il modello dell'Amministrazione Condivisa, tradotto operativamente nei Regolamenti comunali e nei Patti di Collaborazione. Un percorso al quale ha dato un contributo determinante Labsus – Laboratorio per la Sussidiarietà, l'associazione che ha elaborato il primo schema di regolamento oggi adottato, con adattamenti, da centinaia di Comuni italiani.
Alla luce di questo quadro, la decisione del Comune di San Lorenzo Bellizzi assume un significato che va oltre l'approvazione di un nuovo regolamento: rappresenta l'applicazione concreta di un principio costituzionale che invita istituzioni e cittadini a condividere responsabilità, competenze e impegno nella costruzione del bene comune.






