Dopo quasi quarant'anni di annunci, il progetto cambia prospettiva: ecco che cosa significa davvero "Regional Air Mobility" e perché il dibattito dovrebbe partire da qui.
Ogni volta che in Calabria si torna a parlare dell'aeroporto di Sibari, il dibattito si divide puntualmente in due schieramenti. Da una parte c'è chi considera questa infrastruttura indispensabile per il rilancio turistico ed economico della Sibaritide; dall'altra chi la giudica un'opera troppo costosa, inutile o addirittura irrealizzabile.
È una discussione che conosco bene. Dal 2007, sulle pagine di sibari.info, ho seguito praticamente ogni fase di questa vicenda: i primi finanziamenti regionali, gli studi preliminari, i progetti, le polemiche, gli entusiasmi e le inevitabili delusioni. Rileggendo oggi quegli articoli, però, emerge una considerazione interessante. Per quasi quarant'anni abbiamo discusso dell'aeroporto di Sibari, ma raramente ci siamo fermati a spiegare quale tipo di infrastruttura si immaginasse realmente.
Ed è proprio qui che si trova la principale novità dell'iniziativa rilanciata in questi giorni. Non si parla più semplicemente di aeroporto. L'ipotesi illustrata dall'Amministrazione comunale fa riferimento al modello della Regional Air Mobility (RAM).
Non si tratta soltanto di una nuova sigla. Si tratta di un diverso modo di concepire la mobilità aerea regionale.
Un equivoco che dura da molti anni
Quando un cittadino sente pronunciare la parola aeroporto, pensa inevitabilmente a Lamezia Terme, Bari, Napoli o Roma Fiumicino. Immagina grandi terminal passeggeri, lunghe piste, numerosi voli di linea e migliaia di viaggiatori ogni giorno. È un'associazione del tutto naturale.
Ma il progetto di cui si discute oggi non sembra andare in quella direzione. Anche i primi studi elaborati negli anni passati ipotizzavano uno scalo regionale di dimensioni contenute, destinato ad accogliere aeromobili di piccola e media capacità. L'idea oggi rilanciata sembrerebbe collocarsi in una visione ancora diversa, ispirata ai nuovi modelli europei di mobilità aerea regionale.
Che cos'è la Regional Air Mobility
La Regional Air Mobility, generalmente indicata con l'acronimo RAM, non identifica una particolare categoria giuridica di aeroporto, ma un modello di organizzazione del trasporto aereo. L'obiettivo è quello di migliorare i collegamenti tra territori periferici o scarsamente serviti dalle grandi infrastrutture, utilizzando scali di dimensioni contenute e aeromobili più piccoli, con costi di esercizio inferiori rispetto ai grandi aeroporti commerciali.
Uno scalo concepito secondo questo modello può svolgere contemporaneamente numerose funzioni. Può ospitare collegamenti regionali, voli charter, aerotaxi, servizi sanitari d'emergenza, attività di Protezione Civile, operazioni antincendio, addestramento aeronautico, manutenzione dei velivoli e, in casi particolari, anche piccoli trasporti cargo destinati a merci ad alto valore aggiunto. In altre parole, non si tratta necessariamente di costruire un aeroporto destinato esclusivamente ai voli commerciali, ma di realizzare una piattaforma di servizi aeronautici capace di rispondere a esigenze diverse del territorio.
Perché oggi si torna a parlarne
Negli ultimi vent'anni il settore dell'aviazione regionale è profondamente cambiato. Sono entrati in servizio aeromobili più efficienti, con consumi ridotti e costi operativi inferiori, mentre in diversi Paesi europei si stanno sviluppando reti di piccoli scali destinati a migliorare la mobilità dei territori meno serviti.È in questo contesto che si inserisce l'ipotesi oggi avanzata per Sibari.
Naturalmente sarà lo studio di fattibilità ad accertare se questo modello sia realmente applicabile alla Piana di Sibari, quali investimenti richieda, quali servizi possa effettivamente offrire e quale sostenibilità economica possa garantire nel tempo.
Per questo motivo è ancora prematuro parlare di un progetto definitivo. Siamo piuttosto all'inizio di un percorso tecnico e amministrativo che dovrà essere valutato con attenzione.
Un territorio con grandi potenzialità
Che la Sibaritide rappresenti uno dei territori più importanti della Calabria è un dato difficilmente contestabile.
L'agricoltura, il turismo balneare, il patrimonio archeologico di Sibari, il Parco Nazionale del Pollino, il porto di Corigliano-Rossano e la posizione geografica baricentrica costituiscono risorse di straordinaria importanza. Resta però una domanda fondamentale.
Un'infrastruttura ispirata al modello della Regional Air Mobility può contribuire concretamente a valorizzare queste risorse? Oppure rischia di diventare l'ennesimo progetto destinato a rimanere sulla carta? Sono interrogativi ai quali nessuno, oggi, può rispondere con certezza. Dobbiamo partire necessariamente da alcune considerazioni:
Quali servizi può offrire uno scalo RAM
Uno scalo progettato secondo i criteri della Regional Air Mobility non nasce esclusivamente per l'aviazione privata o per i servizi di emergenza.
Se adeguatamente certificato e sostenuto da una domanda di traffico sufficiente, può ospitare anche regolari voli di linea regionali, effettuati con aeromobili di piccola e media capacità, destinati a collegare il territorio con aeroporti nazionali e, in alcuni casi, internazionali.
Accanto ai collegamenti di linea, uno scalo RAM può svolgere numerose altre funzioni:
voli charter turistici;
aerotaxi;
elisoccorso e trasporto sanitario;
Protezione Civile;
antincendio boschivo;
addestramento aeronautico;
manutenzione dei velivoli;
piccoli servizi cargo per merci ad alto valore aggiunto.
In altre parole, non si tratta semplicemente di un aeroporto destinato ai voli commerciali, ma di una infrastruttura multifunzionale, capace di adattarsi alle esigenze di un territorio e di evolversi nel tempo in funzione della domanda di mobilità.
La presenza di eventuali voli di linea non rappresenta quindi il punto di partenza del progetto, ma una delle sue possibili evoluzioni. Se gli studi dimostreranno l'esistenza di un adeguato bacino di utenza e di condizioni economiche sostenibili, uno scalo di questo tipo potrà essere utilizzato anche da compagnie aeree regionali. Diversamente continuerà comunque a svolgere tutte le altre funzioni per le quali è stato progettato.
Per capire il futuro bisogna conoscere il passato
Prima di esprimere giudizi favorevoli o contrari, credo sia utile ripercorrere la lunga storia di questa vicenda. Una storia iniziata molti anni fa, fatta di progetti, finanziamenti annunciati, occasioni perdute, cambiamenti politici e continue ripartenze.
Nei prossimi articoli ricostruiremo, documenti alla mano, le tappe principali di questo percorso, cercando di distinguere i fatti dalle promesse e le prospettive concrete dalle semplici dichiarazioni d'intenti. Perché soltanto conoscendo il passato sarà possibile comprendere se questa volta il progetto abbia davvero qualcosa di nuovo.
L'archivio di sibari.info
Dal 2007 ad oggi il nostro sito ha seguito costantemente la vicenda dell'aeroporto di Sibari, pubblicando decine di articoli, documenti, interviste e prese di posizione istituzionali (tra cui anche molti articoli del nostro sindaco Gianpaolo Iacobini quando svolgeva egregiamente il compito di corrispondente locale per la Gazzetta del Sud). Questa serie nasce anche da quell'archivio, con l'obiettivo di ricostruire la storia del progetto e spiegare ai lettori cosa stia realmente cambiando oggi.
Antonio Michele Cavallaro






